Industria

Le aziende ticinesi e la sfida della digitalizzazione

Nella Giornata dell’export, organizzata dalla Camera di Commercio, si è parlato del ruolo della blockchain
I relatori hanno parlato dell’importanza della blockchain per le imprese che esportano. Da sinistra Davide Rigamonti, Lars Schlichting, Monica Zurfluh, Emanuele Carpanzano e Luca Albertoni. (Foto Reguzzi)
Roberto Giannetti
03.04.2019 06:00

LUGANO - Il mondo cambia in fretta, e chi si ferma è perduto. È in estrema sintesi questo il messaggio lanciato ieri nel corso della Giornata dell’export, un evento dedicato all’internazionalizzazione e al commercio estero nelle sue differenti sfaccettature, organizzato dalla Camera di commercio del Canton Ticino a Lugano. La serata è stata dedicata al tema del connubio tra export e digitalizzazione, evidenziando come il progresso dell’internazionalizzazione è strettamente correlato a quello dell’economia digitale.

Nel corso della serata è stato sottolineato il ruolo della digitalizzazione e della blockchain nel mondo economico attuale, e il fatto che, anche se le aziende ticinesi sono abbastanza pronte per affrontare questa sfida, soprattutto da parte delle imprese tradizionali ci vorrebbe più coraggio.

Valentina Rossi, responsabile del Servizio Export della Camera di commercio ha dato il via alla serata, sottolineando che il modello di produzione just in time rappresenta un rischio, ma anche un’opportunità.

Il professor Emanuele Carpanzano, del Dipartimento tecnologie innovative SUPSI, introducendo il tema della serata, ha parlato dei processi industriali, e di come ci si stia indirizzando verso la cosiddetta «industria 4.0».

«In fondo - ha notato - si tratta di concetti a volte vecchi di 50 anni, visto che già negli anni Settanta si parlava di produzione integrata. Ma oggi hanno assunto una dimensione importante».

Tuttavia, ha spiegato, bisogna stare attenti, perché la digitalizzazione non risolve tutto. Anzi, se si considerano le competenze considerate più importanti per il successo nei prossimi dieci anni, non ci sono quelle digitali, ma sono le tradizionali capacità di gestione di un’impresa e di relazione fra persone.

«Oggi - ha illustrato Carpanzano - ci sono grandi aspettative dalla tecnologia, e questa cambierà molto il modo di produrre e di vendere, dando ai consumatori la possibilità di avere un’offerta personalizzata. Ci saranno anche impatti sul nostro lavoro e sulla qualità della vita, soprattutto grazie ai miglioramenti nell’ambito della medicina. E ci saranno anche miglioramenti a livello ambientale, con la possibilità di comprimere gli sprechi. Infatti ora uno dei grandi temi per le imprese è quello della sostenibilità».

Nella tavola rotonda, moderata da Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio, l’importanza della blockchain è stata sottolineata da Davide Rigamonti, direttore Marketing & Distribution di Cornèrcard. «Nel mondo di oggi - ha detto - è un sistema che permette di scambiare in modo sicuro». Tuttavia il tema della fiducia resta fondamentale, soprattutto nel mondo finanziario, dove è appunto attivo Rigamonti. «In fondo la blockchain - ha spiegato - è la risposta alla mancanza di fiducia che si era creata con la crisi finanziaria del 2008».

In seguito Lars Schlichting, CEO Poseidon, ha parlato della dimensione legislativa, che in Svizzera è più flessibile rispetto all’estero. Infatti, ha notato, se in altri Paesi si è scelto di fare delle leggi ad hoc sulla digitalizzazione, nella Confederazione si è optato per sottomettere questo ambito alle leggi già esistenti, fornendo un quadro abbastanza sicuro, e quindi permettendo al Paese di affermarsi come crypto-nation, e di rappresentare una sorta di piattaforma per le blockchain.

La Svizzera ha anche migliorato la situazione, adattando alcune normative, come quella sui fallimenti, alla nuova realtà digitale, in modo da creare maggiore certezza per gli operatori del settore.

Monica Zurfluh, responsabile Svizzera italiana S-GE, l’organizzazione che si occupa di sostenere le PMI che esportano, ha notato che le aziende si affidano ai mezzi digitali per vendere, ma che i contatti personali restano comunque fondamentali.

Infine, il professor Emanuele Carpanzano ha sottolineato la difficoltà di formare degli ingegneri in questo campo, visto che i corsi durano tre anni, ed è impossibile prevedere nel 2019 cosa verrà richiesto agli specialisti nel 2022. Inoltre, la materia è talmente in evoluzione che si fa fatica a trovare i professori che possano insegnare in modo attuale. Si tratta di un ambiente molto competitivo.