La violenza domestica allarma, ma c'è un piano per prevenirla

«La violenza domestica e il disagio familiare sono realtà che non si possono ignorare, nemmeno nel Mendrisiotto». La premessa è chiara ed è stata pronunciata dal capodicastero Sicurezza e prossimità di Mendrisio Samuel Maffi. Lo dimostrano le cifre con, a livello nazionale, oltre 22.000 casi di violenza domestica registrati nel ‘25 (oltre 60 al giorno) a cui si affiancano 27.000 bambini esposti ogni giorno alla violenza domestica nella coppia genitoriale. A livello cantonale invece tra il 2017 e il 2025, sono stati registrati, in media, 1.000 interventi di polizia all’anno per liti in ambito domestico.
Ma «la sicurezza non si costruisce solo intervenendo nelle emergenze, è anche prevenzione», così sempre Maffi. Tradotto: occorre prevenire per evitare che si crei l’emergenza. È in questo ambito che si inserisce il progetto presentato a Mendrisio. Si chiama VIDO+ ed è un’iniziativa di carattere regionale. È infatti stata abbracciata da Mendrisio, Stabio e tutti i Comuni nel raggio d’azione della Regione II di Polizia comunale: Arogno, Bissone, Brusino Arsizio, Castel San Pietro, Coldrerio, Riva San Vitale e Val Mara.
L’80% dei casi
Il progetto VIDO+ consente di unire risorse, competenze e peculiarità di vari attori del territorio, che formano così una rete per prevenire le situazioni conflittuali tra le mura di casa prima che degenerino. Sì perché «nel 20% dei casi in cui interviene la polizia si riscontrano reati penali, che poi vengono perseguiti d’ufficio – ha spiegato il comandante della Polizia Città di Mendrisio Patrick Roth –, il restante 80% riguarda situazioni di tensione che potrebbero degenerare in episodi gravi, se ignorate. VIDO+ si concentra su questo 80% e rappresenta quindi un ulteriore passo nella gestione della violenza domestica, permettendo di intercettare le situazioni a rischio».
La parola d’ordine è quindi prevenzione. Una prevenzione che vuole individuare anche i casi meno gravi o latenti di violenza domestica. «Quando si sente parlare di violenza domestica si pensa subito ai casi più gravi, ma la realtà è che prima ci sono tante situazioni che nessuno vede – ha sottolineato il capodicastero Socialità e pari opportunità Daniele Caverzasio –: famiglie che attraversano difficoltà, coppie che non comunicano, tensioni che crescono e persone che non sanno a chi rivolgersi».
Tre fasi, altrettante azioni
Il progetto VIDO+ si declina in tre fasi, che corrispondono ad altrettante azioni. La prima è di competenza della polizia: nell’ambito dell’intervento, in caso di segnalazione di disagi familiari, gli agenti applicano uno strumento specifico per valutare i fattori di rischio e forniscono informazioni sui servizi di supporto disponibili. Questo viene fatto quando non vengono rilevati potenziali reati penali, che vengono perseguiti d’ufficio. La seconda fase è di ascolto e supporto: nei giorni successivi l’intervento, il Centro competenza violenza della Polizia cantonale analizza i fattori di rischio e trasmette ai team VIDO+ delle Polizie Comunali di Mendrisio e Stabio le indicazioni per contattare le persone coinvolte offrendo consulenza, assistenza e aiuto concreto. Si predispone quindi un follow up personalizzato. La terza fase e azione è la consulenza specialistica, a complemento del follow up: le famiglie hanno accesso a un massimo di tre incontri gratuiti con professionisti specializzati, finanziati dai Comuni, con lo scopo di affrontare e risolvere i conflitti in modo costruttivo.
A coordinare il progetto (già implementato in passato a Lugano e Locarno) è il Centro competenza violenza della Polizia cantonale, che si occupa anche di formare gli agenti all’utilizzo dello strumento per valutare i rischi (che si chiama piramide di valutazione). Il Centro intende promuovere VIDO+ su tutto il territorio cantonale: «L’entusiasmo che esprimete oggi per l’implementazione di questo progetto qui ci rende particolarmente felici. L’adesione di un’intera regione rappresenta un grande passo avanti», ha sottolineato Marina Lang, psicologa del Centro competenza violenza. Lang ha anche evidenziato come il progetto abbia già dimostrato la sua efficacia altrove. «Circa il 50% delle persone che vengono coinvolte accolgono la possibilità delle consulenze, è un dato che ci motiva molto».
Della rete che rende possibile VIDO+ fa parte anche il Consultorio Coppia Famiglia, che si occupa del supporto familiare, quindi del percorso finanziato dai Comuni. Favorisce l’ascolto reciproco e la comprensione delle dinamiche relazionali. Il tema è molto delicato e un approccio adeguato è imprescindibile, è stato sottolineato, perché «c’è anche il rischio della vittimizzazione secondaria, occorre quindi mettere le persone nella condizione di chiedere aiuto e farsi aiutare», ha sottolineato la direttrice della Divisione socialità e pari opportunità di Mendrisio Tiziana Madella.
