Mendrisio

La soluzione che piace a tutti per dare energia alle AIM

Il Consiglio comunale ha accolto la trasformazione delle Aziende industriali di Mendrisio in Ente autonomo di diritto comunale, archiviando anni di incertezze e colpi di scena – Ma il consiglio direttivo sarà meno «politicizzato»
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
23.02.2026 23:08

«Affinché la trasformazione sia efficace, l’ente deve essere realmente autonomo, questo deve riflettersi nella composizione del consiglio direttivo». Parola di Massimiliano Robbiani (Lega), ma il concetto è stato espresso sostanzialmente da tutte le forze politiche.

Un iter lungo e controverso come quello per dare alle Aziende Industriali di Mendrisio (AIM) la forma (giuridica) ideale per traghettare la Città nel proprio futuro energetico non poteva che concludersi con un sussulto finale. Un’ultima iniziativa per ottimizzare - «rendere più solido», ha detto Gianluca Padlina (Il Centro) - a pochi metri dal traguardo un progetto che è stato influenzato e plasmato dal volere dei mendrisiensi, sia eletti che non. È così stato che questa sera il Consiglio comunale della Città, facendo sua una proposta (tecnicamente un emendamento) della Commissione della gestione, ha apportato un’ultima modifica al messaggio nato da una mozione interpartitica firmata nel 2022 da Gianluca Padlina, Luca Pestelacci (PLR) e Andrea Stephani (L’Alternativa). Una mozione nata a sua volta dalle ceneri del progetto di privatizzazione (per trasformare le AIM in Società anonima) bocciato da un referendum nel 2017. Ma del turbolento iter vissuto dalle AIM negli ultimi anni fa parte anche il «terremoto politico» che ha portato alla sospensione dell’allora capodicastero Massimo Cerutti nel 2023, dopo un pasticcio legato alla vendita (mancata) delle reti AIL in alcuni quartieri.

Gli «errori del passato»

La forma ideale identificata per le AIM è quella di Ente autonomo di diritto comunale. E che questa fosse la via da seguire è stato largamente evidenziato (ci torneremo tra poco). L’ultimo sussulto, come lo abbiamo chiamato, ha però portato alla modifica del messaggio licenziato dal Municipio nella misura di rivedere la procedura di nomina del consiglio direttivo delle AIM. Perché «rischiava di essere troppo politicizzato», si leggeva nel rapporto della Gestione firmato da Martina Arizanov (PLR). Nell’intento di limitare la presenza di municipali, ma anche di dotare il futuro organo di «profili con comprovate competenze tecniche» è stata quindi proposta – e accolta con 47 sì, 2 no e 5 astensioni – la suggestione formulata tramite emendamento. La proposta della Gestione prevede che il consiglio direttivo sia composto da 5-7 membri, cinque nominati dal Legislativo su proposta dell’Esecutivo (di cui un municipale); «un sesto ed un settimo membro possono essere nominati dal Municipio quali rappresentanti di altri enti pubblici o di servizio pubblico». La proposta del Municipio implicava invece che in un consiglio direttivo di 5-7 membri sedessero necessariamente il capodicastero (con anche la funzione di presidente) più un secondo municipale.

Avallando l’emendamento, l’obiettivo è anche quello di evitare gli errori del passato, è stato sottolineato (senza particolare necessità di spiegare meglio a cosa ci si riferisse): «Non possiamo permetterci effetti collaterali che possano tradursi ancora una volta in maggiori oneri per l’utenza. Occorre evitare di ripetere gli errori del passato, quindi è necessario aggiornare le nostre strutture», ha aggiunto Arizanov. «Il consiglio direttivo deve essere il migliore possibile da tutti i punti di vista. Non possiamo permetterci una governance debole o eccessivamente politicizzata», sono invece state le parole di Jacopo Scacchi (L’Alternativa).

«La scelta giusta»

Emendamento a parte, la formula (leggasi la forma giuridica) identificata per le AIM ha convinto la stragrande maggioranza dei consiglieri comunali (solo il gruppo UDC-UDF non ha sposato la linea, lasciando libertà di voto). «La proposta di trasformazione delle AIM nasce dalla volontà di dotare la Città di Mendrisio di uno strumento più moderno, flessibile e competitivo per la gestione dei servizi industriali (energia, acqua, gas, ecc.), in linea con le sfide poste dall’evoluzione del mercato energetico, dalla crescente complessità normativa e dalla necessità di garantire servizi di qualità alla cittadinanza e alle imprese», si leggeva nel rapporto (firmato con riserva solo dai rappresentanti UDC-UDF). E ancora: «La Commissione ha riconosciuto i numerosi vantaggi della trasformazione, in particolare la maggiore flessibilità gestionale, la possibilità di rafforzare il capitale proprio e la capacità di attrarre competenze tecniche qualificate». In sala la bontà della forma giuridica scelta è stata evidenziata da Gianluca Padlina: «L’ente autonomo è la scelta giusta, mantiene il controllo delle AIM nelle mani della collettività, è un passo avanti importante senza cambiare la natura pubblica delle AIM». «Per noi il nodo centrale resta il controllo popolare. Energia acqua e gas sono servizi essenziali, non solo beni di mercato», gli ha fatto eco Scacchi. Il messaggio, emendato, è infine stato accolto con 45 voti favorevoli, 4 contrari e 5 astensioni.

Si rinnovano le scuole

Oltre 10 milioni per le scuole. Li ha altresì concessi senza tentennamenti il Legislativo approvando due messaggi distinti. Il primo da 7,64 milioni per la prima fase del risanamento di Canavée (il rinnovo della piscina e della palestra, unito al concorso di progettazione per il risanamento e ampliamento del centro scolastico e dell’area esterna), il secondo da 2,4 milioni per il rinnovo della Scuola dell’infanzia di Ligornetto. «Invitiamo il Municipio a garantire una manutenzione costante e programmata degli stabili comunali, per evitare di concentrare investimenti importanti tutti insieme», ha commentato Roberto Pellegrini (UDC-UDF) facendo riferimento ai numerosi cantieri in programma.

Imbarazzo e frecciatine

All’ordine del giorno c’erano anche due messaggi per concedere un totale di 51 attinenze comunali. Messaggi che il Municipio ha preferito ritirare dopo che Massimiliano Robbiani ha fatto notare alcuni errori nelle date. Una decisione che ha creato discussioni e che ha portato a qualche «frecciatina». «Robbiani giudica e critica il lavoro di una commissione (delle Petizioni, ndr) di cui fa parte anche il suo gruppo», ha detto Gregorio Aostalli (Il Centro). C’è naturalmente anche chi ha fatto notare che la Lega, a conti fatti, voterà in ogni caso contro tali concessioni, ma anche chi ha sottolineato l’imbarazzo per la situazione che si è creata, con anche diverse persone coinvolte in sala.

Si valuta una denuncia

Torniamo brevemente a inizio serata perché la seduta è iniziata con una nota polemica. Il presidente del consiglio comunale Lucio Lorenzon ha infatti fatto sapere di aver ricevuto una mail da un collega di Legislativo in cui veniva definito «camerata». «Mi riservo di procedere nelle sedi opportune», ha commentato Lorenzon.