Lavanderie: oggi l’arte, domani la rinascita

Consideratelo come un segno. L’indizio che qualcosa sta per cambiare. Anzi, per rinascere. Come riconoscere l’indizio? Sarà decisamente originale e molto colorato: una vera opera d’arte. Sarà collocata alle lavanderie di Villa Argentina a Mendrisio e, fungendo da riparo, avrà lo scopo di «coprire temporaneamente l’edificio delle lavanderie per nascondere il degrado della struttura e impedire l’accesso in attesa dei lavori di ristrutturazione». L’obiettivo sarà duplice: coprire per tutelare, ma di riflesso anche scandire l’attesa della rinascita definitiva.
L’edificio delle lavanderie è infatti al centro di un progetto di ristrutturazione, un intervento «che mira a preservarne l’aspetto originario attraverso il restauro degli elementi ancora in buone condizioni e la sostituzione di quelli compromessi», si ricorda e riassume nella documentazione sul progetto artistico, che è in pubblicazione all’ufficio tecnico di Mendrisio. I lavori di restauro hanno un costo stimato di 800 mila franchi, un credito che il Municipio ha recentemente chiesto al Consiglio comunale in un messaggio che riguarda anche un altro stabile del comparto: la dépendance per cui è previsto un investimento di 400.000 franchi. Il credito complessivo di 1,2 milioni sarà presto sottoposto al Legislativo.
In attesa della concessione della somma, e in attesa dell’inizio dei lavori (il Piano finanziario della Città stima che partiranno nel 2028) è però necessario evitare ogni accesso per motivi di sicurezza. «Poiché la struttura possiede un notevole valore architettonico (è un bene culturale d’interesse cantonale, ndr), per rispondere alle esigenze immediate con una soluzione che mantenga l’eleganza del comparto, si propone di non occultarla completamente, ma di lasciarne visibili gli elementi più significativi. L’obiettivo è mantenere l’edificio come protagonista, valorizzandone le caratteristiche anziché nasconderle», si legge nella descrizione del progetto artistico di copertura temporanea firmato dallo Studio Hug.
La soluzione trovata – che ha un costo stimato di 40.000 franchi – prevede l’installazione di stampe «collocate subito dietro la linea delle colonne e delle ringhiere, in modo da preservare la lettura della facciata e, al contempo, schermare le aperture». Le stampe saranno curate dall’artista ticinese Rachele Monti. «La proposta prevede l’utilizzo di immagini di tessuti, un richiamo diretto e semplice alla funzione originaria della lavanderia».
