Traffico

La galleria per bypassare Vezia sembra nata già morta

La proposta del Gruppo Veziamoci di bypassare il paese sottoterra non convince né il Municipio né le Commissioni Gestione ed Edilizia: «Costerebbe cento milioni» - Tutti concordano però che il problema traffico è da risolvere
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
08.10.2025 06:00

Il Natale 2024 era alle porte, e il Gruppo Veziamoci aveva deciso di donare al suo Comune un’idea: realizzare la galleria Monda-Regina per convogliare sottoterra gran parte del traffico che attraversa il Comune su via San Gottardo. Un portale all’altezza del parcheggio a fianco della Manor, un portale sul «ricciolo» autostradale del Valgersa. L’idea negli scorsi mesi è stata discussa. Non è che non sia piaciuta, ma non è stata giudicata realizzabile né dal Municipio né dalle Commissioni Gestione ed Edilizia: troppo cara, scoordinata dagli altri progetti, ed esosa in termini di terreno sacrificato. Piuttosto, si metta finalmente mano a via San Gottardo. L’ultima parola, in ogni caso, spetterà a breve al Consiglio comunale.

I perché di un no

La proposta del Gruppo Veziamoci, memore anche del progetto di Roveredo Grigioni, che qualche anno fa si è «ricucito» con un investimento da 400 milioni, verteva a stanziare 39.000 franchi per capire se «la galleria di aggiramento Regina-Monda può essere una soluzione concreta per risolvere le criticità di via San Gottardo e, di conseguenza, per migliorare la qualità e la vivibilità del Comune di Vezia». Questo tramite uno studio specializzato da commissionare a uno specialista in opere sotterranee. «Il progetto - commentava Veziamoci - vuole essere propositivo e ottenere una maggiore attenzione per le esigenze del Comune, da troppi anni oggetto di oneri gravosi imposti da bisogni extra-comunali».

Oneri gravosi che sono poi stati riassunti nel rapporto della Commissione edilizia, che ricorda i «sacrifici» che Vezia ha dovuto compiere in occasione dell’allargamento di via San Gottardo negli anni Sessanta («la scomparsa del sagrato della chiesa, la distruzione del grotto con campo di bocce, e di altri terreni e manufatti»), della realizzazione delle bretelle autostradali (persi «oltre 80.000 m² di terreno agricolo - in gran parte vigneti - senza ricevere alcuna compensazione»), di AlpTransit («perso l’ultimo accesso alle zone agricole e industriali»), della galleria Vedeggio-Cassarate, e del progetto Porta Ovest (che prevede «una vasca di raccolta acque reflue su un terreno agricolo protetto»). Benché venga riconosciuto lo spirito della mozione, l’Edilizia raccomanda di dire no alla galleria: «Vezia ha già pagato un prezzo molto alto allo sviluppo infrastrutturale cantonale, troppo spesso senza ritorni per la comunità. Non possiamo sostenere un’ulteriore opera che rischia di replicare lo stesso schema».

Anche la Gestione è per il no, dato che l’opera risulterebbe troppo cara: « Siamo convinti della bontà dell’analisi svolta dai mozionanti, e riconosciamo nella mozione un’importante occasione di dialogo e pianificazione strategica; siamo però oggettivi nell’affermare che le riflessioni contenute nella mozione contrastano particolarmente con la reale possibilità finanziaria del comune di Vezia, presente e futura».

Al lavoro alla ricucitura

L’idea è poi da respingere anche secondo il Municipio: «Un’infrastruttura di tale portata implicherebbe anni di cantieri con ripercussioni sulla viabilità, sulle attività economiche locali e sulla qualità di vita dei residenti. Anche dopo la conclusione dei lavori le varie attività presenti sulla strada cantonale verrebbero fortemente penalizzate, perché non potrebbero più usufruire della clientela di passaggio, che oggi rappresenta senza dubbio la maggiore fonte di introito». Inoltre la galleria potrebbe costare «attorno al centinaio di milioni». Troppo.

D’altronde, per l’Esecutivo la priorità è la riqualificazione di via San Gottardo. Un progetto pianificatorio in questo senso era stato bocciato in Consiglio comunale nel 2020, e ora si sta lavorando a un nuovo concetto con il Cantone (proprietario della strada) ai sensi della Legge sulle strade. Questo progetto è peraltro stato presentato al Legislativo di recente in un’apposita seduta extra LOC. «È un progetto che sta a cuore al Municipio - ci dice il sindaco Roberto Piva - e in cui abbiamo tenuto conto delle proposte emerse alcuni anni fa durante il Laboratorio di villaggio organizzato con EspaceSuisse. L’obiettivo è di ridisegnare lo spazio pubblico a vantaggio di tutti gli utenti e non solo degli automobilisti, prestando attenzione alla fruibilità e accessibilità delle edificazioni adiacenti. L’auspicio è che così si possa infine ricucire in qualche modo il nucleo».