"La cava? Ora ci sono le case"

CASTIONE - «Merita un commento specifico il comparto di Castione dove sussistono le condizioni tecniche per una riapertura dell'attività estrattiva, pregiudicate tuttavia dallo sviluppo urbanistico accentuato e vincolante». Fine 2010. I preposti uffici cantonali e il Gruppo di lavoro attività estrattive in Ticino (AETi) in una relazione tecnica di una ventina di pagine (ancora rintracciabile online) avevano messo nero su bianco l'«Inventario pilota zone d'estrazione della pietra naturale nel Cantone Ticino». A noi interessa oggi, precipuamente, quella di Castione, contraddistinta da tre cave dismesse (grande, media e piccola) situate all'estremità nord del paese, all'inizio della «tirata» che porta a Claro. Oltre 65.000 metri quadrati di superficie, di proprietà del Comune da un paio d'anni. Su parte di quei terreni la ditta Ongaro SA di Cresciano vorrebbe, come noto (cfr. il CdT di venerdì scorso), ricominciare a cavare la roccia per 6 mesi alla ricerca del pregiato marmo bianco.
I dettagli a pagina 14 del CdT in edicola oggi.
