La formazione sociosanitaria si sposterà da Lugano a Manno

Se la grida pubblica emanata a fine 2024 dal Cantone per trovare nuovi spazi per la giustizia a Lugano è andata come è andata, quella emanata a fine 2023 dalla Sezione cantonale della Logistica ha dato i suoi frutti. Si cercavano spazi più capienti per il Centro professionale sanitario e sociale medico tecnico (CPS-MT) e per il Centro cantonale di simulazione (CCSim) e sono stati trovati. I due Centri, oggi siti in via Ronchetto 14 a Lugano in un palazzo di proprietà, si trasferiranno a Manno in affitto nel Centro Galleria 2, negli edifici di FFS - Divisione immobili e di Tarchini Real Estate. In questi spazi si trova già dal 2022 la Scuola specializzata superiore in cure infermieristiche, cosa che permetterà «evidenti sinergie». L’operazione – che dovrà essere avallata a inizio estate dal Gran Consiglio – costerà quasi 9 milioni (necessari per modernizzare e approntare gli spazi) e comporterà un affitto annuo di 1,3 milioni. Il trasloco dovrebbe avvenire al più tardi entro il 2028.
Un gioco a incastri
I due Centri necessitavano di nuovi spazi, dato che la situazione attuale è vieppiù insostenibile. Basti pensare che dopo aver riconvertito alcuni locali comuni (come la mensa) in aule e uffici, si è reso necessario anche occupare ulteriori spazi in via Ronchetto 5 e in via Torricelli 17. La cosa non è sostenibile su medio-lungo periodo. La soluzione trovata a Manno convince perché «permette di mettere a disposizione dei due Centri una sede che risponde alle necessità contingenti e di sviluppo» di entrambi sul medio periodo. Sul lungo periodo, invece, queste attività formative sembrano destinate a lasciare il Luganese. Ma questo dipenderà dagli sviluppi del progetto di Centro cantonale delle professioni sanitarie, che figura negli orientamenti logistici, appunto, nel Bellinzonese.
Se è vero che nell’immediato la situazione in affitto risulterà più cara per quanto riguarda i costi annui, è anche vero che la nuova sede di Manno permetterà di raddoppiare la superficie disponibile per le attività. Inoltre, in prospettiva, permetterà di risparmiare i costi d’affitto per l’Istituto della transizione e del sostegno (ITS) che oggi si trova nel Centro studi di Trevano e che dovrà cercare una nuova casa durante il lungo processo di rinnovamento dell’intero Centro studi che sta partendo in questi mesi con la progettazione definitiva della prima tappa. Questa casa provvisoria l’ITS la potrebbe trovare proprio in via Ronchetto 14.
Quindici filiere formative
Sia il Centro professionale sanitario e sociale medico tecnico che il Centro cantonale di simulazione sono vittime del proprio successo, con il secondo in particolare che ha quadruplicato in pochi anni le persone accolte in formazione (da 1.000 a 4.000).
Il CPS-MT, scrive il Consiglio di Stato, «svolge un ruolo formativo di rilievo»: comprende quindici filiere formative e accoglie circa 700 persone nei percorsi di formazione professionale di base e superiore e circa 600 persone nei corsi di formazione continua. La formazione professionale di base è garantita dalla Scuola medico-tecnica, che forma apprendisti e apprendiste nelle professioni di assistente dentale AFC, estetista AFC, operatore per la promozione dell’attività fisica e della salute AFC e tecnologo per dispositivi medici AFC. La scuola offre inoltre il percorso di maturità professionale, indirizzo Sanità e socialità. La formazione superiore è assicurata dalla Scuola specializzata superiore medico-tecnica, che propone i percorsi di podologo dipl. SSS, specialista in attivazione dipl. SSS e tecnico di sala operatoria dipl. SSS oltre alla formazione con esami federali per massaggiatori medicali. Il CPS-MT organizza anche corsi che conducono a diplomi cantonali, come quello di assistente di cura, nonché corsi professionalizzanti per assistente tecnico di sterilizzazione, assistente specializzato in sala operatoria, assistente di profilassi e aiuto in ambito sociosanitario.
«Centro d’eccellenza»
A complemento dell’offerta formativa scolastica, il CPS-MT ha al suo interno anche il Centro cantonale di simulazione. Esso dispone di sale di simulazione e aule didattiche dotate di simulatori ad alta fedeltà, ossia manichini a corpo intero e modelli anatomici sintetici utilizzati per l’insegnamento di procedure cliniche e chirurgiche di base e avanzate, frequentato da studenti e studentesse delle scuole sanitarie cantonali, della SUPSI, dell’USI e dai professionisti dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), della Federazione cantonale ticinese dei servizi autoambulanze (FCTSA), delle cliniche private e delle case per anziani. «Grazie agli sviluppi tecnologici e all’acquisizione di nuove competenze, - ricorda il Consiglio di Stato - il CCSim ha assunto un ruolo centrale non solo nella formazione professionale di base e superiore, ma anche in quella accademica. Il previsto trasferimento consentirà al CCSim di rafforzare e diversificare le collaborazioni, ampliando ulteriormente l’offerta formativa e consolidando il ruolo del CCSim quale centro di eccellenza».
