Locarno

Kursaal e Santa Caterina si prendono una pausa

Nell’ambito del messaggio relativo ai beni culturali, il Municipio sospende le decisioni pianificatorie in merito al comparto che dovrà accogliere il Museo del territorio – Meglio attendere i risultati degli studi specifici – Bloccata anche la decisione sul Teatro: sì al risanamento conservativo, no alla demolizione
Pur non rientrando nella nuova lista dei beni da proteggere, l’edificio del Teatro di Locarno può tirare un sospiro di sollievo. © CdT/Archivio
Luca Pelloni
27.02.2020 20:15

Decisioni pianificatorie sospese per il comparto di Santa Caterina e per lo stabile del Kursaal. È quanto emerge dal messaggio bis, che il Municipio cittadino ha appena firmato, sulle varianti di Piano regolatore riguardante i beni culturali da proteggere.

L’Esecutivo ha scelto la via della stesura di un secondo messaggio, e non semplicemente quella degli emendamenti, perché ha in sostanza accolto tutti i suggerimenti di modifica avanzati dalla Commissione del PR. «I commissari hanno fatto un lavoro enorme, con sopralluoghi e vari approfondimenti», commenta il capo Dicastero Paolo Caroni. «Per questo vanno lodati e ringraziati».

Un sonnellino per crescere
La sospensione delle decisioni per il comparto Santa Caterina, come immaginabile, è legata alla volontà di insediarvi il futuro Museo del territorio. L’area, sottolinea il Municipio, è «attualmente oggetto di approfondimenti a livello cantonale in vista di un mandato di studio in parallelo per l’individuazione della miglior soluzione», volta a concretizzare il progetto. Di conseguenza, «sentiti pure i competenti uffici cantonali, si ritiene opportuno sospendere ogni decisione pianificatoria riguardante tale comparto in attesa delle risultanze degli studi, dopodiché potrà essere predisposta la specifica e concreta modifica pianificatoria definitiva, comprensiva delle eventuali componenti relative ai beni culturali di interesse locale».

Salto indietro nel tempo
V’è poi la questione dell’edificio del Kursaal, che ospita il Teatro di Locarno. Un edificio che, l’anno scorso, è stato più volte primattore delle cronache cittadine. E questo perché la variante di PR del centro urbano e del centro storico al vaglio del Consiglio di Stato non impone una sua conservazione. Di qui molte prese di posizione – come quelle degli Amici di Casa Rusca, dell’Associazione Amici del Teatro, della Società di Protezione Arte e Natura (STAN), della società Dante Alighieri e degli Esecutivi di Muralto, Orselina e Minusio – che ne chiedevano invece la protezione, ritenendo (in grandi linee) che lo stabile appartenga al patrimonio storico, architettonico e culturale della regione e che vada quindi protetto da possibili speculazioni.

Il Municipio non ha inserito lo stabile tra i beni culturali. E nemmeno la Commissione PR. Pur restando la questione confinata nell’altra variante di PR in attesa del benestare del Cantone, l’Esecutivo cittadino ha comunque voluto annunciare – come già comunicato ai commissari – di aver «chiesto al Consiglio di Stato di voler sospendere, limitatamente a tale stabile, la decisione governativa di approvazione» relativa al centro urbano e al centro storico, «così da poter valutare l’ipotesi di riproporre l’assetto pianificatorio odierno», con gli accorgimenti del caso, «per predisporre una soluzione definitiva per questa proprietà». In sostanza, come ci spiega ancora Paolo Caroni, per ora cade la possibilità di abbattere e sostituire lo stabile. E rimane invece, nel caso di lavori importanti, l’obbligo di un risanamento conservativo.

Edifici, cappelle e fontane
Ma, come detto dallo stesso municipale, i commissari hanno fatto un grande lavoro in merito a quanto ritenuto degno di protezione. Il Cantone, ricordiamo, aveva proposto una lista con 200 oggetti. L’Esecutivo comunale aveva poi presentato un messaggio, dopo attenta valutazione, stralciandone molti. E la Commissione li ha vagliati tutti, ripescandone infine una decina e introducendone anche alcuni non presi in considerazione all’inizio del lungo iter. Tra questi – oltre al Lungolago (vedi sotto) – alcuni edifici privati dall’alto valore storico-architettonico, ma anche molte cappelle disseminate sul territorio cittadino, alcune fontane e anche dei cippi indicatori.

Protezione per il lungolago

Tre gli elementi che la Commissione PR ha ritenuto di proteggere ve n’è infine uno che di sicuro spicca: il lungolago Giuseppe Motta. E questo perché la «struttura muraria in pietra naturale e passeggiata alberata della fine del 1800» è un «importante elemento di definizione dell’affaccio sul Lago Maggiore del Quartiere Nuovo».