La valigia è zeppa di cocaina ma nessuno sa quanto pesa

Una valigia zeppa di cocaina scovata su un treno a Mendrisio è costata due condanne a 4 anni e 8 mesi e rispettivamente a 4 anni di carcere (più 10 anni di espulsione dalla Svizzera). A doverle scontare sono due cittadini domenicani, una donna di 50 anni e un uomo di 57 ritenuti colpevoli di infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti e infrazione alla legge federale sugli stranieri dalla Corte delle assise criminali presieduta da Monica Sartori-Lombardi.
Sentenze stabilite però non prima di un lungo dibattito, tante versioni della storia e numerosi interrogatori: «Ci vuole tanta pazienza», ha detto non a caso il procuratore pubblico Zaccaria Akbas riferendosi alle dichiarazioni contrastanti fatte dagli imputati, in inchiesta come in aula penale. «Ottenere l’ammissione del 57.enne è stato faticoso», ha aggiunto. Un’ammissione che è stata inoltre parziale, perché l’uomo, dopo mesi di carcere, ha confessato di sapere che nella valigia ci fosse cocaina, ma non la quantità.
Non è stato più facile interfacciarsi con la 50.enne, la quale ha sempre detto di pensare che in quel trolley i chili di cocaina non fossero 3 (come rivenuto dalle Guardie di confine durante un controllo su un treno a Mendrisio il 30 gennaio 2025), bensì uno solo. Esattamente come una settimana prima quando per lo stesso compenso la donna aveva trasportato 1 chilo di polvere bianca dalla Francia all’Italia (nel dicembre 2024 a Genova aveva invece detenuto 700 grammi di cocaina). A parità di compenso, stesso carico, ha sostenuto l’imputata, la quale ha coinvolto il 57.enne amico di lunga data nel viaggio tra l’Italia e la Svizzera. «Avevo paura e gli ho chiesto di accompagnarmi».
Cosa sapeva chi sapeva?
Inutile dire che il quantitativo di sostanza trasportata in treno dal Genova a Buchs (questa era la destinazione) è stato al centro del dibattimento di oggi. Chi sapeva? E chi sapeva, cosa sapeva? «La donna sapeva che trasportava 3 chili e lui fidandosi dell’amica ha accettato il rischio che nella valigia ce ne fossero anche di più», ha detto Akbas parlando di un agire da correi, «sono entrambi corrieri, anche se lei di tutt’altro calibro, un corriere qualificato». Di 5 anni la pena proposta per la 50.enne, di 3 anni e 10 mesi quella caldeggiata per il 57.enne. Più 10 anni di espulsione dalla Svizzera, per entrambi.
Un chilo o tre?
Le difese si sono invece battute per condanne più lievi: «Niente ci permette di dire che le cose non siano andate come dice la mia assistita», ha affermato la patrocinatrice della 50.enne Alessia Minotti prima di chiedere una condanna a 36 mesi (e un periodo espulsione anche superiore ai 5 anni). «Lui è un semplice complice, non aveva un ruolo direttivo, il viaggio era unicamente nelle mani della donna», ha invece sostenuto l’avvocata del 57.enne Felicita Soldati, prima di chiedere 24 mesi sospesi e la scarcerazione immediata dell’uomo in caso di dolo eventuale per il quantitativo di cocaina, o 36 mesi (14 da espiare) in caso di condanna per l’intero quantitativo.
Alle tesi difensive non ha però creduto la Corte, che si è allineata con le argomentazioni della pubblica accusa. «La differenza tra 1 chilo e 3 chili è facilmente percepibile, inoltre è difficile credere che in una valigia ampia ci sia poco stupefacente», ha sentenziato Sartori-Lombardi riferendosi alla donna. «L’uomo invece non era un semplice accompagnatore, era anche custode dello stupefacente se qualcosa fosse andato storto e la 50.enne fosse stata fermata», ha aggiunto confermando il comportamento da correo del 57.enne. E sul quantitativo: «Si è assunto il rischio di trasportare un quantitativo di cocaina anche elevato».
