Settima arte

La prima ticinese di «Becaària» rende omaggio alla Lavizzara

A due anni dalla devastante alluvione, il film girato in valle dalla troupe diretta dal regista Erik Bernasconi è stato proiettato a Prato Sornico - «Non poteva che essere così: nei confronti della popolazione abbiamo un debito di riconoscenza»
Una scena del lungometraggio che uscirà nelle sale il prossimo settembre. © cineworks
Spartaco De Bernardi
27.06.2026 06:00

La prima mondiale è stata proposta lo scorso 23 gennaio alle Giornate cinematografiche di Soletta, dove ha conquistato il premio del pubblico. Giovedì sera a Prato-Sornico per «Becaària» del regista Erik Bernasconi è stata invece la volta della prima proiezione ticinese. «Non poteva essere altrimenti. La sera del 29 giugno di due anni fa eravamo qui. Ci stavamo preparando per l’inizio delle riprese, che era previsto il lunedì successivo, quando si è scatenato l’inferno», ricorda il cineasta bellinzonese, che il CdT ha incontrato prima dell’inizio della proiezione. «Abbiamo condiviso questa tragedia con la popolazione, la cui reazione mi ha fatto capire per la prima volta il vero senso della parola resilienza», aggiunge Bernasconi, mentre il cielo sopra Prato Sornico si tinge di arancione e qualche goccia preannuncia un temporale estivo. Che arriva di lì a poco, tanto che la proiezione viene «splittata»: al coperto, nell’edificio delle scuole comunali, e, per i più temerari, sul piazzale di quel che resta del Centro sportivo, sotto una pioggia battente che è poi cessata nel corso della serata. «Se la forza dimostrata fin dalle prime ore dopo l’alluvione nel ricercare le persone disperse e nel ripristinare il territorio non è entrata nel film, nei nostri cuori ha trovato e ha tuttora un posto speciale. Ci è quindi sembrato il minimo dimostrare il nostro senso di appartenenza a questa comunità, che ci ha accolto e sostenuto per qualche tempo, regalandole la prima proiezione ticinese del nostro film», conclude il nostro interlocutore.

La forza di guardare avanti

Comunità della Lavizzara che dalla troupe di «Becaària», ha a sua volta tratto la forza per guardare avanti. «Questa sera non celebriamo unicamente un’opera cinematografica, celebriamo il valore delle storie che uniscono le persone, la forza delle comunità che sanno rialzarsi e la capacità della cultura di custodire la memoria e allo stesso tempo aprire una finestra sul domani», ha affermato il sindaco Gabriele Dazio, ricordando come, insieme ai suoi concittadini, abbia voluto che le riprese, evidentemente dopo una pausa dovuta alla priorità di ristabilire un minimo di normalità, riprendessero il prima possibile. E così, a due settimane dall’alluvione, la troupe si mise al lavoro. «“Becaària” - ha proseguito Dazio - non è soltanto un film girato in Vallemaggia e nel nostro comune. È anche la testimonianza di come nei momenti più difficili, si possa trovare la forza per guardare avanti con determinazione e forza. Mentre la valle cercava di rialzarsi, mentre si lavorava per ripristinare strade e infrastrutture, c’era anche chi continuava a raccontare storie, a creare cultura. Insomma, a credere nel futuro. La presenza della troupe in quei giorni non è stata un elemento estraneo, ma è diventata parte di un percorso condiviso. Un piccolo segno di fiducia e di ripartenza che ha accompagnato la nostra comunità in un periodo particolarmente delicato».

Il cielo si è$ tinto di arancione poco primo della proiezione. 
Il cielo si è$ tinto di arancione poco primo della proiezione. 

Una testimonianza di resilienza

Concetti, quelli espressi dal sindaco di Lavizzara, che sono stati ripresi da Claudio Franscella, presidente della Ticino Film Commission che ha collaborato alla realizzazione della pellicola. «Sarebbe stato comprensibile fermarsi, andarsene o rimandare tutto. Ma in quei giorni è accaduto qualcosa di importante: la produzione, insieme al regista e alla troupe, decise di non abbandonare la valle e di trasformare una situazione difficilissima in un gesto concreto di presenza, partecipazione e vicinanza alla popolazione locale. E quella scelta, possiamo dirlo, ha dato a questo film un significato ancora più profondo. “Becaària”, come ha detto il sindaco, non è soltanto un’opera cinematografica: è diventata anche una testimonianza di resilienza di volontà collettiva di capacità di rialzarsi».

Adolescenza tormentata

Tratto dal quasi omonimo romanzo «Il Becaària», di Giorgio Genetelli, il film narra la storia del giovane Mario. Mentre la società attorno a lui attraversa profondi cambiamenti, il 16.enne affronta con goffaggine i primi turbamenti sentimentali, ha problemi a scuola e continui scontri con il padre che non sembra capirlo. Spedito da quest’ultimo a lavorare come contadino in montagna per l’estate, vivrà incontri inaspettati che gli insegneranno molto sulla vita, sull’amore e, soprattutto, su sé stesso. Di più non vi raccontiamo, per non svelarvi proprio tutto dell’opera di Erik Bernasconi che uscirà nelle sale il prossimo 14 settembre. Prima, però, sono previste altre proiezioni «open air». Il 24 luglio a Vira Gambarogno, il 13 agosto al Castelgrande di Bellinzona ed il 1. settembre a Lugano.