Monteceneri

Licenziamenti alla Equans, sono ore decisive

Il sindacato OCST ha chiesto alla direzione di attuare un piano sociale - L’azienda ne discuterà con i vertici nazionali
A rischio una ventina di posti di lavoro.© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
27.04.2026 06:00

Sono settimane di apprensione per i dipendenti di Equans, succursale con sede a Monteceneri del gruppo nato nel 2018 dalla fusione con Alpiq e che alla fine di marzo aveva annunciato la soppressione di 20-22 posti di lavoro, portando così a una quarantina gli impieghi soppressi negli scorsi mesi. I tagli toccano tre settori: quello delle fibre ottiche, quello della gestione degli impianti di riscaldamento e il settore amministrativo legati a queste due attività.

Dopo l’annuncio di questo possibile licenziamento collettivo era stato aperto un periodo di consultazione, a cui era seguito lunedì scorso un primo incontro tra la direzione, i dipendenti e il sindacato OCST. I dipendenti hanno potuto porre alcune domande. Richieste formalmente messe nero su bianco dal sindacato giovedì scorso, durante un incontro con i vertici aziendali.

«Abbiamo domandato un piano sociale con alcuni punti: estendere il periodo di disdetta o versare un’indennità di uscita; prevedere una pianificazione della disdetta in solidarietà tra più collaboratori, per esempio con due riduzioni al 50 percento della percentuale lavorativa al posto di un licenziamento in modo che tutti abbiano la possibilità di accedere alla disoccupazione; pianificare opportunità di lavoro alternative presso altre aziende», spiega al Corriere del Ticino il segretario regionale dell’OCST Lorenzo Jelmini. «Ci siamo lasciati con l’impegno dei vertici aziendali ticinesi do portare queste proposte alla direzione nazionale. Oggi, lunedì, è attesa una riposta ufficiale

Il gruppo Equans è leader mondiale nel settore dell’energia e dei servizi, con un fatturato annuo di quasi 18,7 miliardi di euro nel 2025 e quasi 800 mila progetti. All’origine della decisione di sopprimere una ventina di impieghi c’è il calo del fatturato della succursale ticinese, a sua volta originato dalla perdita e dalla riduzione di commesse collegate alla costruzione di reti Swisscom in fibra ottica e anche nel settore della meccanica.

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