La Città investirà meno, e il Campus Matrix «scompare» dal Piano delle opere

A Lugano, sosteneva sull’edizione di ieri il capodicastero Immobili Raoul Ghisletta, nel Piano degli investimenti «mancano crudelmente importanti opere», lasciando intendere che le stesse siano state accantonate per un decennio buono, in attesa perlomeno di una situazione finanziaria migliore. È, d’altronde, fattuale che il Municipio negli anni a venire preveda una riduzione degli investimenti piuttosto importante. Ad esempio: nel Piano allegato al Preventivo 2027 non figura per il prossimo decennio il progetto Campus Matrix nell’area dell’ex Macello, neppure nella forma del credito di progettazione, che ancora negli scorsi mesi era stato dato per imminente. Progetto abbandonato, quindi? Non proprio. Ne abbiamo parlato con il sindaco Michele Foletti.
Il contesto
Prima di entrare nel merito, il nostro interlocutore delinea il campo da gioco: «Alla base di tutto vi è la ricerca di un equilibrio finanziario. Abbiamo costruito un tetto massimo di spesa che sia congruo con la valutazione del nostro debito da parte di Moody’s in modo da mantenere il rating Aa3 (ndr: di recente confermato per il decimo anno filato). Ma si tratta di un tetto massimo molto mobile, che ci permette se necessario di anticipare o posticipare delle opere a dipendenza della loro maturazione e dell’effettiva possibilità di spesa disponibile di anno in anno. Il Piano delle opere è quindi da intendersi come uno strumento finanziario che permetta ai creditori di valutarci, e non più come una sorta di lista dei desideri. In passato vi comparivano opere che sapevamo che non avremmo mai realizzato con quelle tempistiche, per la semplice paura di toglierle. Oggi se sappiamo che realisticamente non le faremo nell’orizzonte considerato, le togliamo».
La Città è inoltre nel pieno di una fase di grossi investimenti (il riscatto dell’Arena sportiva e del Palazzetto dello sport, la costruzione della nuova sede del DSU, l’acquisto dell’ex sede RSI a Besso, per citare i principali) la quale porterà il debito pubblico ben oltre il miliardo di franchi. Debito che nei prossimi anni dovrà dunque essere ridotto. Anche diminuendo gli investimenti netti annui rispetto a oggi.
Meno soldi, più agilità
Alla luce di tutto ciò, il progetto Campus Matrix è scivolato in basso nelle priorità. Ma potrebbe risalire alle giuste condizioni. Spiega Foletti: «Gli architetti sono al lavoro per fare i rilievi del caso al fine di avere dei preventivi di spesa attendibili per quantificare al meglio l’investimento. Al contempo stiamo ancora discutendo con l’USI i possibili contenuti, le modalità di finanziamento e di gestione del futuro campus». Nell’attesa di avere riscontri, l’opera è «sparita» dal Piano degli investimenti. Ma se il prezzo dovesse rivelarsi accettabile e l’USI spingesse per averla subito, potrebbe ricomparire: «In base agli sviluppi discuteremo dove, come e quando reinserirla – spiega il sindaco - ed eventualmente cosa ritardare per farle spazio. Il Piano degli investimenti viene aggiornato e ricalibrato ogni anno».
Lo stesso principio vale ad esempio per il centro balneare di Carona, attualmente pianificato dopo il 2031. Se si dovesse sbloccare favorevolmente la situazione in Tribunale, vi sono le premesse per riportarlo davanti, per modo di dire.
Discorso un po’ diverso, invece, per le finiture della Torre Est e del Blocco servizi al Polo sportivo e degli eventi. Opere stimate in circa venti milioni di franchi che in gran parte andranno realizzate in ogni caso. Ma Torre e Blocco saranno pronti fra un paio d’anni, mentre l’investimento per le finiture è sparito dal Piano degli investimenti: «Stiamo discutendo proprio in questi giorni con il partner privato per capire chi le realizzerà». Vi è infatti la possibilità, sempre nell’ottica di contenimento del debito, che sia HRS a realizzarle e che la Città le riscatti in futuro, quando la situazione debitoria sarà migliore. Una soluzione probabilmente più onerosa, ma che non inciderà sul debito. Non dovesse essere così, rientreranno nel Piano, e qualche altra opera dovrà fare loro spazio.
Per chiudere, in breve, alcune altre opere a oggi relegate oltre la metaforica linea dell’orizzonte: il concorso per la progettazione dell’edificio sopra la nuova pensilina del trasporto pubblico in stazione, l’ampliamento del LAC, l’ampliamento dei porti Lanchetta e Belvedere, il riordino dei chioschetti sul lungolago, la realizzazione di nuovi autosili o parcheggi nei quartieri di Sonvico, Pazzallo, Carabbia e Carona.
