In aula

La bella vita con i soldi degli altri

Condannato ed espulso un cittadino spagnolo che soggiornava in strutture alberghiere e noleggiava auto di un certo livello utilizzando carte di credito clonate o rubate – Il danno cagionato a terzi? Oltre 13 mila franchi
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Valentina Coda
16.03.2026 17:00

A Milano lo stratagemma architettato dall’imputato ha funzionato per un paio di anni. È stato fermato e interrogato, certo, ma dietro le sbarre non ci è mai finito. Era quindi convinto di esportare il «piano» anche in Ticino e di farla franca, e per quasi un anno ci è riuscito. Poi, per lui si sono aperte le porte della Stampa e ora verrà espulso ed estradato in Spagna, dove dovrà fare nuovamente i conti con la giustizia. Sostanzialmente l’imputato, un 28.enne cittadino spagnolo (reo confesso), in correità con altre persone faceva la bella vita con i soldi degli altri. Come? Procurandosi tramite internet (ma anche sul canale Telegram) carte di credito clonate o rubate sfruttando sostanzialmente il periodo di attesa fra la clonazione o il furto della carta e il blocco di quest’ultima da parte degli istituti bancari. Ma non è tutto, perché in alcuni casi il 28.enne falsificava direttamente i documenti d’identità, inventando anche di sana pianta nomi e cognomi. Un agire che gli ha permesso di noleggiare auto di lusso e soggiornare in strutture alberghiere del Luganese di un certo livello, oppure ordinare beni e servizi e non pagare neanche un centesimo. Il tutto cagionando un danno a terzi di oltre 13.000 franchi. La Corte delle assise correzionali presieduta dal giudice Marco Villa l’ha condannato, tra le altre cose, per truffa aggravata e falsità in documenti a 12 mesi sospesi per 4 anni e all’espulsione dalla Svizzera per 7 anni. La pena inflitta all’uomo è frutto di un precedente accordo pattuito tra il procuratore pubblico Daniele Galliano e la patrocinatrice dell’imputato, l’avvocata Barbara Pezzati.

Per rendere l’idea del modo di agire dell’imputato, in almeno un paio di occasioni ha soggiornato presso una struttura alberghiera di Molino Nuovo fornendo all’esercente i codici di carte di credito clonate oppure rubate e pure una falsa carta d’identità italiana su cui era stata applicata la sua (dell’imputato, ndr) fotografia. Stesso modus operandi anche per il noleggio di varie auto, tra cui una Bentley da 13.000 franchi versando unicamente un acconto di 7.000 tramite carte di credito clonate e fornendo una licenza di condurre svizzera non sua. Ma ci sono anche svariati ordini da un noto servizio di consegna a domicilio per migliaia di franchi e, per non farsi mancare niente, una transazione di 184 franchi per un sex toy.

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