Cantonali 2027

La scommessa del PLR: Farinelli e Pini per puntare al raddoppio in Governo

Maderni, Maffi e Pedrini completano la squadra, che punta a riconquistare la maggioranza relativa in Consiglio di Stato dopo 16 anni
© CdT/ Chiara Zocchetti
Andrea Leoni
28.10.2026 16:00

Alex Farinelli, Cristina Maderni, Omar Pedrini, Samuel Maffi e Nicola Pini. Sono questi i cinque candidati al Consiglio di Stato del PLR per le prossime elezioni cantonali. Una squadra con un obbiettivo ambizioso e dichiarato: riconquistare la maggioranza relativa in Governo dopo 16 anni.

Una lista forte, mormorano soddisfatti i genitori della cinquina. E la bollinatura di «forte», sempre nell’interpretazione dei vertici del partito, è data dalla presenza di Nicola Pini. Il sindaco di Locarno è indicato come l’uomo del raddoppio o, in alternativa, come il candidato con un serbatoio elettorale in grado di dare filo da torcere ad Alex Farinelli, l’uomo di punta.

Il duello all’ultimo voto ha come scopo di rafforzare il risultato del partito. Pini, di estrazione radicale, nei ragionamenti del partito dovrebbe fare il pieno nel Sopraceneri e nell’area di centrosinistra. A Farinelli, più centrista, il Sottoceneri e il luganese in particolare, oltre all’economia, non foss’altro che per la sua carica di vicedirettore della Società impresari costruttori e per le posizioni assunte a Berna in materia di politica finanziaria.

Luganese e settore economico che, però, saranno presidiati anche dalla deputata Cristina Maderni, unica donna sulla lista e vicepresidente di Andrea Gehri alla Camera di Commercio. Quel Gehri, anche lui corteggiatissimo per la lista nei mesi passati, che non ha risparmiato stoccate al Governo e al DFE per la gestione dei conti. Una linea perfettamente interpretata da Maderni in Gran Consiglio, con voti contrari al preventivo, o con il sostegno a iniziative popolari come quella per l’abolizione della tassa di collegamento o per la riduzione dei dipendenti pubblici.

Nell’area di centrodestra anche il municipale di Mendrisio Samuel Maffi, emerso dopo la rinuncia del sindaco Samuele Cavadini e scelto per la sua sensibilità ai temi caldi della sua regione, come l’immigrazione, la sicurezza e la mobilità. Di centrodestra, infine, anche il presidente dell’Unione contadini Omar Pedrini, chiamato a coprire le valli e i temi cari al settore primario, a cominciare dal lupo. Chiaro, come nel caso di Maderni, l’intenzione di drenare qualche voto alla lista Lega-UDC con candidati credibili di settore.

Resta scoperta Bellinzona, roccaforte PLR. Non è un mistero che il vicesindaco della capitale Fabio Käppeli sia stato un papabile. Perché rinunciarvi? Secondo l’impostazione data dal PLR, oltre che all’aspetto regionale la lista intende proporre profili di ticinesi diversi tra loro.

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