Chiasso

L’etilometro timbra il cartellino: il «blitz» sul posto di lavoro

Controllo dell’alcol per i collaboratori del Comune impiegati alla pista del ghiaccio e alla piscina: «Ci siamo concentrati su chi svolge funzioni sensibili» – I risultati, non ancora ufficializzati, appaiono «tranquillizzanti»
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Stefano Lippmann
13.10.2026 06:00

Solitamente i controlli dell’alcol e gli etilometri si scorgono in prossimità di un «blocco» della polizia lungo gli assi stradali. Siamo tutti debitamente informati sul fatto che se dopo aver soffiato nell’apparecchio il risultato supera una certa soglia, oltre ad aver potenzialmente messo in pericolo noi stessi e gli altri utenti della strada, si può incorrere nel ritiro della patente.

A Chiasso, nelle scorse settimane, i controlli dell’alcol non si sono svolti lungo la strada, bensì sul posto di lavoro (pubblico). Un paio di «blitz» che ha svolto la Polizia comunale a seguito di un’iniziativa del Municipio e dell’Ufficio tecnico comunale. I risultati dei controlli non sono ancora stati ufficializzati ma, stando a nostre informazioni, in un paio di occasioni gli alcoltest avrebbero attestato l’aver bevuto «una birretta in pausa pranzo».

Parola d’ordine: prevenzione

Il Regolamento organico dei collaboratori del Comune di Chiasso (ROC), d’altronde, parla chiaro. L’articolo 25 del ROC – il capitolo sul comportamento della persona assunta – recita: «il collaboratore deve mostrarsi degno della stima e della fiducia richieste dalla sua funzione pubblica, tenendo un contegno corretto e dignitoso, sia nello svolgimento della propria funzione, sia nella vita privata». Ancora più incisivo, in questo caso, è l’articolo 27 (capoverso d) – Salute e sicurezza –: i collaboratori sono tenuti a «non mettersi in uno stato che possa esporre loro stessi o altri al pericolo a causa del consumo di alcol o altre sostanze psicotrope».

È dunque sulla scorta di quanto riportato nei regolamenti che gli agenti della PolCom, come detto, negli scorsi giorni hanno effettuato i controlli così come previsto dalle leggi. «Ci siamo concentrati su quelle che consideriamo funzioni sensibili» ci spiega, confermando l’operazione, il responsabile dell’Ufficio tecnico Rudy Cereghetti. Ma cosa significa funzioni sensibili? «Al centro delle attenzioni abbiamo posto la pista del ghiaccio e la piscina comunale – spiega Cereghetti –. Basta ad esempio pensare alla figura del bagnino che potrebbe essere chiamato ad operare in situazioni delicate». Per quel che riguarda la pista del ghiaccio, invece, va considerato che i collaboratori lavorano con un certo tipo di macchinari e lo fanno quando sono presenti dei bambini.

Per il responsabile dell’Ufficio tecnico è inoltre importante sottolineare che «i controlli sono stati eseguiti come forma di prevenzione della salute del dipendente, come pure nei confronti di terzi». Il primo giro di controlli, se così possiamo definirlo, si è concluso: «Ci siamo concentrati su queste figure per il momento», commenta Cereghetti. Non è escluso che in futuro questo tipo di iniziativa possa essere riproposta e allargata anche ad altri ambiti.

Per quel che riguarda i risultati – ancora non ufficializzati – il capotecnico parla di evidenze «piuttosto tranquillizzanti: non sono emerse risultanze gravi durante i controlli». Il messaggio lanciato dal Municipio è chiaro: per il benessere di tutti – collaboratori e utenti delle strutture comunali – non si beve in servizio.