La Parrocchia vuol costruire, ma non tutti sono d’accordo

C’è preoccupazione nel quartiere residenziale situato nella parte alta di Vacallo. Timori che, a conti fatti, hanno portato oltre 150 cittadini a firmare una petizione. Altri 18, invece, hanno deciso di intraprendere le vie legali e dare battaglia, se servisse, finanche in tribunale. Al centro delle attenzioni c’è un terreno situato in via Vignola, nel comparto ex Beretta. L’appezzamento, sul quale sorge un’abitazione, era di proprietà due sorelle – ora passate a miglior vita – che hanno deciso di donarlo, nel 2021, alla Parrocchia di Vacallo. Quest’ultima, divenuta proprietaria, ha dato mandato a un architetto affinché, su quel terreno, vengano realizzati tre immobili da 9 appartamenti l’uno. Dunque, ventisette appartamenti in totale. Troppi – a detta di chi si oppone – per un quartiere residenziale composto quasi esclusivamente da casette mono e bifamiliari.
Il dossier al Consiglio di Stato
La domanda di costruzione per realizzare i tre edifici è stata pubblicata all’albo comunale nel febbraio dello scorso anno. Al momento della pubblicazione 23 persone hanno interposto opposizione. Il Municipio ha successivamente rilasciato una licenza edilizia contro la quale sono stati presentati due ricorsi al Consiglio di Stato: uno che raggruppa 17 cittadini in maniera congiunta e l’altro firmato da un unico ricorrente del quartiere. Stando a nostre informazioni il dossier è ora sul tavolo dell’Esecutivo cantonale che dovrà esprimersi sulla vertenza.
Contrari, ecco i motivi
Oltre al percorso legale, alcuni cittadini hanno deciso di esprimere la propria contrarietà al progetto tramite una petizione. Una raccolta firme organizzata la primavera scorsa che ha portato oltre 150 sottoscrizioni. Nel documento, che abbiamo visionato, ci si oppone alla realizzazione degli immobili «in quanto sproporzionati rispetto al contesto urbanistico, dannosi per la vivibilità della zona e da considerarsi come costruzioni invasive, disarmoniche e fuori contesto». Si denuncia, inoltre, un aumento del traffico e conseguenti problemi di viabilità. Chi ha sottoscritto la petizione, in aggiunta, parla di «insostenibilità economica a lungo termine». La realizzazione di edifici «così imponenti – si legge – rischia di portare a una speculazione a breve termine che non avvantaggia i residenti e che è contraria sia alle norme cantonali che federali». Il progetto – aggiungono i firmatari – creerebbe «ulteriori appartamenti sfitti, in un Comune che ne ha già in esubero e dove la domanda è scarsa».
Non da ultimo, chi ha sottoscritto l’iniziativa chiede che l’Esecutivo e il Consiglio comunale «si adoperino per definire una moratoria per le aree sensibili – tra cui l’area di via Vignola – nelle quali le domande di costruzione possano essere respinte se ritenute a rischio di compromettere la pianificazione in corso e quella futura». Sullo sfondo, non si nasconde, v’è anche la questione del Piano regolatore sovradimensionato che si situa al 128% (140%, ci viene indicato, se riferito unicamente alle costruzioni di tipo abitativo) e supererebbe quindi di ben 8 punti percentuali il limite di 120% oltre il quale i Comuni sono chiamati ad intervenire e prendere le dovute misure di ridimensionamento del piano regolatore.
«Idea per far fronte ai costi»
Il presidente del Consiglio parrocchiale di Vacallo, Michele Faul, difende la bontà dell’iniziativa evidenziando come non si tratti assolutamente di un progetto votato alla speculazione edilizia. Anzi: «Vorremmo riuscire a costruire qualche cosa che ci permetta di mantenere la Parrocchia. Il nostro unico scopo – ribadisce il nostro interlocutore – è quello di far sopravvivere la Parrocchia». Anche perché, precisa, «le entrate economiche da parte dei fedeli sono sempre meno». La Parrocchia, sottolinea Faul, «è una realtà pubblica; deve poter sopravvivere e far fronte ai costi». Anche da qui, dunque, «l’idea di sviluppare un progetto che, con le entrate degli affitti, ci permetterà di andare avanti. La Parrocchia serve a tutta la comunità, credente e non».
«Sensibili alla tematica»
«Comprendo alcune esternazioni riportate nella petizione» commenta, da noi interpellato, il sindaco di Vacallo Marco Rizza il quale è al corrente del fatto che le parti in causa hanno già avuto degli incontri. Allo stesso tempo, però, riconosce che l’area al centro delle attenzioni «è una zona residenziale, forse in passato non così intensiva. Oggi – evidenzia Rizza – la domanda di costruzione rispetta quelle che sono le leggi e il Piano Regolatore in vigore. I temi sui quali verte la petizione sono diversi, compreso il prospettato aumento del traffico. Un tema – ribadisce – che posso comprendere. E in tal senso penso che magari potranno essere trovate soluzioni alternative. Come Comune – conclude – cerchiamo di far rispettare le regole vigenti, ascoltando tutti».
