La Bioggio del futuro? «Così è fatta sbilenca»

Sarà banale dirlo, ma il nuovo Comune di Bioggio - frutto della possibile aggregazione con Aranno, Neggio e Vernate - non si farà senza il consenso dell’attuale Comune di Bioggio. E l’avvicinamento al voto consultivo previsto il 29 novembre 2026, a Bioggio non è stato dei più semplici. Prima qualche borbottio per l’esclusione diCademario dal progetto, e poi qualche mugugno per una percepita mancanza di trasparenza della Commissione preposta che ha portato ilConsiglio comunale ad approvare il rapporto aggregativo qualche settimana dopo gli altri tre Legislativi coinvolti (fatto inusuale) e a maggioranza anziché all’unanimità (18 i favorevoli, 6 i contrari, 4 gli astenuti). Alla luce di tutto questo, l’ultima delle quattro serate pubbliche informative sul progetto aggregativo, tenutasi ieri proprio a Bioggio, era una buona cartina tornasole dell’aria che si respira in paese. Ecco com’è andata.
Le finanze sorridono
«Sono già stato qui - ha esordito il consigliere di Stato Norman Gobbi - quindi so che a Bioggio non si ha un ambiente pro-aggregazione». Gobbi ha però spiegato che i tempi sono cambiati, che la direzione è quella (in 25 anni i Comuni ticinesi sono scesi da 250 circa a 100 spaccati), e che in questa fase storica servono Comuni forti: «Non si riesce più a fare tutto da soli». Alla serata era presente l’intero Esecutivo di Bioggio, oltre ai sindaci e vicesindaci degli altri tre Comuni, e ognuno di loro ha preso la parola, ricordando in particolare come le collaborazioni intercomunali siano fitte e si siano infittite (il sindaco d’ArannoRoberto Destefani ha ad esempio ricordato che il suo Comune non ha dipendenti e che si appoggia già praticamente per tutto a Bioggio), e come sia sempre più complicato trovare persone che si mettano a disposizione. «I Municipi hanno deciso all’unanimità di proseguire nel progetto», ha ricordato il padrone di casa, il vicesindaco facente funzione di sindaco di Bioggio Daniele Bianchi, prima di dare una notizia: alla luce dell’evoluzione finanziaria nei quattro Comuni, la grande Bioggio potrebbe beneficiare di un moltiplicatore d’imposta per le persone fisiche non del 75%, come inizialmente prospettato, bensì del 65%, ovvero quello attuale di Bioggio. Per gli altri tre Comuni significherebbe un abbassamento di una ventina di punti percentuali della pressione fiscale.
Dubbi e risposte
Al netto di tutti i discorsi relativi ai maggiori poteri e servizi (ad esempio il pre- e il doposcuola) che un Comune più grande potrà offrire, se il passato insegna la questione finanziaria sarà decisiva, dato che proprio tale debolezza aveva fatto naufragare dieci anni fa un’aggregazione con Cademario e Vernate. Assenza, quella di Cademario, che stava e sta ancora facendo discutere: «L’aggregazione fatta così è sbilenca» ha detto uno del centinaio abbondante di cittadini presenti ieri al CD3 di Bioggio, citando appunto l’assenza diCademario (e di Agno). «Cademario non c’è - ha spiegato il vicesindaco Bianchi - perché dieci anni fa il 75% dei votanti di Bioggio non l’aveva voluta». Non si voleva dunque rischiare una nuova bocciatura. In questo senso il vicesindaco di Neggio Gracco Barberis ha lasciato la porta aperta: «Concordo con lei su Cademario, ma l’aggregazione parte dal basso e va fatta per passi. Dire no a questa aggregazione è anche dire no a una futura aggregazione con Cademario e Agno». Barberis ha inoltre risposto a chi diceva che Vernate e Neggio poco ci azzeccano, storicamente, con Bioggio e Aranno: «È vero che ci affacciamo su Magliaso, ma le nostre collaborazioni guardano a est. Le nuove scuole con Vernate le abbiamo fatte e dimensionate pensando a questa aggregazione».
Dalla sala gremita in ogni ordine di posti si sono poi levate preoccupazioni finanziarie: con un moltiplicatore così basso mancheranno risorse? Aumenterà la perequazione? Il debito pro-capite? Dal palco sono arrivate rassicurazioni: il moltiplicatore stimato al 65% è basato su un calcolo aritmetico e non su un ragionamento politico, il contributo perequativo probabilmente diminuirà e sì, il debito aumenterà, ma perché si stanno costruendo scuole e infrastrutture per le generazioni future. In questo senso, è stato ripetuto più volte, tutti i Comuni sono «a tetto» con gli investimenti nelle canalizzazioni: «Non ci saranno sorprese», è stato promesso..
