L'analisi

L'acqua potabile in Ticino resta ottima, ma non mancano le sfide

Anche per il 2025, i risultati del Laboratorio cantonale confermano l’eccellente qualità dell’acqua potabile distribuita nel nostro Cantone, anche se resta la necessità di mantenere alta l'attenzione
Red. Online
05.06.2026 10:45

In Ticino, l'acqua potabile rimane di ottima qualità. Ma come emerge dalle analisi del Laboratorio cantonale, che anche nel 2025 ha eseguito numerose attività volte a sorvegliare la qualità dell’acqua potabile nel nostro Cantone, i risultati confermano anche la necessità di mantenere alta l'attenzione. 

Come ricorda il Laboratorio cantonale in una nota in cui vengono presentati i risultati, l’acqua potabile può essere considerata la principale derrata alimentare in quanto, oltre al suo consumo diretto, viene impiegata in innumerevoli preparazioni alimentari. Da qui l’importanza di disporre di un'acqua potabile qualitativamente ineccepibile sotto tutti gli aspetti, microbiologici, chimici e fisici.

Qualità microbiologica dell’acqua potabile prelevata all’utenza

I prelievi per le analisi microbiologiche sono effettuati sulla base di un piano di campionamento, nel quale sono identificati i punti di prelievo rappresentativi dell’acqua, o delle diverse acque, servite in ogni comune del Canton Ticino. Nel 2025 sono stati prelevati in totale 714 campioni, di cui 13 (1.8%) risultati non conformi a causa del superamento del valore massimo di E. coli e/o Enterococchi. Nessun campione ha portato ad una dichiarazione di non potabilità. I casi di non conformità riscontrati si assestano su valori molto bassi e hanno coinvolto soprattutto acquedotti di piccole frazioni.

Radon nell'acqua in rete

Il radon è un gas nobile radioattivo di origine naturale. Esso si genera dal decadimento dell’uranio presente nel terreno e può infiltrarsi negli edifici dal sottosuolo. Inoltre, il radon presente nel terreno o nel sottosuolo può disciogliersi nell’acqua, e risultare dunque presente nelle acque di sorgente o di falda utilizzate per la produzione di acqua potabile. Il radon nell’acqua risulta pericoloso in particolare quando viene rilasciato nell’aria e inalato (es: docce, lavastoviglie). Per ridurre la concentrazione di radon nell’acqua le aziende dell’acqua potabile possono ricorrere in particolare alla degassificazione, immettendo aria nell’acqua o provocando un gorgogliamento con mezzi meccanici.

Nel corso dei mesi di febbraio e marzo 2025 è stato verificato il tenore di radon nell’acqua in rete proveniente da zone del Cantone considerate a rischio. 6 campioni su 26 (23%) sono risultati non conformi per il superamento del valore di riferimento previsto dalla OPPD di 100 Bq/L (valore massimo misurato: 205 Bq/L). È importante specificare che i valori di riferimento sono stabiliti per il controllo della «buona prassi di fabbricazione». L’acqua potabile è considerata di buona qualità se questi valori non vengono superati durante il trattamento e la distribuzione. Tuttavia, il superamento di tali valori non implica automaticamente un pericolo per il consumatore. Un’azione correttiva per criteri di protezione dalle radiazioni si rende necessaria di norma per concentrazioni superiori a 1’000 Bq/l. Nessuno dei campioni non conformi è stato dunque giudicato pericoloso per la salute delle consumatrici e dei consumatori. I valori non conformi sono stati contestati alle aziende, richiedendo al contempo delle azioni correttive adeguate.

Sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in acqua di falda

Le falde (acquifere) più importanti quale fonte di acqua potabile si trovano nelle pianure e nel fondovalle, dove sono anche concentrati i principali agglomerati urbani, le industrie e le vie di comunicazione. Qui la densità delle attività umane è elevata e numerose sono le fonti di potenziale contaminazione dell’acqua sotterranea. Il monitoraggio dell’acqua di falda viene eseguito annualmente per identificare precocemente variazioni della qualità. Tra i diversi contaminanti ricercati, vi sono numerosi composti appartenenti al gruppo delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Queste sono un gruppo di sostanze difficilmente degradabili che l’industria produce e impiega da decenni.

