Ai tempi del coronavirus

«La messa in streaming per sentirsi meno soli»

Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri racconta la celebrazione a porte chiuse: «La fede può aiutare in un momento in cui la necessità rischia di renderci cattivi»
KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari
Chiara Nacaroglu
21.03.2020 11:55

Una messa a porte chiuse trasmessa in diretta radiofonica e in streaming. L’ha celebrata domenica scorsa, nella chiesa del Cristo risorto a Lugano, il vescovo di Lugano monsignor Valerio Lazzeri. Su Youtube (il canale è quello di catt.ch) il video della diretta ha raggiunto oltre duemila visualizzazioni. Quella di celebrare la messa a porte chiuse è stata una decisione obbligata dato che il Consiglio di Stato ha sospeso tutte le funzioni nei luoghi di culto. «Sono necessarie molte restrizioni di movimento e di incontro nella nostra vita quotidiana, - ha scritto il vescovo nel suo messaggio su questo difficile momento - ma in nessun modo devono esserci restrizioni di cuore. Dobbiamo uscire di casa il meno possibile, ma nessun limite è posto alla nostra capacità di credere, di sperare e di amare. Ecco perché la nostra preghiera, in questo momento, deve essere particolarmente unanime, corale, intensa e incessante».

Ma com’è andata questa prima messa a porte chiuse? Che sensazione ha provato il vescovo celebrandola? Risponde monsignor Valerio Lazzeri: «È indubbio che questa non è la maniera propria di vivere l’Eucaristia. L’assenza di un’assemblea è un dolore sia per chi celebra, sia per chi non può partecipare pienamente alla celebrazione». La prima diretta ha avuto un bel «successo» di pubblico con oltre duemila visualizzazioni. «Successo» non è però il termine che vuole usare Lazzeri: «È fuori posto parlare di successo nella situazione che si sta verificando!», afferma. «È ovvio che molte persone, non potendo fare altrimenti, scelgono di seguire da casa la liturgia attraverso i vari mezzi di comunicazione. Ciò può aiutare i cristiani a sentirsi meno soli in un momento come questo, a ricordare loro che la comunione che li rende una sola cosa in Cristo, anche se non può manifestarsi in una vera e propria assemblea, rimane un legame reale, che niente e nessuno potrà mai spezzare». E proprio in un momento difficile come quello che stiamo vivendo oggi, molti hanno forse ancor più bisogno del conforto della fede... «C’è un bisogno di salvezza che è iscritto profondamente nel nostro cuore umano - commenta il vescovo - e che in questi momenti tende a diventare più consapevole. La fede cristiana intercetta questa esigenza e la trasforma in attesa fiduciosa, in apertura all’altro, in desiderio di senso. La fede è una grande forza di umanizzazione nei momenti in cui la necessità rischia di renderci cattivi». Pur senza celebrazioni in Ticino le chiese rimangono aperte, mentre in Italia sono state chiuse. E se dovesse esser presa una decisione del genere anche da noi? «È ovvio - risponde Lazzeri - che si tratterebbe di un’ulteriore limitazione e, di conseguenza, di una sofferenza in più. Speriamo di non doverci arrivare!» In un momento come questo, infine, si vede come l’esigenza di proteggere la salute di tutti possa incrociare e scontrarsi con quella di poter praticare la propria fede. Che cosa ne pensa il vescovo? «Penso - ci dice - che nulla possa limitare la fede cristiana vissuta in profondità e con autenticità. L’esigenza di non diventare un pericolo per sé stessi e per gli altri non è mai in contraddizione con la carità. È lo stesso amore di Cristo che, in certe situazioni eccezionali, può chiedere sacrifici di cui è difficile vedere immediatamente il senso. Non poter celebrare l’Eucaristia con un popolo riunito fisicamente in uno stesso luogo - continua - è una ferita che sanguina nel corpo di Cristo che è la Chiesa. Abbiamo bisogno di invocare il dono dello Spirito per capire come questa ferita possa diventare una feritoia attraverso cui guardare più in profondità nel mistero e fare entrare in noi una luce che ancora non conosciamo».

Sono molti gli appuntamenti (virtuali) col vescovo nei prossimi giorni. Tutti i giorni alle 17 Lazzeri si recherà all’altare della Madonna delle Grazie nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano. Sarà possibile unirsi in preghiera con lui sul canale Youtube di catt.ch per seguire la diretta streaming. Nei giorni festivi presiederà invece la messa dalla chiesa di Cristo risorto a Lugano alle 9. La celebrazione sarà radiotrasmessa su Rete Due e sul canale Youtube di catt.ch.

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