L’ATA chiede una visione più lungimirante per il Piano di quartiere del Comparto Ferriere

L’ATA (Associazione traffico e ambiente) e alcuni cittadini domiciliati a Bellinzona hanno inoltrato ricorso contro la Variante di Piano regolatore, contestando in particolare il numero troppo elevato di parcheggi e invitando le autorità cittadine a osare di più e proporre finalmente anche in Ticino un quartiere con un numero limitato di parcheggi, come già hanno fatto molti Comuni svizzeri. «Non capita spesso di poter ridisegnare un intero comparto (in questo caso quasi 50'000 mq) e quando capita bisogna prendere l’occasione per adottare una pianificazione rivolta al futuro e non frutto del passato», si legge nel comunicato. L’ATA è infatti convinta che questa sia «l’occasione per proporre anche in Ticino un quartiere con pochi parcheggi; quello che, per semplificare, viene detto «Quartiere senz’auto»».
Fabbisogno di posteggi
Il fabbisogno di posteggi previsto nel Comparto Ferriere sfiora le 700 unità «ed è chiaramente sovradimensionato se si considera la posizione strategica del quartiere, situato in prossimità della stazione ferroviaria e di alcune fermate dei bus e con la presenza nelle immediate vicinanze di molti servizi (negozi, scuole, asilo, ecc.)».
Presenza delle automobili
L’ATA fa notare come questa pianificazione metta ancora l’accento sulla presenza delle automobili, «vanificando così i notevoli miglioramenti attuati negli ultimi anni per potenziare i mezzi pubblici nella regione e volti appunto a ridurre i trasporti individuali motorizzati e ad aumentare l’utenza di quelli pubblici». Già in passato, l’ATA aveva sottolineato l’importanza di quartieri con poche o senz’auto (v. Quartiere Officine, sempre a Bellinzona). Lo aveva fatto anche in questo caso in fase di consultazione, nel 2024. «Purtroppo però, malgrado siano stati presentati degli esempi di successo realizzati a nord delle Alpi e i relativi benefici per la popolazione, in Ticino ci si ostina a ignorare questa possibilità, dando più peso alle quattro ruote che non a uno «sviluppo centripeto (davvero) di qualità», spesso citato, ma incompiuto».
Aumento dei contenuti residenziali
L’ATA rileva pure che l’aumento dei contenuti residenziali previsti nel comparto dev’essere messo in relazione con la pianificazione dell’intero comune, come imposto dalle schede R1 e R6 del Piano direttore cantonale. «È possibile valutare l’adeguatezza di questo Piano di quartiere solo se è inserito in un discorso più ampio, che tenga conto della verifica del dimensionamento delle zone edificabili, dei complessi residenziali in fase di realizzazione, dei bisogni della Città e delle zone non edificate da preservare. A tutto ciò purtroppo la documentazione in consultazione non dà risposte».
