La siccità manda in affanno alcune sorgenti di acqua

Nel Luganese la siccità di questi giorni prodotta dalla canicola (la cui allerta di grado tre è stata prolungata da MeteoSvizzera fino a venerdì 17 luglio a Sud delle Alpi) sta andando a colpire maggiormente quelle zone la cui fonte di approvvigionamento di acqua potabile è strettamente legata alle sorgenti. Come è il caso di Villa Luganese e, parzialmente, della Val Colla. A fornire al CdT un aggiornamento della situazione è Francesco Tanzi, portavoce delle Aziende industriali di Lugano (AIL). «Lo scorso venerdì – spiega Tanzi - è stato diramato un comunicato relativo alla situazione di Villa Luganese, accompagnato anche da un’informazione capillare alla popolazione, distribuita direttamente nelle bucalettere. Attualmente è stato dichiarato per Villa Luganese un allarme di siccità di primo grado, che comporta alcune limitazioni». Tra queste, quella «di irrigare i prati solo a giorni alterni, in base al numero civico, di vietare il lavaggio di auto e strade e di vietare il riempimento di piscine».
L’articolo 48
Il gran caldo e le scarse precipitazioni che altrove stanno già mettendo a dura prova cittadini, aziende e Comuni (il Piemonte ieri, ad esempio, ha chiesto aiuto alla regione Valle d’Aosta e al Ticino per venire incontro alle difficoltà di approvvigionamento idrico riscontrate dal suo mondo agricolo) per il momento non stanno insomma creando troppe difficoltà al Luganese e al suo approvvigionamento idrico garantito dal suo principale operatore, le AIL, appunto. «Quelle scattate a Villa Luganese – continua Tanzi - sono misure di contenimento. Con un eventuale passaggio al secondo grado di allarme siccità, tali attività verrebbero ulteriormente ristrette o vietate». Secondo l’articolo 48 del Regolamento comunale di Lugano per la distribuzione dell’acqua potabile, il gestore che assicura e distribuisce acqua potabile – in questo caso le AIL - può infatti limitare o interrompere temporaneamente la fornitura di acqua nei casi di carenza della stessa. Da qui l’esistenza di tre gradi di siccità, che vanno a toccare gli utenti privati ma anche quelli pubblici.
Il grado di siccità 1, attualmente in vigore a Villa Luganese, non permette ad esempio all’ente pubblico di alimentare a getto continuo le fontane, mentre l’irrigazione dei campi sportivi o il riempimento di piscine sono ammessi solo previa autorizzazione. Con il grado di siccità 3 sono invece vietati per i privati e il pubblico il lavaggio di veicoli, strade, piazzali, terrazze e tetti (già non consentiti con il grado 1), l’irrigazione di prati, l’annaffiamento di alberi, arbusti e aiuole, l’annaffiamento di orti, il riempimento di piscine, l’irrigazione di campi sportivi e l’alimentazione di fontane a getto continuo e di fontane ornamentali con ricircolo.
Oggi però nel Luganese non si è ancora né al grado di siccità 2, né al grado 3. «Per quanto riguarda la situazione attuale – riprende il portavoce delle AIL - si osserva una riduzione della portata di alcune sorgenti, come nel caso di Villa Luganese e, in parte, della Val Colla, anche se in questo caso al momento la situazione resta sotto controllo». Questo anche perché «altri acquedotti risultano meno esposti grazie all’integrazione di diverse fonti di approvvigionamento (acqua di falda, lago, eccetera)», sottolinea Tanzi.
Se questo è il presente, il futuro è invece difficile da valutare. «Sul medio termine è difficile formulare previsioni precise, in quanto fortemente dipendenti dalla meteo – precisa Tanzi -. Occorre notare che le precipitazioni temporalesche risultano poco efficaci, in quanto l’acqua tende a defluire rapidamente senza penetrare adeguatamente nel terreno. In questo contesto, le principali misure disponibili restano quelle di limitazione dei consumi e AIL confida che la condivisione dei diversi gradi di siccità e relative restrizioni possano essere d’aiuto a sensibilizzare la popolazione».
