Viganello

La Città vorrebbe la SAMS gratis, il Cantone prende nota e farà sapere

Nell’incontro con i vertici del DECS e del DFE, Lugano ha manifestato l’interesse ad acquisire gratuitamente l’edificio (o il diritto di superficie) della Scuola d’arti e mestieri della sartoria così da metterla a disposizione della scena alternativa nel 2030 – Roberto Badaracco: «Ora attendiamo»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
17.04.2026 06:00

Era atteso. Perché all’incontro di ieri tra la Città di Lugano e il Cantone erano presenti il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE), Christian Vitta e la direttrice del Dipartimento educazione, cultura e sport (DECS), Marina Carobbio Guscetti. I vertici, insomma. Coloro che reggono le fila dei rispettivi dipartimenti e possono dunque portare sul tavolo del Consiglio di Stato ciò che aspira Lugano: dare una casa alla cultura indipendente. Di più. Entrare in possesso, gratuitamente, della Scuola d’arti e mestieri della sartoria (SAMS) di Viganello, dopo che la scuola si trasferirà a Chiasso, nel 2028, così da consegnare quegli spazi, opportunamente «sistemati» alla scena culturale indipendente. Che di spazi ne ha bisogno come il pane. «È stato un incontro importante - sottolinea il capodicastero Cultura della Città di Lugano, Roberto Badaracco - il Cantone condivide il progetto. Ora vediamo se anche in Governo c’è la disponibilità di cedere gratuitamente l’edificio della SAMS o il suo diritto di superficie alla Città. Per noi è fondamentale questa modalità. Anche perché saranno comunque necessari degli interventi all’edificio, che dovrà per esempio avere la possibilità di essere insonorizzato per le produzioni e le performance musicali».

Se la richiesta di Lugano andrà a buon fine, ieri Vitta e Carobbio Guscetti l’hanno annotata senza esprimersi in merito, la Città dovrà «soltanto» affrontare un piccola modifica di Piano regolatore. E poi... e poi la scena alternativa potrebbe avere quel luogo a cui aspira. Magari già nel 2030, anno in cui Lugano (assieme a Locarno e a Mendrisio) potrebbe diventare la capitale svizzera della cultura, se la giuria del concorso deciderà tra pochissimi mesi, nel giugno di quest’anno, in questo senso. «Per noi sarebbe importante iniziare i lavori già nel 2028 - riprende Badaracco - così da arrivare, due anni dopo, nel 2030, ad avere il luogo adatto per la scena indipendente».

Un passo dopo l’altro. Sembra questo il percorso di avvicinamento alla nuova casa della cultura alternativa. Un percorso che va avanti tappa dopo tappa. Come in un gioco a incastro. La soluzione della SAMS è da tempo oggetto di trattative tra la Città e Bellinzona. Lugano ha messo gli occhi sulla scuola da almeno due anni. Mentre il Cantone, dopo aver pensato alla demolizione, ha cambiato idea, aprendo a nuove alternative. Questo anche perché un’indagine del DECS, curata dall’Osservatorio culturale dell’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale e pubblicata alla fine dello scorso febbraio, ha determinato un bisogno reale e concreto di spazi a uso della scena alternativa, soprattutto a Lugano. Di più. Tra le misure puntuali messe sul tavolo dal Cantone si propone proprio di approfondire la possibilità di riconvertire l’edificio della SAMS (una volta che la scuola si trasferirà a Chiasso) in spazio da mettere a disposizione per la cultura indipendente.

Ciò significherà sicuramente una fumata bianca? Si arriverà, detto altrimenti, quindi a un accordo, così come proposto da Lugano? Oggi è troppo presto per dirlo. Vitta (che era presente all’incontro in quanto ultimo responsabile della Sezione della Logistica, che si occupa proprio degli immobili cantonali) e Carobbio Guscetti hanno, come detto poc’anzi, preso nota e porteranno la richiesta in Consiglio di Stato. Difficile sapere se e quando il Governo si esprimerà ufficialmente. La speranza di Lugano è che una decisione positiva possa arrivare in tempi utili. Ma l’auspicio è anche quello, soprattutto, che il futuro della SAMS non finisca nel calderone delle discussioni oggi in atto tra Lugano e Bellinzona sulla nuova cittadella della Giustizia.

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