Balerna

La gara, l’incidente, l’ospedale e tre condanne

Con le auto distrutte, adagiate su un ponte sottostante il piazzale e in un torrente: così è finita, nel dicembre del 2022, la sfida automobilistica dei tre ragazzi della regione condannati a pene sospese
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
05.02.2026 18:56

«È un mezzo miracolo che siate qua tutti e tre. E la stessa cosa vale per gli amici che erano in auto con voi». Le parole pronunciate questa mattina in aula dal giudice Paolo Bordoli restituiscono la misura di quanto – quella notte di dicembre del 2022 – la vita di un gruppo di ragazzi della regione sia stata messa in pericolo. Il tutto per una sfida che, partita come una «bravata», si è presto tramutata in un serio incidente. Davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio, sono infatti comparsi 3 ragazzi, oggi 22.enni, che la notte del 22 dicembre di 3 anni fa – in compagnia di altri amici – hanno organizzato una gara automobilistica all’interno del piazzale di trasbordo delle FFS in territorio di Balerna.

Dal replicare le gesta degli attori della saga cinematografica Fast&Furious al finire nei guai (e all’ospedale) il passo è stato breve. Oggi è arrivato, dal lato della giustizia, il conto: il terzetto è stato condannato a pene comprese tra i 13 e i 17 mesi, sospesi per un periodo di prova di due anni. Il reato? Infrazione grave qualificata alle norme della circolazione (ma non solo).

La velocità? Almeno 115 km/h

Anche la procuratrice pubblica Anna Fumagalli, titolare dell’inchiesta, al momento di comunicare alla Corte le proposte di pena – concordate con le difese nei giorni precedenti il pubblico dibattimento – ha evidenziato che «è soltanto un miracolo se in un evento del genere non sia morto nessuno».

Già, perché quella notte ci si è andati molto vicini. Il terzetto – difeso dagli avvocati Marco Masoni, Egidio Mombelli e dalla MLaw Sara Molgora –, in compagnia di altrettanti amici quella notte ha utilizzato il piazzale come un circuito automobilistico. I tre veicoli, dopo essersi allineati, hanno atteso il segnale di via: ovvero l’avvisatore acustico suonato tre volte. Le auto – si legge nell’atto d’accusa – hanno attraversato tutto il piazzale e un perito ha accertato che un veicolo abbia raggiunto almeno 81 chilometri orari, un altro almeno 115 (nei confronti del terzo non è stato possibile stabilire la velocità massima). Poi il «botto». Mentre un imputato, a circa 50 metri dalla fine del piazzale, ha frenato arrestando la propria corsa, gli altri due veicoli (condotti dagli altri due ragazzi) hanno proseguito la folle corsa la quale è terminata, dopo aver sfondato il guidovia, sul ponte sottostante e in un riale. Il risultato? Due auto completamente distrutte e tre giovani (due imputati alla guida e un passeggero) all’ospedale con politrauma.

«Totale scelleratezza»

La procuratrice pubblica, nel proporre le pene, ha parlato di «totale scelleratezza». Poi, riferendosi a uno dei tre ragazzi alla sbarra, ha richiamato la «totale sconsideratezza per le più elementari norme della circolazione». Il riferimento è agli ulteriori reati che ha commesso sempre nello stesso ambito ma in altre occasioni: «Ha scambiato la strada per un infinito parco giochi».

Nel motivare la sentenza, il giudice Bordoli è stato piuttosto chiaro: «Siete sfuggiti alla morte per un pelo. Non provate a vedere se succede una seconda volta».

Quelle immagini sul telefono

Oltre ai reati legati alla gara e alle scorribande lungo le strade, due imputati sono stati condannati anche per pornografia. In un caso, quello meno grave, sono state trovate sullo smartphone alcune rappresentazioni pornografiche (tre immagini «sticker») di atti sessuali reali con minorenni. Nell’altro, invece, il giudice ha ordinato l’interdizione a vita di esercitare una professione che implichi un contatto regolare con minorenni. Nel telefonino del ragazzo erano immagazzinate 688 rappresentazioni di atti sessuali con minorenni (410 immagini e 270 video), nonché 9 fotografie e 8 video di atti sessuali con animali.