L'acqua del Mendrisotto è alle soglie della rivoluzione

Castel San Pietro è solo l’ultimo dei Comuni del Mendrisiotto che, ieri, ha emanato nuove restrizioni all’uso di acqua potabile a causa della siccità. Un problema che, a parità di condizioni, non sarà più tale l’anno prossimo. A inizio 2027 entrerà infatti in funzione l’acquedotto con captazione dal lago in costruzione a Riva San Vitale, che permetterà al Mendrisiotto di godere di una nuova fonte di approvvigionamento idrico e di un sistema ridondante. Il tutto unito alla messa in rete degli acquedotti, nelle sue parti essenziali già completata, che permetterà di distribuire l’acqua dove ce ne sarà più bisogno. Insomma, si è alla soglia di una grande rivoluzione, attesa da cinquant’anni. Ne abbiamo parlato con il presidente del Consorzio acquedotto regionale Mendrisiotto (ARM) Marco Romano.
«Una gestione più solidale»
«L’obiettivo - dice Romano - è che dall’anno prossimo l’acqua del Mendrisiotto sia di tutto il Mendrisiotto. Che finisca, cioè, quell’assurdità odierna per cui in virtù di un confine, a pochi metri di distanza ci siano da un lato restrizioni e dall’altra no. Si passerà a una gestione più solidale dell’acqua, cosa che comporterà anche una comunicazione più coordinata alla cittadinanza». L’acqua del lago promette di soddisfare, nel caso di necessità, sino al 60% del fabbisogno della regione: «Ciò non significa che il problema siccità sia risolto, ma avremo un importante strumento in più per gestirlo. L’acqua del lago tornerà utile poi anche in caso di incidenti alle fonti attuali, inquinamenti e altre criticità». Renderà, in altre parole, il sistema ridondante e quindi più sicuro.
La prima assunzione
Il Consorzio ARM è la piattaforma con cui i Comuni del Distretto hanno operato la messa in rete degli acquedotti, un progetto pluridecennale che ora sta finalmente per dare i suoi frutti. Una volta in funzione l’impianto di Riva, sarà il Consorzio a gestirlo e a dare mandati di prestazione alle tre aziende del Mendrisiotto - ovvero alle Aziende Industriali di Mendrisio (AIM), a quelle municipalizzate di Stabio (AMS) e all’Azienda Acqua, gas ed elettricità di Chiasso (AGE) - per le attività su reti e impianti. «Ciò permetterà lo sviluppo professionale di chi già lavora in queste aziende: non più solo reti comunali, ma anche una rete distrettuale». A questo proposito negli scorsi mesi le AIM hanno pubblicato il concorso per assumere un operatore in automazione, ovvero colei o colui che gestirà la nuova stazione di Riva San Vitale: «L’incarico partirà già quest’autunno, così potrà assistere ai lavori di montaggio dell’impianto di potabilizzazione di cui poi si dovrà occupare - spiega Romano. - L’assunzione è in seno alle AIM per una questione di prossimità territoriale».
Bene il primo, piccolo, test
A proposito dell’impianto di potabilizzazione, questo rappresenta la prossima sfida nei lavori per il completamento dell’acquedotto. Richiederà infatti alcuni mesi di test e calibrazioni prima di essere operativo. Ma vi è la certezza che funzionerà: «Lo abbiamo già testato per un anno in scala ridotta in un cassone all’esterno della nuova struttura: arriviamo pronti».
Costi e tempi rispettati
Le prospettive idriche del Mendrisiotto sono dunque rosee. La proverbiale ciliegina sulla torta è il fatto che il cantiere è andato come previsto. Non ci sono stati ritardi e non ci sono stati a oggi superamenti di costo, fatto non scontato per progetti complessi e comunque onerosi (l’investimento in questo caso è di circa 25 milioni, di cui 5 sussidiati dal Cantone).


