Il progetto

La Banca Raiffeisen cambia casa ma rimane nel cuore di Locarno

L'istituto di credito ha acquistato lo stabile in via Ciseri che fino a pochi anni fa ospitava la sede del Credit Suisse — Vi insedierà gli uffici oggi in piazza Muracci — Il trasloco avverrà dopo la ristrutturazione, prevista nella seconda metà del 2027
Un investimento di sei milioni di franchi che rivoluzionerà l’ingresso e ripristinerà i grandi oblò originali su via della Pace. © Ti-Press/Golay
Jona Mantovan
30.06.2026 06:00

La Banca Raiffeisen di Locarno presto avrà una nuova casa, ma sempre in centro città. Gli uffici attualmente in piazza Muraccio (e solo quelli, oggi affittati da un privato) saranno trasferiti nello stabile in via Ciseri, che l’istituto di credito ha acquistato da UBS verso fine 2025. Quest’ultima l’aveva infatti messo in vendita dopo l’integrazione dei dipendenti del Credit Suisse, che lì erano impiegati, sotto l’insegna della storica filiale di via della Posta. Per la seconda metà del 2027, dunque, ci sarà un altro spostamento, sempre minimo, dei dipendenti che ora hanno gli uffici appena duecento metri più a ovest.

Tuttavia, prima di questo avvicinamento al lago, c’è da mettere mano alla ristrutturazione e all’adattamento degli spazi secondo le nuove esigenze, affidati allo studio 3G di Tenero. In tutto, l’investimento è di sei milioni di franchi o poco meno, per una fase esecutiva che si protrarrà per dieci mesi.

Costruito negli anni Sessanta

Tra gli interventi più incisivi sull’edificio (quattro piani per l’ala principale, l’ultimo già in affitto, su 800 metri quadrati dei 1.700 totali del terreno, incluso l’ampio posteggio scoperto), vi è quello di «alleggerimento» dell’ingresso, con una pensilina dal tetto più sottile e l’eliminazione dei gradini, ottenuta grazie a un abbassamento del pavimento.

Il nuovo capitolo della costruzione, risalente agli anni Sessanta, la vede dunque sempre con un ruolo da protagonista nel mondo della finanza: l’architetto Paolo Mariotta l’aveva progettata quale succursale della Banca popolare svizzera (inaugurata nel 1963). Ma c’è di più. Fino agli anni Novanta, la facciata su via della Pace aveva tre grandi oblò. Le caratteristiche finestre circolari, però, erano state chiuse affinché fosse possibile installare un bancomat esterno e il relativo locale tecnico. Ora, invece, queste aperture saranno ripristinate conferendo all’entrata ulteriore luminosità e volume, dal momento che il distributore sarà situato nell’atrio.

Tinte naturali e luminose

Per quanto riguarda gli interni, «il concetto architettonico si ispira ai colori, ai materiali e ai paesaggi del Locarnese, richiamando l’acqua, la pietra e la vegetazione che caratterizzano la regione», spiega al Corriere del Ticino Giovanni Caroni, presidente della direzione della Raiffeisen di Locarno.

«Un approccio che mira a creare un ambiente riconoscibile e radicato nella realtà locale», aggiunge, forse immaginando già eleganti arredi essenziali, dai toni legno, sabbia, grigio cenere accompagnati da accenti bordeaux e rosso, caratteristici del linguaggio visivo dell’istituto di credito. Se sotto il profilo degli impianti (già rinnovati nel 2017) e del flusso veicolare non sono richiesti interventi particolari, una speciale attenzione sarà riservata all’esperienza dei clienti una volta superato l’atrio, peraltro reso ancor più luminoso grazie a un soffitto posto a un’altezza doppia.

Ebbene, chi varcherà l’ingresso troverà un banco di ricezione dalle forme naturali e curve, studiato per assecondare una miglior fluidità. Non mancheranno un’area per consulenze brevi, un angolo caffè e una sala polivalente in grado di accogliere fino a 50 persone.

Tra cabine e aree riunioni

Salendo di livello, si prospetta la sostituzione delle finiture, in linea con il resto, completata dallo scenografico vuoto spaziale già citato. Stesso discorso per il secondo piano, destinato agli uffici direzionali, la cui disposizione resterà invariata, ma sarà affiancata da cabine isolate fonicamente e aree riunioni informali, il tutto suddiviso da ampie vetrate. Al terzo, che sarà affittato, gli allestimenti ricalcheranno comunque quelli prospettati per gli altri locali.

«Un luogo aperto all’incontro»

«Questo immobile diventerà la nostra sede principale», evidenzia ancora Caroni. «Una scelta che rappresenta un investimento nel territorio e un segnale di fiducia nelle prospettive economiche della regione. Non solo valorizziamo e conserviamo un importante elemento del patrimonio architettonico locale, adattandolo alle esigenze di una banca moderna e vicina alla clientela, ma sottolineiamo il nostro impegno nello sviluppo economico e sociale del comprensorio. La nuova sede sarà un luogo aperto all’incontro, alla consulenza e alla relazione con la comunità, contribuendo alla vitalità del centro e rafforzando il ruolo di Locarno quale polo economico del Sopraceneri».