La ticinese Sandy Balestra alle Iene: «I porno? Il mio corpo era lì, la mia mente no»

Ospite del programma televisivo Le Iene, su Mediaset, l'ex attrice pornografica ticinese Sandy Balestra è stata protagonista di un monologo molto sentito. Classe 1975, di Lugano, Balestra era balzata agli onori della cronaca nelgi anni Novanta per aver preso parte a sei film porno, con protagonista fra gli altri Rocco Siffredi, mentre nel 1995 era stata cooptata da Giuliano Bignasca della Lega per le elezioni cantonali. L'obiettivo? Provocare l'establishment politico. Un obiettivo centrato, considerando che Balestra venne eletta.
Dicevamo del monologo. «Mi chiamo Sandy Balestra e probabilmente mi conoscete per una scena hard famosissima, una scena di sesso anale in cui si vede che mi viene ficcata a forza la testa dentro un gabinetto mentre viene tirato lo sciacquone» ha esordito l'ex attrice. Balestra, in seguito, è entrata nei dettagli: «Quel giorno mi sono sentita soffocare, ma quella scena ha dato via a un genere. E c'è chi ci ha costruito sopra una fortuna. Avevo appena compiuto 18 anni e non capivo davvero cosa mi stesse accadendo. Avevo girato il primo film solo qualche mese prima, quando per finire in pasto a trenta uomini avevo avuto bisogno di ubriacarmi, di bere fino a sfinirmi. Per la prima volta in vita mia, il mio corpo era lì, la mia mente no».
E ancora: «Ero come una marionetta. Non mi è neppure stato suggerito di usare un nome d'arte, come fanno tutte le attrici. Il mio vero nome è Sandy Balestra, ed è stato distrutto insieme alla mia adolescenza. Il porno può sembrare un divertimento, un lavoro da facili guadagni, ma anche l'inizio di un incubo. Se proprio decidete di farlo, fatelo solo con persone che pensino anche a voi, che non vi usino. Io non ho mai avuto il coraggio di riguardare quelle scene, ma provate voi a ricordarvele. Cosa vedete? Una donna che gode o una ragazzina che soffre? La gioia o il dolore? E cosa provate? Eccitazione oppure vergogna? Finalmente mi sono tolta un peso e volevo che il mondo intero sapesse la verità. Eccomi qua. Grazie».
