Il progetto

Lavori in corso tra SAM e Tigers per creare un'unica squadra di basket

La Città spinge per far giocare la nuova realtà sportiva nel Palazzetto dello sport – L’obiettivo è arrivare a una decisione nelle prossime settimane – Le giovanili resterebbero separate – Cedraschi: «Non c’è ancora nulla di ufficiale» – Regazzi: «Il nome? È l’ultimo dei problemi»
Il tiro è partito: sarà canestro? ©Chiara Zocchetti
Federico Storni
Andrea Bertagni
Valentina Coda
Lidia Travaini
05.03.2026 06:00

Sono settimane decisive per il futuro del basket ticinese. Complice l’imminente firma delle convenzioni per l’uso del Palazzetto dello sport in costruzione a Cornaredo, la SAM Massagno e i Lugano Tigers (squadre che militano entrambe nel massimo campionato svizzero) stanno discutendo una qualche forma di unione che porterebbe alla nascita di una nuova realtà per quanto riguarda le compagini professionistiche. Sarebbe questa nuova entità la principale futura inquilina del PalaRaiffeisen, sempre che l’operazione andrà in porto. È stato creato un gruppo di lavoro e, come detto, siamo nelle settimane decisive. Ma niente a oggi è ancora stato firmato.

I primi dettagli

Stando a questo appurato da questo giornale, la possibile unione delle due realtà non riguarderebbe i rispettivi settori giovanili (400 circa i ragazzi che giocano nei Tigers, 170 nella SAM) ma soltanto le due squadre che militano nella massima serie svizzera (attualmente ultima e quart’ultima) e gli under-23. La nuova entità – sul nome le bocche sono cucite – potrebbe debuttare già nella prossima stagione, di modo da essere pronta e già un po’ «rodata» al momento in cui giocherà le prime partite al PalaRaiffeisen la cui consegna è prevista a fine 2026.

A spingere per questa unione, complice la nuova infrastruttura, sarebbe stata la Città di Lugano. I Tigers versano da anni in una fragile situazione finanziaria, più volta sottolineata dallo storico presidente Alessandro Cedraschi e, dopo alcuni anni a flirtare con il titolo svizzero, anche la SAM Massagno è in una fase calante della propria storia, faticando ormai a essere competitiva, anche per una possibilità di spesa attualmente minore di altre realtà elvetiche.

La Città, conscia della necessità di disporre di una società solida e di primo livello con l’apertura del nuovo palazzetto (tremila posti a sedere a fronte delle centinaia di persone che ora seguono le due squadre alle palestre dell’Elvetico e di Nosedo) e in grado di offrire un prodotto capace di attrarre molto pubblico, ha quindi colto l’occasione per sondare il terreno. In questo senso è stato incontrato il presidente dei Tigers che ha dato luce verde per approfondire il tema. «L’incontro è stato positivo e ci siamo riproposti di formare un gruppo di lavoro fra le due società - afferma il capodicastero Sport, eventi e cultura di Lugano, Roberto Badaracco - che analizzi tutti gli aspetti legati alla creazione di una nuova entità, dal profilo della governance a quelli finanziari e societari». A dettare i tempi è appunto il cantiere del Polo sportivo: parallelamente alla consegna dovrà essere pronta un’idea di gestione e occupazione dello stesso, cosa che sottende la firma di convenzioni d’utilizzo con le varie società sportive, la cui finalizzazione è appunto attesa nelle prossime settimane.

Tra no comment e campanili

Raggiunto dal CdT, il presidente dei Lugano Tigers, Alessandro Cedraschi, preferisce non commentare. «Non c’è ancora nulla di ufficiale», si limita a dire. Non così il presidente della SAM Massagno, Fabio Regazzi, che non solo conferma il tavolo di lavoro, ma spiega anche meglio i contorni dell’operazione. La nuova squadra «non si chiamerà né SAM Massagno, né Lugano Tigers: il nome è l’ultimo dei problemi. Però se questa iniziativa non dovesse andare in porto, sarebbe un gran peccato. Anche perché bisognerebbe superare certi campanilismi, che capisco fino a un certo punto. Questo perché occorre guardare in faccia la realtà: non è un mistero che entrambi i club fanno fatica a livello finanziario, quando invece servirebbe una squadra forte e solida capace di diventare un punto di riferimento a livello cantonale».

Un Palazzetto da sfruttare

Una squadra attrattiva, questo il ragionamento di Regazzi, invoglierebbe non soltanto i giovani giocatori, ma anche il pubblico a seguire maggiormente le partite di basket, che si svolgeranno nel nuovo Palazzetto dello sport, «che è un gioiello da sfruttare al meglio». Secondo Regazzi «oggi più di ieri ha insomma poco senso avere due club che sono distanti pochissimi chilometri e hanno la possibilità di sfruttare un’infrastruttura moderna e accogliente». Al di là delle bandiere, aggiunge il presidente della SAM, sarebbe insomma tempo di fare qualcosa per il basket ticinese che ha una storia importante ma anche prospettive interessanti davanti a sé, a patto di saperle coglierle e valorizzarle nel modo giusto».

Un’opportunità comunque

Comunque vada il tentativo di collaborazione tra le due squadre di basket, la realizzazione del PalaRaiffeisen sarà indubbiamente un’opportunità per le società sportive che lo utilizzeranno di fare rete. Tessere relazioni. In passato era stata evocata l’ipotesi di creare una polisportiva, ma l’opzione non è al momento sul tavolo, anche perché vi è una certa fiducia che - una volta condivisi gli spazi e conosciutesi meglio - le varie società troveranno modo di collaborare. Vi è d’altronde un incentivo finanziario a farlo.