La Svizzera apre la House olimpica a Milano nel ricordo di Crans: «Un luogo di incontro e dialogo»

Milano stamattina si è svegliata sotto una pioggia battente, con il cielo basso e le strade lucide d’acqua. Non il contesto ideale per un evento che parla di montagne, neve e spirito alpino. Eppure, nel cortile del Centro Svizzero di via Palestro, l’apertura ufficiale della House of Switzerland Italia 2026 ha preso forma proprio così: senza effetti speciali, ma con un messaggio chiaro. La Svizzera c’è, ed è pronta a raccontarsi in vista dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.
«Dopo più di due anni di lavoro, con squadre impegnate tra Berna e Milano, essere finalmente qui è motivo di grande orgoglio», ha spiegato Alexandre Edelmann, capo di Presenza Svizzera, sottolineando però come da questo momento in poi «la House non appartiene più a noi, ma al pubblico». Un passaggio che riassume bene lo spirito del progetto: una casa aperta, accessibile, pensata per essere vissuta e per raccontare la Svizzera nelle sue diverse sfaccettature.
Non è mancato, nei discorsi istituzionali, il riferimento a un contesto ancora delicato. La ferita dei fatti di Crans-Montana è ancora aperta e ha inevitabilmente condizionato il contesto della casa elvetica a Milano. «Abbiamo adattato il programma e fermato un paio di eventi, uno dedicato proprio al Canton Vallese, per rispetto», ha ricordato Edelmann, chiarendo però che la programmazione resta ampia e strutturata: in calendario sono ben 78 eventi. La House of Switzerland nasce per celebrare le Olimpiadi e ciò che rappresentano: incontro, confronto, condivisione. «Era importante trovare un equilibrio», ha spiegato, «tra il rispetto dovuto a quanto è accaduto e la responsabilità di portare avanti un progetto pensato per un evento globale».
Un equilibrio che assume un valore ancora più significativo in una fase segnata da tensioni e polemiche mediatiche e politiche tra Italia e Svizzera dopo la tragedia di Capodanno. In questo senso, il progetto assume anche una valenza simbolica più ampia. Le Olimpiadi, è stato ribadito più volte, «restano uno dei pochi contesti capaci di mettere fianco a fianco nazioni, bandiere e tifoserie diverse, trasformando la competizione in un linguaggio comune». La House of Switzerland si inserisce proprio in questa dimensione: non uno spazio di contrapposizione, ma un luogo di dialogo, in cui sport e cultura diventano strumenti di relazione e, in senso lato, di pace.
La House of Switzerland Italia 2026 si articola su tre sedi – Milano, Cortina d’Ampezzo e Bormio – pensate come piattaforme complementari. «Non volevamo una vetrina chiusa o esclusiva», ha ribadito Edelmann. «Questa è una casa aperta a tutti, un luogo di dialogo tra Svizzera e Italia, tra città e montagna». A Milano, durante i Giochi, il Centro Svizzero si trasformerà grazie all’installazione «Flora Alpina» in uno spazio immersivo, con un giardino alpino urbano, mostre, eventi culturali e una proposta gastronomica reinterpretata in chiave contemporanea.
A entrare nel dettaglio della programmazione è stata Martina Gamboni, responsabile della comunicazione. «Rappresentiamo una Svizzera plurale e aperta», ha sottolineato. «Sport, cultura e innovazione sono le tre dimensioni che attraversano tutta la House». Lo sport come linguaggio universale, la cultura come strumento di narrazione del Paese, l’innovazione come motore per uno sviluppo sostenibile e condiviso. Un impianto che si declina in conferenze, mostre, concerti, momenti di dialogo e partecipazione.
In questo quadro, il ruolo del Ticino e della Svizzera italiana è centrale. «Il Ticino e la Svizzera italiana sono fortemente presenti, non solo simbolicamente», ha spiegato Gamboni. Dall’installazione sulle nuvole dell’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana, che dialoga con il giardino alpino del cortile, ai concerti in collaborazione con la RSI, fino alla conferenza con la SUPSI e agli appuntamenti dedicati ad artisti ticinesi , la House diventa un punto di contatto naturale con il pubblico italiano e con Milano. «Ma gli eventi da non perdere sono davvero tanti e racconteranno al meglio tutte le anime della Svizzera – racconta Gamboni -. Ogni giorno ci saranno sorprese, con il gran finale con l’Orchestra da Camera di Ginevra che regalerà emozioni incredibili».
Dopo la presentazione, il tono dell’incontro si è fatto più conviviale. È stato durante il pranzo che la tradizione alpina ha preso pienamente corpo: raclette, bratwurst, maccheroni dell’alpigiano, torta di noci grigionese. Come naturale estensione di questo momento di condivisione sono poi arrivati i corni delle Alpi e il canto jodel, recentemente riconosciuto patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Sabato, il progetto riceverà anche un suggello istituzionale con la visita del presidente della Confederazione Guy Parmelin, atteso a Milano per l’apertura dello Sport Tech Day alla House. «Essere presenti in un’Olimpiade così diffusa è una scelta precisa», ha osservato Edelmann, richiamando il tema della sostenibilità e dell’utilizzo di infrastrutture già esistenti.
«Olimpiadi bagnate, Olimpiadi fortunate», conclude sorridento il capo di Presenza Svizzera, mentre Milano resta sotto la pioggia e la House of Switzerland comincia ufficialmente il suo percorso verso i Giochi Invernali.
