Il punto

La conferenza dell'OSCE a Lugano «è un'occasione ma anche una sfida»

Dal sindaco Michele Foletti al presidente della Società dei commercianti, Rupen Nacaroglu, e a quello degli esercenti, Michele Unternährer, il santo vale decisamente la candela, a patto di coordinarsi al meglio con le esigenze della popolazione e dell’economia e ridurre così al minimo i disagi
La Conferenza dell’OSCE si terrà dal 3 al 4 dicembre prossimi a Lugano, attese delegazioni da tutto il mondo. CdT/Gabriele Putzu
Andrea Bertagni
Luca Faranda
Andrea BertagnieLuca Faranda
19.09.2026 06:00

Un’occasione unica per la Città per mostrarsi capace di accogliere eventi di portata internazionale, ma anche una sfida, affinché i possibili disagi possano tradursi in opportunità per il turismo, per gli esercizi pubblici e i commercianti. È vista così a Lugano, dunque con una posizione ambivalente, l’organizzazione della Conferenza ministeriale dell’OSCE che si terrà in Città dal 3 al 4 dicembre prossimi. Per chi rappresenta le istituzioni e l’economia si dovrà inoltre far tesoro dell’esperienza maturata quattro anni fa, nel 2022, con l’organizzazione, sempre a Lugano, della Ukraine Recovery Conference (URC2022), a cui avevano partecipato 58 delegazioni internazionali e con la città che era stata in parte blindata per ragioni di sicurezza. A differenza del 2022, quando alcuni spazi commerciali avevano preferito chiudere, generando richieste di indennizzo per mancato guadagno, questa volta, ha specificato il Consiglio di Stato nel maggio scorso, sarà prestata particolare attenzione a ridurre per quanto possibile l’impatto dell’evento sulla popolazione e sulle attività economiche del territorio, privilegiando il principio della definizione di aree sensibili, ed evitando per quanto possibile la chiusura generalizzata di attività commerciali su parte del territorio della Città.

Nacaroglu: «Serve attenzione»

Ad augurarsi maggiore coordinazione, in questo senso, è prima di tutto il presidente della Società dei commercianti di Lugano, Rupen Nacaroglu. «Come Società dei commercianti ne abbiamo discusso con il Municipio già prima dell’estate - fa presente Nacaroglu -, per noi sarà importante che la Città riesca a garantire l’accessibilità ai commerci da parte dei fornitori e dei clienti così da permettere agli stessi di poter beneficiare dell’evento. Certo - continua il presidente di categoria - la conferenza dell’OSCE che si terrà dal 3 al 4 dicembre e sarà infrasettimanale, si inserisce in uno dei periodi più importanti per i commercianti, ma tutto sommato non siamo ancora così vicini a Natale e, dunque, alla corsa agli acquisti finale». Nacaroglu non esclude che qualche commerciante si lamenterà, anche perché per ragioni di sicurezza verranno blindati il parco Ciani (la conferenza si terrà al Palacongressi) e il Campo Marzio ed è prevista anche la chiusura in modo intermittente di alcune strade e tratti del lungolago. Ma «se verrà messa in campo un’attenzione certosina anche per gli aspetti da noi sollevati, Lugano non potrà che beneficiare dell’evento, giacché mi aspetto che le delegazioni dei 57 Stati partecipanti e degli Stati partner, nonché i rappresentanti dei media e di organizzazioni internazionali e della società civile, alloggeranno a Lugano, andranno al ristorante e faranno acquisti».

Unternährer: «Periodo tosto»

Sulla stessa lunghezza si esprime Michele Unternährer, presidente di GastroLugano, l’associazione che riunisce bar e ristoranti. «Anche per noi il mese di dicembre si inserisce in un periodo tra i più importanti - rileva -, soprattutto pensando alle molte cene aziendali che vengono organizzate verso la fine dell’anno. Da questo punto di vista la mia speranza è che la conferenza dell’OSCE possa non causare importanti conseguenze o disagi agli esercenti». Detto questo, per Unternährer la conferenza rappresenta comunque un’importante vetrina per Lugano. «Personalmente - precisa - vedo l’organizzazione di questo vertice in maniera positiva. Poi, certo, non si può sempre avere tutto. Non si ossono avere la botte piena e, al contempo, la moglie ubriaca». Tradotto, qualche disagio ci sarà per forza. Ma tutto sommato il santo vale la candela.

Foletti: «È una vetrina»

A esprimersi più o meno in questi termini è anche il sindaco della Città, Michele Foletti. «Certamente l’organizzazione della Conferenza dell’OSCE comporterà qualche disagio per la popolazione, anche perché in quei giorni sarà veramente nutrita la rappresentanza di personalità presenti in riva al Ceresio», commenta Foletti. «Dall’altra parte, però, sarà anche l’occasione per dimostrare che Lugano è in grado di accogliere eventi internazionali di alto livello, come del resto è già accaduto nel 2022 con la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina». Per la Città, precisa il sindaco, si tratterà dunque di un’importante (e ulteriore) vetrina in grado di mettere in luce quelli che sono i punti di forza e gli atout di Lugano. Per il sindaco non rappresenterà inoltre un problema insormontabile l’introduzione di una limitazione temporanea dell’uso dello spazio aereo (vedi articolo a lato), che si ripercuoterà anche sullo scalo di Lugano-Agno. «Era già chiaro che l’aeroporto di riferimento sarebbe stato Malpensa. Si tratterà ora di mettere in atto una comunicazione all’indirizzo degli utilizzatori di Lugano Airport».

Questi e altri dettagli in vista del vertice, secondo nostre informazioni, saranno illustrati il prossimo 2 novembre in una conferenza stampa a Bellinzona.