«La scuola? Indispensabile per attrarre le famiglie»

Nel Comune di Breggia, il prossimo 30 ottobre, si decideranno le sorti della scuola. O meglio: la popolazione dovrà dare il proprio consenso (o meno) alla concessione di un credito per la progettazione e gli appalti della nuova sede della Scuola dell’infanzia e della nuova mensa scolastica a Lattecaldo. Si parla di 687.000 franchi. Si andrà alle urne, come detto, perché contro la decisione del Consiglio comunale – che aveva approvato il relativo messaggio municipale nella seduta del 22 giugno scorso – è stato promosso un referendum sottoscritto da 324 cittadini (il 19,9% degli iscritti in catalogo). Ieri il Municipio di Breggia ha incontrato la stampa per ribadire la bontà dell’operazione. A partire da un fattore... strategico. «Che target vogliamo attrarre nel nostro Comune? Le giovani famiglie – ha commentato il sindaco Sebastiano Gaffuri –. E il centro scolastico è un pilastro importante di questa strategia».
L’intenzione è chiara: «Vogliamo offrire una scuola pubblica di qualità». Se il progetto dovesse andare in porto, dunque, per la Scuola dell’infanzia ci sarà una sede unica (ora le sedi sono a Caneggio e Morbio Superiore e sono considerate «un po’ datate»). «Dal punto di vista didattico – ha spiegato la direttrice dell’istituto scolastico Laura Terzi – si tratterebbe di un netto salto di qualità». Ma non solo: «Permetterebbe di ottimizzare i tempi e le risorse a favore della scuola, renderebbe più facile la collaborazione tra gli stessi docenti e le sezioni vicine permetterebbe di vivere una quotidianità differente». In aggiunta – fa notare ancora la direttrice – «potrebbe essere diversa la gestione delle complessità. Infine, potremmo avere un accesso più diretto alla palestra e alla biblioteca (oggi i bambini vi si recano una volta al mese)». Per la direttrice non ci sono dubbi: «Con un progetto di questo tipo guadagneremo in qualità».
Sulla stessa linea è la capodicastero Educazione Mariella Maghetti la quale ha confermato che «con una struttura centralizzata si faciliterebbe il compito anche a livello organizzativo ». La nuova sede della Scuola dell’infanzia darebbe il via libera, inoltre, «a nuovi spazi per creare servizi di cui le famiglie giovani necessitano». Un esempio? Nell’attuale sede di Caneggio «potrebbe trovare posto un asilo nido e poi potremmo pensare alle attività pre e dopo scuola», utili anche per le famiglie che hanno entrambi i genitori impegnati per lavoro. «Se vogliamo invitare nuove famiglie – commenta Maghetti – non possiamo offrire solo il verde o la natura». L’incontro con la stampa ha inoltre permesso al capodicastero Finanze e imposte, Stefano Coduri, di snocciolare alcune cifre. L’oggetto in votazione, come anticipato, è la concessione di un credito di progettazione di 687.000 franchi. Superato lo scoglio alle urne, per far sì che la scuola (la mensa e un rifugio per la protezione della popolazione) vedano la luce, «servirà un investimento di 6 milioni e 775 mila franchi. La realizzazione del rifugio potrà contare su un sussidio che coprirà l’intero costo, per l’intervento scolastico si parla invece di 1,2 milioni». Cifre inserite nel piano finanziario che – chiosa Coduri – prevede il mantenimento del moltiplicatore d’imposta al 95% e la stabilizzazione del debito pubblico».
