L’annus horribilis delle aggregazioni

Due no nello spazio di altrettanti mesi. Dieci anni fa la popolazione di buona parte del comprensorio locarnese diede un segnale chiaro a proposito delle aggregazioni comunali. Il 25 settembre ed il 20 novembre 2011 vennero affossati i progetti, rispettivamente, della Sponda sinistra (chi non si ricorda lo slogan «Grandinsieme»?) e di quella destra della Maggia.
Il primo fu bocciato da 5 Comuni su 7: Locarno (con l’86,4%) e Mergoscia (95,3%) dissero sì nettamente, mentre Brione sopra Minusio (sul filo di lana), Minusio, Muralto, Orselina e Tenero-Contra respinsero le nozze. Complessivamente i sì furono pari al 59,63%, ma il pollice verso della maggioranza degli attori coinvolti fu determinante per far naufragare l’unione. Al Gran Consiglio, nel 2013, non rimase che accantonare l’ennesimo tentativo andato a vuoto di un matrimonio nel distretto.
L’altra delusione
L’anno regalò un’altra cocente delusione. Il 20 novembre venne respinta anche la fusione della Sponda destra, fra Ascona, Brissago, Ronco sopra Ascona e Losone. Solo la popolazione di quest’ultimo Comune disse sì nella misura del 77%. Il Parlamento, due anni più tardi, archiviò pure questa iniziativa aggregativa. Il dibattito si smorzò per quasi un lustro per riaccendersi nell’ottobre 2016. Il Dipartimento delle istituzioni svelò il documento «Nuove ipotesi di scenari per l’area urbana del Locarnese» che propone(va) di creare quattro comparti: Lago, Città, Piano e Terre di Pedemonte (effettivamente nato nel 2013).
Ai piedi della scala
Locarno propose di andare oltre, mettendo sul tavolo l’ipotesi di una fusione fra la stessa Città e Losone, Muralto, Orselina, Minusio, Brione s/Minusio, Mergoscia e Tenero-Contra. E questo per non perdere i territori sul Piano di Magadino: il quartiere residenziale delle Gerre di Sotto e, soprattutto, le due zone industriali. Lo scetticismo degli importanti «vicini» (Minusio e Muralto) non ha fatto decollare neanche questa idea. Si è sempre ai piedi della scala, insomma.
Il sindaco della Città Alain Scherrer negli ultimi anni ha più volte auspicato che si faccia leva sulle idee e sulle competenze piuttosto che sulla contiguità territoriale, mentre dal canto suo il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha invitato i Comuni ad essere propositivi. La speranza è che si possa muovere qualcosa in tempi brevi. Ricordiamo, infatti, che la prima proposta di unire i Comuni del centro urbano risale addirittura al 1906. Decisamente troppo per una regione importante, a livello turistico ma non solo, per l’intero Cantone.

