La spesa sanitaria cresce ancora, seimila franchi a testa in Ticino

Mentre la politica cantonale attende con una certa urgenza il messaggio del Governo sull’implementazione delle due iniziative sui premi di cassa malati (la proposta dovrebbe arrivare a giorni), l’Ufficio federale della sanità pubblica negli scorsi giorni ha aggiornato (neanche a farlo apposta) il monitoraggio dell’evoluzione costi sanitari, inserendo nel conteggio complessivo il quarto e ultimo trimestre del 2025.
Ebbene, secondo il resoconto federale, il Ticino ha ufficialmente superato la soglia dei 6 mila franchi di spesa pro capite annua. Il conteggio precedente fissava la spesa a 5.977 franchi. Ora, come detto, per la prima volta, il Ticino ha raggiunto i 6.066 franchi per abitante, il valore più alto in Svizzera, tanto che il nostro cantone si è ripreso il primato (negativo) temporaneamente ceduto a Ginevra nel terzo trimestre del 2025.
Quasi un quinto in più
Il dato, che chiaramente inciderà sui premi del 2027, colloca il Ticino nettamente al di sopra della media nazionale – pari a 4.968 franchi pro capite – ed evidenzia in modo netto il divario con il resto del Paese dove si spende mediamente il 22% in meno. Per quanto al momento sia impossibile stimare l’aumento dei premi del prossimo anno, l’andamento dei costi delle prestazioni mediche coperte dall’assicurazione di base nel 2025 indica con altrettanta certezza che il Ticino continuerà a figurare tra i cantoni con i premi più elevati.
La densità di fornitori di prestazioni superiore alla media nazionale, l’alto volume delle prestazioni erogate e una struttura demografica caratterizzata da una popolazione più anziana sono le cause che vengono solitamente evocate per tentare di spiegare un primato sempre più difficile da sostenere, sia per le finanze cantonali sia per gli assicurati, che da quattro anni devono fare i conti con aumenti dei premi nell’ordine del 10%: +7,1% nel 2026, +10,5% nel 2025, +10% nel 2024 e +9,2% nel 2023.
L’evoluzione ticinese
Al riguardo, non sarà di grande conforto scoprire che la spesa media per assicurato in Ticino, negli ultimi dodici mesi, sia cresciuta «solo» del 2,9% (pari a un aumento medio di 172 franchi annui), un dato secondo soltanto al canton Vaud, dove l’incremento è stato più contenuto (+2,3%). Maglia nera, in questa particolare classifica dei cantoni meno virtuosi, è stato Nidvaldo, il quale nel 2025 ha registrato un aumento della spesa sanitaria del 13,6% , seguito da Obvaldo (8,8%), Zugo (8,1%) e Lucerna con (7,7%). Tutti e quattro i cantoni, però, hanno una spesa pro capite nettamente più bassa del Ticino. La crescita media nazionale, sempre nel 2025, si è attestata invece al 5,3%, corrispondente a 247 franchi in più rispetto all’anno precedente. Ginevra, che dopo il Ticino figura come secondo cantone con la spesa sanitaria pro capite più elevata (6.008 franchi) ha registrato nel 2025 una progressione dei costi del 4% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, dai dati emerge quindi che le regioni con livelli iniziali di spesa pro capite più bassi tendono a registrare incrementi più marcati, mentre nei cantoni dove il consumo di prestazioni è già elevato, la crescita appare generalmente più contenuta.
Psicologi e psicoterapeuti
Di particolare interesse, tornando al nostro cantone, è l’evoluzione della spesa nelle singole categorie. Secondo i dati dell’UFSP, il settore che nel 2025 è cresciuto di più in Ticino è quello della salute mentale. Su base annua, le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti sono aumentate del 12,5% rispetto all’anno precedente, incidendo sul totale della spesa sanitaria cantonale a carico dell’assicurazione di base per il 2,2%.