In totale 22 campioni su 63, pari al 35% delle captazioni d’acqua sotterranea investigate, hanno esibito tracce di PFAS, di cui PFOS (19%), PFOA (16%), PFHxS (11%), attualmente i soli regolati dalle normative. Con un’unica eccezione, i valori misurati (quasi sempre in tracce) sono risultati di molto inferiori agli attuali limiti di legge. Infatti nell’acqua greggia di un’unica falda sono stati misurati dei tenori di PFOS, il cui uso è oggi vietato per ridurre al minimo i potenziali rischi per salute e ambiente, superiori a 300 ng/L. Si tratta di un caso già conosciuto, e grazie ad un impianto di trattamento a carboni attivi, l’acqua distribuita in rete soddisfa pienamente i requisiti di potabilità. Degli altri PFAS ricercati si segnala in particolare il PFBA, rilevato nel 21% dei campioni e la cui concentrazione in un caso è risultata maggiore di 100 ng/L, causando dunque il superamento del valore massimo di 100 ng/L della direttiva UE 2020/2184 per la «somma di 20 PFAS», il quale sarà verosimilmente ripreso dalla Svizzera a partire dal 2027. Anche questo si tratta di un caso già noto e l’ azienda acqua potabile ha adottato le misure necessarie per assicurare la conformità dell’acqua anche in futuro.

Tossine di cianobatteri

Come gli anni precedenti, le uniche microcistine rilevate sono state quelle prodotte dal cianobatterio Planktothrix rubescens: le microcistine D-Asp3-MC-RR e D-Asp3-E-Dhb7-MC-RR. Questo cianobatterio in genere mostra un picco autunnale che talvolta può perdurare fino alla primavera. Le microcistine possono raggiungere le captazioni in profondità in particolare quando ha luogo la circolazione invernale del lago. Il valore più elevato di microcistine è stato riscontrato in un campione di acqua greggia proveniente da una captazione del bacino nord prelevato nel mese di gennaio 2025 (D-Asp3-MC-RR = 0.17 μg/L, D-Asp3-E-Dhb7-MC-RR = 0.49 μg/L). I livelli osservati non sono considerati critici in quanto inferiori al valore raccomandato di 1 μg/L dell’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilito per l’acqua potabile. Queste tossine sono inoltre risultate assenti o comunque presenti a livello di tracce (<0.05 μg/L) nei campioni di acqua potabile dopo i trattamenti. Questi risultati indicano dunque che, allo stato attuale il rischio rappresentato dai cianobatteri per l’acqua potabile ottenuta dalle captazioni del lago è da considerarsi basso.

Si conferma un'ottima qualità

Grazie ad una continua evoluzione delle tecniche analitiche, le sostanze che possono essere ricercate nelle nostre acque sono in continuo aumento. Quest’aspetto, legato all’evoluzione delle conoscenze tossicologiche, rende i requisiti per l’acqua potabile sempre più alti. In questo modo, la qualità delle nostre acque è in continuo aumento, ma nel contempo questo aspetto rappresenta una grossa sfida per le aziende di approvvigionamento idrico che devono adattare i propri trattamenti di conseguenza.

Anche per il 2025 i risultati confermano l’ottima qualità dell’acqua potabile distribuita nel nostro Cantone. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un’intensa attività di controllo, unita all’impegno delle Aziende acque potabili e dei Comuni nell’implementazione del proprio controllo autonomo e nell’attuare le misure di miglioria. I risultati mostrano però anche la fragilità del nostro comparto idrico (in particolare nel sottosuolo) rispetto all’attività umana e confermano l’importanza di tutelare questo bene preziosissimo.