Lugano

La truffa alla Raiffeisen continua a stupire: assolto il rapper Swagg Man

Il cantante, sui cui conti sono confluiti diversi milioni sottratti nel 2018 da un collaboratore all’istituto di credito, è stato prosciolto in Tunisia dall’accusa di riciclaggio - Ha potuto lasciare il paese dopo due anni
© CdT/ Chiara Zocchetti
Federico Storni
21.02.2022 06:00

Il rapper franco-tunisino Swagg Man è stato assolto dall’accusa di riciclaggio di denaro e di recente ha potuto lasciare il Paese nordafricano dopo oltre due anni di carcere. Il denaro che avrebbe riciclato? Sei milioni di franchi di proprietà della banca Raiffeisen di Lugano, consegnatigli da un ticinese. Soldi che però, sebbene Swagg Man si professi innocente, sono tuttora bloccati sui conti della Banca nazionale tunisina. Continua dunque a riservare colpi di scena la maxi truffa inscenata ai danni della banca nel dicembre del 2018, tanto più se si considera che prima di essere assolto Swagg Man era stato condannato a cinque anni di carcere per riciclaggio.

Il logo di Louis Vuitton in faccia
Ma inquadriamo la vicenda. A compiere la truffa era stato un collaboratore della banca - un 34.enne del Mendrisiotto - nel frattempo condannato a cinque anni e mezzo di carcere e reo confesso. Collaboratore che, poco prima di Natale del 2018, aveva fatto sparire dai conti di clienti della banca circa 15 milioni di franchi e si era successivamente involato verso il Sudamerica. La sua fuga era tuttavia durata solo qualche giorno, poi il carcere. Il motivo? Buona parte dei soldi gli erano stati bloccati e i suoi complici non si erano fatti vivi.

Ed è qui che entra in scena Swagg Man, al secolo Iteb Zaibet. Il ticinese, per provare a ripulire il denaro, aveva infatti fatto confluire i soldi sui conti di una persona da lui conosciuta sul dark web, che doveva poi ritornarglieli sotto forma di criptovaluta. Quel qualcuno era il rapper franco tunisino, divenuto celebre in patria attorno al 2010 per le sue canzoni e per il suo stile di vita sopra le righe, che lo aveva portato tra l’altro a tatuarsi in faccia il logo di Louis Vuitton. Sia come sia, i soldi sono effettivamente confluiti sui conti di società riferibili a Swagg Man in America (soldi appunto poi bloccati e ben presto restituiti alla banca ) e sui suoi conti tunisini: sei milioni di franchi da allora bloccati nel paese nordafricano.

Una rogatoria complicata
Il Ministero pubblico ticinese (per via rogatoriale) e la banca Raiffeisen da allora stanno cercando di rientrare in possesso del denaro. Senza però, almeno fino alla scorsa estate, ricevere informazioni ufficiali dalla autorità tunisine. Informazioni che sono però giunte a mezzo stampa, con la notizia prima dell’incarcerazione di Swagg Man, poi della sua condanna e ora della sua assoluzione. I dettagli al riguardo di quest’ultima notizia sono peraltro ancora piuttosto fumosi. Certo è che il cantante ha potuto lasciare la Tunisia tre giorni fa e che i suoi avvocati hanno riferito della sua assoluzione. Da fonti di stampa sarebbe stato prosciolto perché il fatto non sussiste, in quanto non vi sarebbero state prove sufficienti del riciclaggio. E non avrebbe neppure truffato: sarebbe infatti stato assolto anche dalle accuse di aver sottratto denaro con l’inganno a diversi suoi fan. Accuse che gli erano state mosse anche in Francia ma che - venerdì - sarebbero cadute per mancanza di prove. Lo ha affermato il rapper stesso posando davanti al Tribunale di Nanterre (vicino a Parigi) con il suo avvocato. In nessuno di questi casi siamo riusciti a trovare smentite da parte delle autorità giudiziarie.

«Restiamo fiduciosi»
Swagg Man non ha però lasciato la Tunisia con i soldi della banca Raiffeisen. Come ci ha riferito il presidente del CdA Angelo Jelmini, il denaro è ancora bloccato su un conto della Banca nazionale tunisina: «Benchè richiedano pazienza, confidiamo sull’esito positivo delle procedure in corso per recuperare la somma residua, forti anche del fatto che il nostro collaboratore è già stato condannato per questa vicenda».