La raccolta delle castagne parte dalla selva più a sud

I nostri avi lo chiamavano l’albero del pane. I suoi frutti - ovvero le castagne - fin dall’Alto Medioevo erano uno degli alimenti principali della popolazione ticinese. Ancora oggi la castagna è una indiscussa risorsa di valore, profondamente legata al nostro territorio e alla nostra storia. Lo si è ribadito anche oggi a Chiasso durante la conferenza stampa di «Castagnamo 2026». Promosso dalla Sandro Vanini SA, l’incontro ha di fatto lanciato la campagna di raccolta delle castagne del prossimo autunno. Al centro delle attenzioni le selve castanili, con particolare riferimento - per l’occasione - a quella di Chiasso che si trova sulla collina del Penz ed è di proprietà dell’Associazione dei Patrizi Chiassesi. «Ci sono luoghi che raccontano un territorio meglio di molte parole - ha detto la presidente dell’associazione Consuelo Chiesa -. La selva castanile del Penz è certamente uno di questi. Un luogo nel quale il castagno non rappresenta soltanto una presenza naturale, ma conserva ancora oggi una storia fatta di lavoro, di tradizioni, di persone e di quel rapporto con la terra che, per generazioni, ha accompagnato la vita delle nostre comunità».
Poi, va da sé, c’è anche la raccolta delle castagne indigene. «Da sempre sosteniamo la raccolta centralizzata e la collaborazione tra i diversi attori della filiera - ha sottolineato Paolo Piattini, presidente dell’Associazione dei Castanicoltori della Svizzera italiana -. Castagnamo 2026 vuole quindi essere molto più di un evento. Vuole essere un invito a guardare il castagno con occhi nuovi: come elemento del paesaggio, come risorsa economica, come prodotto gastronomico, come strumento educativo e come patrimonio culturale».
Alessio Reboldi - in rappresentanza del direttore di FOFT-TIOR Marco Bassi - ha dal canto suo rinnovato l’invito a consegnare ai centri di raccolta i quantitativi che non vengono consumati in famiglia. «L’anno scorso abbiamo raggiunto 70-75 tonnellate, obiettivo che vorremmo ripetere anche quest’anno».
E, allora, che stagione di raccolta ci attende? «La fioritura è andata molto bene - ha evidenziato Patrik Krebs dell’istituto di ricerca WSL -. Poi però l’estate è stata siccitosa e molto calda. Malgrado ciò, sono molto fiducioso».
Si parte il 23 settembre
La raccolta delle castagne prenderà il via il 23 settembre. Sino al 3 novembre si potranno consegnare i frutti nei centri di raccolta di Stabio (magazzino TIOR-FOFT), di Cadenazzo (TIOR), di Vezia (Azienda Malombra) e di Biasca (ex Arsenale). È importante raccogliere solo castagne fresche (anche quelle piccole sono bene accette), separare quelle ticinesi da quelle cosiddette ibride (extra grandi) e, infine, consegnarle il più rapidamente possibile in contenitori aerati. Maggiori informazioni su www.castanicoltori.ch e www.originti.ch.
