Rincaro

Le pensioni saranno più corpose: aumenta la rendita minima AVS

A partire dal prossimo gennaio si passerà da 1.260 a 1.280 franchi al mese – Sale anche la massima, così come gli importi deducibili fiscalmente per il terzo pilastro – In Ticino il tema diventa subito politico: gli adeguamenti delle prestazioni sociali arriveranno in Commissione
©Chiara Zocchetti
Giona Carcano
03.10.2026 06:00

A partire dal prossimo gennaio, la pensione sarà un po’ più corposa. La rendita minima AVS/AI salirà infatti dagli attuali 1.260 franchi a 1.280 franchi al mese. Un aumento, dunque, di 20 franchi. Lo ha stabilito ieri il Consiglio federale, che ha adattato gli importi all’evoluzione dei prezzi e dei salari (+1,59%). Ci sono novità anche per quanto riguarda la rendita massima, che passerà da 2.520 a 2.560 franchi mensili a patto però che la durata di contribuzione sia completa.

Come sottolinea una nota del Governo, il contributo minimo degli indipendenti e delle persone senza attività lucrativa per AVS, AI e IPG salirà invece da 530 a 541 franchi l’anno, il contributo minimo per l’AVS/AI facoltativa da 1.010 a 1.030. L’ultimo ritocco (l’adeguamento si fonda sulla media aritmetica tra l’indice dei prezzi e quello dei salari, il cosiddetto indice misto) è avvenuto due anni fa.

Che cosa cambia

A cascata, i nuovi importi avranno ripercussioni anche sulla previdenza professionale obbligatoria. Come osserva il Consiglio federale, la deduzione di coordinamento salirà da 26.460 a 26.880 franchi, la soglia d’entrata da 22.680 a 23.040 franchi. Per contro, la deduzione fiscale massima ammessa nell’ambito della previdenza individuale vincolata (pilastro 3A) passerà a 7.373 franchi (attualmente 7.258) per le persone che hanno un 2. pilastro e a 36.864 franchi (attualmente 36.288) per le persone che non dispongono di un 2. pilastro. Anche questi adeguamenti entreranno in vigore a partire dal prossimo 1. gennaio.

Crescono le spese

Inevitabilmente, a rendite più sostanziose corrisponde anche un aumento complessivo delle spese, pari a circa 1.055 milioni di franchi: 940 milioni per l’AVS, di cui 190 a carico della Confederazione (20,2 % delle uscite dell’assicurazione), e 115 milioni per l’AI, di cui 44 a carico della Confederazione (37,7 % delle uscite).

Nell’ambito delle prestazioni complementari e delle prestazioni transitorie gli importi annui destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale passeranno a 21.000 franchi (attualmente 20.670) all’anno per le persone sole, a 31.500 franchi (attualmente 31.005) per le coppie sposate, a 10.980 franchi per i figli che hanno già compiuto gli 11 anni di età e a 7.710 franchi per quelli che non li hanno ancora compiuti. I vari adeguamenti genereranno spese supplementari per circa 7 milioni di franchi a carico della Confederazione e 4 milioni di franchi a carico dei Cantoni.

I sussidi destinati alle istituzioni di utilità pubblica Pro Senectute e Pro Infirmis verranno adeguati all’evoluzione dei prezzi registrata dall’ultimo aumento (avvenuto rispettivamente nel 1993 e nel 2003). Il sussidio a Pro Senectute passerà da 16,5 a 21 milioni di franchi l’anno, mentre quello a Pro Infirmis passerà da 14,5 a 16,5 milioni di franchi l’anno.

Arrivare alla fine del mese

L’aumento delle rendite, evidentemente, diventa anche un tema politico. Come nota il deputato Danilo Forini (PS), presidente della Commissione sanità e sicurezza sociale, «il costo della vita aumenta e arrivare alla fine del mese è sempre più difficile. Accolgo quindi con favore la decisione del Consiglio federale di adeguare al rincaro le rendite AVS/AI, gli importi limite delle casse pensioni e i relativi adeguamenti nell’ambito delle prestazioni complementari AVS e AI». Ecco, quindi, che il tema approderà presto nella commissione presieduta da Forini. «Sebbene nel messaggio sul Preventivo 2027 non se ne faccia cenno, si pone la domanda se il Consiglio di Stato procederà agli stessi adeguamenti in merito alle prestazioni sociali cantonali, come gli assegni famigliari e i forfait dell’aiuto sociale. Questo, a distanza di due anni dall’ultimo adeguamento al rincaro avvenuto nel 2024», sottolinea il socialista. «Ricordo che gli importi a disposizione di chi vive in una casa per anziani o in una struttura per persone disabili non sono stati adeguati da almeno 35 anni e presto la Commissione ne discuterà. Il tema dell’adeguamento delle prestazioni sociali al rincaro rimane quindi di grande attualità anche in Ticino».