Cure a domicilio ma non solo
Un altro comparto in forte espansione in termini di spesa è quello dei medici ambulatoriali, che ha registrato un incremento del 4,3%. Si tratta di una crescita importante in un settore che incide per circa il 22% sui costi complessivi. In parallelo, anche i medicamenti prescritti dal medico sono aumentati in modo più marcato rispetto ad altri comparti (+7,8%), mentre per le farmacie la crescita si è fermata al 3,5%. Complessivamente, i costi legati ai farmaci rappresentano circa il 17,5% della spesa totale, confermandosi tra le principali voci del sistema sanitario cantonale.
Un altro settore in forte espansione è quello delle cure a domicilio, cresciuto nel 2025 del 6,9% rispetto all’anno precedente. I costi sanitari generati da questo comparto, finito sotto la lente della politica cantonale, rappresentano il 4,3% del totale. Da un lato questo dato conferma il progressivo spostamento dell’assistenza verso il domicilio – coerente con le politiche di deospedalizzazione e con la necessità di gestire una popolazione sempre più anziana al di fuori delle strutture ospedaliere –, dall’altro mostra tuttavia come la moratoria sul rilascio di nuove autorizzazioni d’esercizio a carico della LAMal, introdotta nel dicembre 2024 dal Parlamento ticinese su proposta del DSS, non sia riuscita a contenere del tutto la crescita.
L’ospedaliero
Da ultimo, il settore ospedaliero. Sempre secondo i dati dell’UFSP, le prestazioni ospedaliere ambulatoriali sono diminuite leggermente dello 0,6%, dopo anni di forte espansione, mentre la degenza ospedaliera è calata dell’1,5%. Questo suggerisce una fase di stabilizzazione o di un possibile riassestamento del sistema ospedaliero, dopo una lunga fase di spostamento verso l’ambulatoriale. Nel complesso, l’ospedaliero – ambulatoriale e stazionario – incide per il 33,5% della spesa complessiva.
Iniziative sulle casse malati, è la settimana giusta
Dovrebbe essere questione di giorni. Anzi di ore. Oggi, sul mezzogiorno, il Governo incontrerà i promotori delle iniziative sulle casse malati accolte dal popolo il 28 settembre: prima i rappresentanti della Lega, poi quelli del PS. Un assaggio in vista della pubblicazione, mercoledì, del tanto atteso (e discusso) messaggio sulla coppia di iniziative da 400 milioni di franchi. Alcuni punti chiave del Governo sono già emersi. In particolare, l’Esecutivo ha indicato che l’implementazione sarà parziale, progressiva e soprattutto vincolata al reperimento delle coperture finanziarie: prima i soldi, poi l’applicazione. Un principio che ha già suscitato critiche incrociate. Da un lato la Lega chiede l’introduzione immediata della deducibilità integrale dei premi, indipendentemente dalla sostenibilità finanziaria dell’iniziativa del PS, più onerosa. Dall’altro, il PS fissa un tetto ai premi al 10% del salario, senza vincoli legati al finanziamento. Di fronte a queste pressioni, manifestate a più riprese, il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, ha recentemente ribadito le preoccupazioni del Governo. Citando l’articolo 34 della Costituzione cantonale, Gobbi ha ricordato che «prima di assumere un nuovo compito, il Cantone ne esamina la sopportabilità finanziaria e le modalità di finanziamento». Un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo e sul quale la Commissione della gestione ha già annunciato di voler fare piena chiarezza. Anche perché, come ha sottolineato ancora Gobbi, senza una pianificazione ordinata «si rischierebbe un disastro finanziario». L’appello alla responsabilità collettiva, tuttavia, non sembra aver fatto breccia nei partiti. Forti del mandato popolare, chiedono un’attuazione rapida, respingendo compromessi. Nel messaggio del Governo dovrebbero inoltre figurare misure di risparmio e nuove entrate destinate a finanziare le proposte.
