Castel San Pietro

L’ampliamento della raffineria è una promessa al territorio

Inaugurato il nuovo edificio amministrativo della MKS PAMP, firmato da Mario Botta – È frutto della scelta di investire a Gorla, luogo che l’azienda considera «casa» e di volersi impegnare nella convivenza con i propri vicini
Lidia Travaini
10.06.2026 06:00

Sulla carta era un’inaugurazione. Nella pratica si è però subito dimostrata come qualcosa di più. Non un semplice ampliamento, ma il rinnovo di un impegno preso con il territorio e la popolazione: con il Mendrisiotto, con Castel San Pietro e in particolare con la frazione di Gorla. Perché la MKS PAMP è consapevole di condividere un comparto con un’area residenziale e che la convivenza non è sempre stata semplice.

Ieri mattina l’azienda leader mondiale nella lavorazione dei metalli preziosi ha inaugurato il suo nuovo stabile amministrativo, progettato dall’architetto Mario Botta. Uno stabile che ha trovato posto di fronte alla sede già esistente. Alla cerimonia di taglio del nastro e alla presentazione degli spazi hanno partecipato numerosi ospiti e autorità perché i vertici dell’azienda hanno visto nel momento un’occasione per sugellare un impegno, un patto di fiducia. «Il taglio del nastro è un gesto semplice ma carico di significato – ha detto il direttore di MKS PAMP Ticino Phaedon Stamatopoulos –. Noi lavoriamo ogni giorno con i metalli preziosi, ma la cosa più preziosa sono il territorio che ci ospita e la fiducia costruita negli anni. L’edificio è frutto di questa fiducia». A fargli eco Marwan Shakarchi, ex CEO e ora membro del comitato esecutivo: «Costruire qui è stata una scelta, abbiamo scelto chi vogliamo essere e dove vogliamo andare. Questo è il posto che chiamiamo casa. Sappiamo che essere i vostri vicini non è sempre stato facile. Non diamo la cosa per scontata, il dialogo è fondamentale».

L’azienda si trova nella zona industriale a ridosso dell’abitato di Gorla e di altri quartieri residenziali. Negli anni la convivenza non è sempre stata semplice, con polemiche legate ad esempio a degli odori non gradevoli che si sprigionano talvolta dallo stabilimento. «La copresenza con la zona residenziale – parole della sindaca Alessia Ponti – ha richiesto attenzione, è stato anche creato un gruppo di dialogo che ha dimostrato che il confronto è la strada migliore». «Questo è un momento importante che dimostra quanto l’azienda creda nel territorio, in modo rispettoso», ha invece sottolineato il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Espandersi a Castel San Pietro (l’azienda dispone anche di altre sedi, ndr) è quindi frutto di una scelta. Come è una scelta quella dell’inserimento armonioso e rispettoso nel territorio: «Come architetto volevamo qualcuno che conoscesse la regione, Botta è un figlio di questa terra», ha aggiunto Shakarchi. «Abbiamo cercato di utilizzare materiali, colori e immagini conosciute, perché le persone che vivono qui dovranno riconoscere l’edificio come parte del loro territorio. Il nodo era il rapporto tra il tessuto edilizio residenziale e la necessità di spazi amministrativi, e credo di averlo risolto. In Ticino questa convivenza è possibile» ha spiegato Mario Botta. «Questo è un edificio costruito con cura, di qualità, come sono di qualità le persone che vengono qui ogni giorno e il loro lavoro. Continueremo a investire qui» ha aggiunto il CEO James Emmett. Sì perché all’orizzonte c’è un ulteriore ampliamento, tramite un ulteriore edificio produttivo progettato anch’esso da Mario Botta. Le modine sono già visibili di fianco alla sede principale. La domanda di costruzione è in arrivo.