La Rassegna ci ha preso gusto: «Un’edizione da ricordare»

Un successo «incredibile, inspiegabile». Lo è quello ottenuto (anche) quest’anno dalla Rassegna gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, giunta alla 63.esima edizione. A definirlo così è chi vi ha preso parte come esercente: «Peccato che è finita, se potessi la farei due volte l’anno», ci confida il titolare del grotto Eguaglianza di Capolago Andrea Vassalli.
La Rassegna 2026 si è conclusa da pochi giorni. Per un mese, durante tutto ottobre, ha portato nei piatti della regione i sapori dell’autunno e del territorio, con la selvaggina a fare spesso da protagonista. Lo ha fatto in 38 locali pubblici che hanno proposto pietanze (e vini) dedicate.
Come anticipato, ancora una volta la Rassegna è stata un successo. Migliaia i golosi che non se la sono fatta sfuggire, appagando se stessi, come pure i ristoratori. «Il mese della Rassegna riscuote sempre grande successo, ma quest’anno per noi il successo è stato perfino più grande del solito. Quasi non me lo so spiegare, mi chiedo come sia possibile che funziona così bene», prosegue Vassalli che stima in «quasi 1.400 i piatti della Rassegna serviti, circa 200 in più dell’edizione 2025. C’è anche chi è venuto più volte, per provare i diversi piatti».
Anche se forse inspiegabile nella sua ampiezza, il successo della manifestazione gastronomica non è casuale: «È un mese appagante, sia per noi ristoratori, sia per il comitato della Rassegna che vede ripagati gli sforzi fatti durante tutto l’anno di preparazione».
Confermano il buon esito dell’edizione appena archiviata anche le parole di Maria José Soler, del Ristorante Indipendenza di Chiasso, che è anche membro del comitato della Rassegna: «È andata benissimo, siamo davvero soddisfatti. L’edizione di quest’anno ha riscosso persino più successo del solito», conferma. È motivo di particolare ottimismo pure la provenienza dei clienti: «Abbiamo notato anche l’arrivo di tanti clienti che non avevamo mai visto e di diverse persone provenienti dalla vicina Italia». Un dettaglio che dimostra come la Rassegna sia anche un’occasione per scoprire nuovi ristoranti.
Ma anche come per gustare un buon piatto il cliente sia disposto a fare sacrifici. Vanno in questa direzione le considerazioni del presidente del comitato Flavio Quadranti, titolare del Grotto San Martino di Mendrisio: «I costi sempre maggiori a cui deve far fronte la popolazione, come quello in crescita della benzina, incidono sui budget. La gente deve fare delle scelte, anche magari quella di rinunciare a una serata al ristorante». La sua analisi si riallaccia al bilancio generale dell’edizione 2026: «La Rassegna ha sempre un perché e quella appena conclusa è stata un’ottima edizione». Sebbene i numeri non siano ancora definitivi, difficilmente si raggiungeranno però i 22.000 omaggi distribuiti lo scorso anno (pari ai piatti serviti). «Tutti i ristoratori che ho sentito sono soddisfatti, credo che però le alte temperature dell’inizio di ottobre abbiano rallentato il successo della Rassegna 2026. L’impressione è che i ristoranti che proponevano piatti più invernali e meno leggeri nei primi giorni di ottobre siano stati meno gettonati di altri». Il divario stimato rispetto allo scorso anno è di un migliaio di piatti.
