La voce di Trump entra nel disco dei Vad Vuc, ma l’album esce dalle piattaforme

«Un’intera civiltà morirà stanotte, e non sarà più possibile portarla indietro. Non voglio che questo succeda, ma probabilmente succederà. Lo sapremo stanotte, che sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complicata storia del mondo. Dio benedica il popolo dell’Iran!».
Parole forti, o meglio, una gravissima minaccia pronunciata – vi ricorderete – direttamente dal presidente USA Donald Trump lo scorso 1° aprile, fieramente postata anche sul suo account Truth.
Una frase d’impatto, che i The Vad Vuc hanno voluto inserire – anche se in modo ridotto – all’interno di una loro canzone dell’ultimo disco «Il Fondo del Barile». Ma questa decisione non sembra essere andata giù oltreoceano, dove parlare male degli Stati Uniti o del loro presidente potrebbe comportare diverse spiacevoli conseguenze. Per citarne alcune non così pesanti a livello penale vi è ad esempio il divieto di entrata nel Paese o, come in questo caso, la censura.
Spariti dalla rete
La band ticinese ha reso noto sul suo profilo Instagram che il loro ultimo album è infatti sparito da ogni store e piattaforma digitale proprio a causa di quella frase, ridotta come detto a pochi secondi, pronunciata dal tycoon e volutamente inserita all’interno di una canzone. «Kavaka... l'abbiamo combinata grossa... Sembra una trovata di marketing, ma vi possiamo garantire che purtroppo non lo è... Negli scorsi giorni ci è stato segnalato che il nostro ultimo disco, "Il Fondo del Barile", è completamente sparito da tutte le piattaforme e stores digitali».
«Abbiamo indagato e abbiamo scoperto che il nostro distributore americano non ha gradito l'inserimento (di pochi secondi) della voce di Mr. President Donald Trump che dichiarava in modo sobrio che avrebbe «spazzato via un'intera civiltà». Affaire a suivre... cercheremo di ripristinare l'album il prima possibile. Sorry raga. Portate pazienza», si legge nella didascalia del post. L’album, per ora, è quindi disponibile solo in formato fisico con inediti in aggiunta «sempre che queste copie non vengano sequestrate prima».
Alla band di Coldrerio non manca, inoltre, un certo senso dell’umorismo. I The Vad Vuc propongono quindi una soluzione amichevole con il distributore digitale che comprenderebbe «un cambio di nome al Laghetto del Ghitello, in Little Lake America» oppure «un cambio di nome anche al Ponte di Castello, in Golden Gate Bridge of Muggio Valley». Se questa proposta non dovesse andare bene c’è anche un piano B: «Se ci fossero procedimenti nei nostri confronti i Vad Vuc cesseranno di esistere, dandosi alla macchia nei boschi ticinesi. Speriamo solo non ci blindi l'FBI...».
