Lavizzara investe contro lo spopolamento

LAVIZZARA - Lo spopolamento delle regioni periferiche in Ticino è una problematica più che mai attuale. Una problematica legata a diversi fattori e che sta mettendo a dura prova i vari Comuni interessati. Tra questi Lavizzara, che, tenendo conto di quanto emerso da un sondaggio promosso tra gli abitanti e riguardante la vita in paese, ha deciso di nominare una Commissione incentivi. Commissione che, per fare fronte al calo demografico degli ultimi anni e salvaguardare l'Istituto scolastico (inaugurato nel 2010 e oggi frequentato da 26 allievi, in diminuzione), sta affinando un piano d'azione basato, appunto, su una serie di incentivi. A partire da quelli per le famiglie con figli che frequentano l'asilo o le elementari, introdotti un anno e mezzo fa e di recente ritoccati all'insù (con il benestare del Legislativo ottenuto l'11 giugno).
Nello specifico si è deciso di «aumentare in modo cospicuo i contributi destinati alle famiglie che sceglieranno di vivere a Lavizzara (che oggi conta 513 abitanti, nel 2004 erano 531, ndr) e, per non creare troppa disparità di trattamento, si è creduto importante ritoccare verso l'alto anche l'incentivo elargito a quelle già domiciliate o residenti», hanno illustrato il sindaco Gabriele Dazio e il vicesindaco Sergio Donati, presentando le modifiche apportate al regolamento per la concessione degli incentivi famigliari. In particolare, i contributi previsti sono lievitati da 300 a 1.000 franchi annui. «Da notare – ha evidenziato il sindaco – che per ogni bambino che trascorrerà in Lavizzara tutto il periodo che va dalla nascita fino alla fine della scuola elementare la rispettiva famiglia riceverà in totale la somma di 10.000 franchi». Alle nuove famiglie con bambini in età prescolastica o scolastica che decideranno di trasferirsi a Lavizzara saranno destinati, inoltre, 5.000 franchi il primo anno di residenza (per ogni figlio avente diritto). Gli incentivi, va detto, saranno elargiti se verranno rispettate determinate condizioni: «Coloro che fanno capo all'assistenza sociale, ad esempio, non avranno diritto al contributo comunale», ha illustrato Donati. Per poter sostenere una tale iniziativa attualmente sono stati messi a preventivo 35.000 franchi. «Si tratta, di fatto, di un investimento – ha sottolineato il sindaco – per il futuro del paese, dove la qualità di vita è veramente ideale, le strutture pubbliche sono di prim'ordine (Scuole, Centro sportivo, stazioni sciistiche) e la cui distanza dalla città è da ritenersi ragionevole, dato che non vi è mai traffico».
Ovviamente, l'eventuale arrivo di nuove famiglie richiede una certa disponibilità di abitazioni. Ecco, dunque, che «nei prossimi mesi la Commissione si concentrerà sullo studio di nuovi incentivi volti ad aiutare in modo concreto coloro che vorranno costruire o riattare case (primarie) nei nostri magnifici nuclei», ha fatto sapere il vicesindaco. Ma non finisce qui: il Municipio sta inoltre sondando la disponibilità da parte dei proprietari di immobili – abitabili da subito – a considerare l'affitto degli edifici o una vendita a prezzi ragionevoli. «Abbiamo già ricevuto qualche riscontro», ha fatto sapere Dazio, invitando eventuali altri interessati a rivolgersi alla Cancelleria comunale per richiedere ulteriori informazioni. Sempre in Cancelleria comunale si possono ottenere maggiori dettagli sul regolamento per la concessione degli incentivi famigliari.
