Monte San Giorgio

La funivia del Serpiano non ferma i suoi ingranaggi

Dopo anni di discussioni, trattative e proposte di rilancio non andati a buon fine, la proprietà dell’infrastruttura ha deciso di continuare il servizio - La direttrice: «Ci teniamo molto a tenerla in vita, andiamo avanti»
Per scongiurarne la chiusura nel 2025 è stata anche depositata una mozione in Gran Consiglio © CdT/Gabriele Putzu
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
03.07.2026 06:00

Gli ingranaggi della funivia del Serpiano non si fermeranno. «Ci teniamo molto a tenerla in vita», precisa Linda Mazzoleni, direttrice dell’Hotel Serpiano, struttura che gestisce anche il collegamento a fune tra il Serpiano e Brusino Arsizio. «È una funivia storica – riprende Mazzoleni – e come tale si era pensato di rilanciarla. Non è andata così, ma noi andiamo avanti, tanto che l’infrastruttura funziona regolarmente così come regolari sono anche i lavori di manutenzione che eseguiamo puntualmente».

Tanto tuonò che non piovve, dunque? Difficile dirlo. Quel che è certo è che su questo collegamento diretto tra il lago Ceresio e il Monte San Giorgio in passato si sono spesi fiumi d’inchiostro. Il motivo? Più di una volta si è temuta la sua chiusura definitiva. Nel 2021 era stata la stessa società ad informare l’Organizzazione turistica regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio di voler procedere alla chiusura vera e propria. Da quel momento tra l’Ente regionale di sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio, il Comune di Brusino e la proprietà erano quindi iniziate delle trattative. Questo fino al dicembre del 2023, quando si era concretizzata un’offerta di acquisto firmata dall’Organizzazione turistica regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio, dal Comune di Brusino e dall’Ente regionale. Un’offerta, valida fino al 31 dicembre 2024, da 1.4 milioni di franchi, a cui sarebbero stati da aggiungere oltre 300 mila franchi per una manutenzione straordinaria.

Scaduto il termine dell’offerta, le trattative sono continuate fino al momento in cui, nel mese di aprile 2025, la proprietà aveva informato le parti che in assenza di interventi concreti da parte degli interessati, si sarebbe proceduto alla chiusura dell’infrastruttura il 1. giugno 2025.

La mozione e le trattative

Dodici giorni dopo, il 13 giugno, in Gran Consiglio era stata depositata una mozione sottoscritta in prima battuta da Daniele Caverzasio e da altri deputati del Mendrisiotto. Un atto parlamentare, tutt’ora inevaso, con il quale si domandava, tra le altre cose, al Consiglio di Stato di valutare con urgenza la possibilità di destinare un importo massimo di 5 milioni di franchi per l’acquisto e l’ammodernamento della funivia. Si arriva così all’ottobre scorso. Quando il Municipio di Brusino, «dopo un lungo percorso di analisi e confronto», ha posto fine alle trattative relative all’acquisto della Funivia Brusino-Serpiano. «Per oltre tre anni – ha scritto in ottobre il Comune - Brusino con serietà e perseveranza ha lavorato insieme all’Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio e all’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, nel tentativo di salvare un impianto che rappresenta un’opportunità turistica e di sviluppo per tutta la regione». Inoltre, continuava la nota inviata ai media, è stato dato incarico all’ingegner Reto Canale di realizzare uno studio di fattibilità ed un business plan che permettesse di conoscere la realizzabilità di un impianto rinnovato, automatizzato e commisurato alle potenzialità turistiche e di mobilità pubblica del comparto Serpiano e Monte San Giorgio, arrivando così a determinare il costo complessivo del progetto. Le cose, però, sono andate diversamente. «Nonostante questo lavoro, i tempi lunghi della politica per poter ottenere un sostegno finanziario, anche cantonale, hanno reso impossibile rispettare la tempistica di conclusione dell’accordo, inizialmente fissata entro la fine del 2024 con la proprietà», ha spiegato il Municipio, sottolineando che «ancora una volta il Mendrisiotto e Basso Ceresio si sono trovati confrontati ad una scarsa propensione e volontà di sostenere un’infrastruttura che avrebbe permesso di valorizzare opportunamente il potenziale turistico del sito UNESCO del Monte San Giorgio». Nella nota stampa, Brusino dichiarava inoltre di aver preso atto di una comunicazione, datata 16 luglio 2025, inviata da Funivia Serpiano SA, in cui «si affermava che Brusino Arsizio avrebbe dovuto farsi carico, anche nel caso in cui la trattativa non si concludesse, delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli anni dal 2023 al 2026, oltre a eventuali perdite di gestione». Condizioni che «non sono mai state accettate né dal Municipio né dagli altri attori coinvolti, essendo sempre stato chiaro a tutti che oneri di questa natura avrebbero potuto essere presi in considerazione soltanto nell’ambito di una transazione formalmente conclusa e quindi integrati nel valore di transazione concordato».

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