Lugano

La «movida» violenta torna in aula, giovane accusato di lesioni gravi

Un 22. enne del Sopraceneri è alla sbarra per aver picchiato due persone in centro - L’accusa chiede 4 anni e 4 mesi di carcere, la sentenza della Corte è attesa per domani
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
04.05.2026 18:22

Quattro anni e quattro mesi di detenzione. È questa la richiesta di pena della procuratrice pubblica, Margherita Lanzillo nei confronti di un 22. enne del Sopraceneri comparso oggi davanti alla Corte delle assise criminali e accusato di tentate lesioni gravi, aggressione, lesioni gravi, violazione di domicilio (per essere entrato al carnevale Rabadan di Bellinzona nonostante una diffida) e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti (per aver consumato 50 grammi di hashish e benzodiazepine in carcere). Il giovane adulto, sul quale la Corte presieduta dal giudice Curzio Guscetti (giudici a latere Renata Loss Campana ed Emile Mordasini) si esprimerà domani è in particolare accusato di aver aggredito con calci, pugni e schiaffi un suo conoscente il 12 aprile 2025 all’alba in centro a Lugano, ma anche di aver tentato di sfregiarlo al volto con un coltello. Il 22. enne è altresì accusato di aver tirato un pugno in faccia il 23 marzo 2025 all’alba nel quartiere Maghetti a un altro uomo rimasto a seguito del colpo esamine a terra. Il giovane, con un passato difficile e già con 4 condanne alle spalle per rissa, vie di fatto e lesioni semplici, contesta però quest’ultimo episodio, sostenendo di non essere lui il picchiatore e per quanto riguarda il coltello ha affermato di averlo solo mostrato per intimorire e non averlo usato, così come invece sostiene l’accusa, che ha riportato la testimonianza della vittima, secondo cui non è stato sfregiato perché si è difeso tagliandosi con una mano. Per entrambe le due fattispecie - il colpo in faccia al Maghetti e il fendente - non esistono però chiare immagini video. Da qui la richiesta di proscioglimento per le lesioni gravi avanzate dalla difesa rappresentata dall’avvocato Sofia Padlina, «in mancanza di prove certe deve valere la presunzione d’innocenza», ha detto, nonché un cospicuo ridimensionamento della pena, che la difesa ha valutato essere 2 anni 6 mesi di detenzione.

In attesa della sentenza prevista, come detto poc’anzi, domani, a tenere banco oggi in aula sono state dunque le due diverse letture dell’accusa e della difesa. «Quelli di cui discutiamo oggi - ha riferito Lanzillo - sono fatti di particolare gravità. La giovane età non giustifica comportamenti inaccettabili che hanno messo concretamente in pericolo l’integrità delle vittime». Tutto questo, tenenedo presente che i due episodi si sono svolti in centro a Lugano (e sono legati in qualche modo alla vita notturna) e «incidono anche sul senso di sicurezza collettivo: potevo trovarmi anche io in quelle circostanze - ha continuato la procuratrice pubblica -. Inoltre l’imputato, per quanto riguarda il pugno in faccia al Maghetti, ho visto le immagini e sembra una scena da film, è perfettamente riconoscibile». Nello stesso tempo il tentativo con il coltello è stato giudicato da Lanzillo «serio e pericoloso». Di parere opposto è stata, come detto, la lettura della difesa, secondo cui il 22. enne all’epoca dei fatti era allo sbando e «oggi ha bisogno di non ricadere negli stessi sbagli e compagnie», ma soprattutto di «un percorso terapeutico (da lui iniziato spontaneamente in carcere dove si trova dal 12 aprile scorso) che lo aiuti ad affrontare al meglio tutta la vita che ha ancora davanti».