Politica

La proposta: «Aumentare da 90 a 180 giorni il limite degli affitti brevi»

Una mozione di Aron Piezzi chiede di allentare le regole in vigore dal 2023 per le case di vacanza e gli appartamenti offerti su piattaforme come Airbnb – «Non entrano in concorrenza con il settore alberghiero»
©Chiara Zocchetti
Giona Carcano
24.03.2026 06:00

La richiesta di aumentare da 90 a 180 giorni il limite degli affitti di breve durata, dopo essere stata annunciata oltre un anno fa, ora è scritta nera su bianco. Ed è contenuta in una mozione depositata ieri da Aron Piezzi (PLR) e firmata anche da deputati di Lega e Centro. «Il turismo genera il 10% del PIL cantonale. Ma se per gli alberghi e i campeggi le regole sono chiare, per gli affitti a breve termine delle case e degli appartamenti di vacanza non è così», viene sottolineato nella proposta. Nel testo, si precisa che l’introduzione nel 2023 da parte del Consiglio di Stato di una nuova limitazione nel regolamento d’applicazione della legge edilizia (i famosi 90 giorni, appunto) ha creato «maggior confusione, costi e burocrazia sia per i proprietari sia per i Comuni». Tale modifica, «presumibilmente pensata per regolare il settore» degli Airbnb, secondo Piezzi non ha centrato il bersaglio. Bisogna dunque cercare di smuovere le acque.

«Favorire le zone periferiche»

Il settore delle case e degli appartamenti di vacanza, spiegano i proponenti, non va in contrasto con quello alberghiero. Anzi, è «una risorsa complementare» che arricchisce l’offerta turistica. Di più: «Durante la bassa stagione, quando la domanda di camere alberghiere può diminuire, gli affitti brevi rappresentano una risorsa fondamentale per mantenere attiva l’offerta ricettiva e combattere i letti freddi». Aumentare il limite, inoltre, «è importante anche per le zone periferiche che non dispongono di molti alberghi», sottolinea Piezzi al Corriere del Ticino. «In questo modo è possibile contenere il fenomeno del turismo mordi e fuggi».

Secondo la mozione, la modifica del regolamento permetterebbe anche di favorire la destagionalizzazione del turismo ticinese, di arginare i cosiddetti «letti freddi» e di contribuire ai consumi locali. Al contrario, «una limitazione del settore, con la conseguente perdita di turisti, inciderebbe in maniera diretta sull’economia: ogni giorno che i 25 mila letti non vengono affittati, si può stimare una perdita di 2-3 milioni». Discorso simile per le Organizzazioni turistiche regionali, che tra tassa di soggiorno e tassa di promozione turistica perderebbero notevoli introiti. «L’Agenzia turistica ticinese ha lanciato la strategia ‘‘Ticino 365’’ proprio in ottica destagionalizzazione», ricorda ancora Piezzi. «Una strategia condivisibile, ma pensiamo che rilanciare il dibattito sull’aumento del limite dei giorni concessi per gli affitti di breve durata sia utile per tutto il settore».