Lema vorrebbe dotarsi di un nuovo Centro civico

La notizia era emersa a fine anno scorso, e aveva causato una lunga discussione in Consiglio comunale: il Municipio di Lema, anziché ristrutturare la casa comunale di Novaggio, sta pensando di realizzare - sempre a Novaggio - un nuovo Centro civico che permetta di accentrare in loco tutta l’amministrazione; un’operazione ritenuta complicata, se non impossibile, limitandosi a ristrutturare l’attuale casa comunale. L’emergere della possibilità aveva inizialmente suscitato qualche perplessità, come emerge dai verbali di quella seduta del Legislativo: soprattutto perché l’ipotesi non era stata ventilata nelle discussioni che hanno portato alla nascita del nuovo Comune poco più di un anno fa. Da quella seduta del Legislativo, il Municipio si poi è ulteriormente convinto della bontà della proposta: «II Municipio si legge in risposta a un’interpellanza inoltrata dal gruppo Crescendo Lema - ha deciso di proporre di centralizzare tutti gli uffici amministrativi in un nuovo Centro civico. La nuova struttura ospiterebbe anche l’Ufficio tecnico e una sala destinata al Consiglio comunale». L’ultima parola spetterà in ogni caso proprio al Legislativo, che sarà innanzitutto chiamato a esprimersi su una necessaria variante di Piano regolatore.
Vicino al campo da calcio
La riflessione del Municipio è già stata condivisa con i capigruppo ed è partita da un’analisi che ha interessato tutte le cinque attuali case comunali, «le quali, per evidenti limiti strutturali, non risultano idonee a ospitare in modo unitario l’intera amministrazione». «Tali strutture - continua l’Esecutivo - saranno pertanto destinate ad altri utilizzi, quali: spazio intergenerazionale e centro diurno presso l’attuale cancelleria di Novaggio, spazi espositivi, sedi per i Patriziati e le associazioni, nonché spazi per il coworking o per attività private a reddito».
La scelta di edificare a Novaggio è anche dettata dal fatto che l’ex Comune era già stato identificato quale polo amministrativo di Lema, nonché dalla «sua posizione centrale, dal migliore accesso al trasporto pubblico e dalla prossimità a una parte significativa della popolazione».
L’operazione non comporterà la sparizione del campo da calcio, ma il suo rimpicciolimento sì: verrà ridimensionato per adeguarsi alle dimensioni richieste per le partite degli allievi di categoria D. La buvette e il parco giochi recentemente inaugurati non saranno invece toccati dal progetto: l’edificazione del nuovo Centro civico è infatti prevista in prossimità della strada cantonale e del cimitero. Sempre che il Consiglio comunale dirà di sì.
Alto Malcantone: si ricomincia
La questione di cosa fare delle ex case comunali è uno dei principali problemi dei Comuni nati da aggregazioni. Lo sa bene Alto Malcantone, il cui Esecutivo ha deciso in sostanza di ripartire da capo, dopo che solo due anni fa il Consiglio comunale aveva dato luce verde a diversi crediti per avviare la ristrutturazione di alcune di esse in base a uno studio di fattibilità che aveva l’obiettivo di individuare gli interventi prioritari e valutare le possibili destinazioni degli stabili in questione. Nel frattempo ci sono state le elezioni, sono cambiati gli equilibri politici, e l’attuale Municipio ha ora formalizzato la richiesta al Consiglio comunale di schiacciare il tasto pausa e ripartire.
«Decidere con cognizione»
Al Legislativo si chiede in sostanza di accettare uno studio strategico complessivo sul patrimonio comunale. «Tale studio - argomenta il Municipio - consentirà di disporre di una visione d’insieme degli edifici e dei terreni, di valutarne lo stato di conservazione, la funzionalità, le prospettive future e la sostenibilità finanziaria degli interventi, così da definire priorità chiare e coerenti». Contemporaneamente proseguiranno però le analisi tecniche già avviate sulle ex case comunali di Arosio e Vezio e sulla casa comunale di Breno. «La strategia immobiliare comunale - argomenta l’Esecutivo - permetterà di ottenere una visione complessiva e aggiornata del patrimonio edilizio, includendo sia gli immobili di proprietà comunale sia strutture fondamentali per i servizi pubblici. Questo approccio consentirà al Municipio e al Consiglio comunale di prendere decisioni con cognizione di causa su interventi, investimenti e possibili alternative, garantendo una gestione efficace, sostenibile e coerente con le esigenze della popolazione».
La proposta sarà discussa in una delle prossime sedute del Legislativo.
