L’impianto che trasforma l’acqua di lago in potabile

La data da segnare in agenda è il luglio 2026. Sarà infatti quello il momento in cui è prevista l’entrata in funzione dell’opera. Un’opera che la regione attende da decenni. Anche la data di ieri è però di quelle da ricordare. Rappresenta infatti un passo decisivo verso la realizzazione dell’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM). All’Ufficio tecnico di Riva San Vitale vi è in pubblicazione la domanda di costruzione per l’edificazione della stazione di potabilizzazione dell’acqua del lago Ceresio, un’opera fondamentale nell’ambito del più ampio e ambizioso progetto in cui si inserisce. «Nella sua configurazione finale l’acquedotto regionale del Mendrisiotto garantirà l’approvvigionamento idrico per circa 50.000 abitanti. Inoltre, in caso di necessità, l’acqua di lago potrà arrivare a rappresentare circa il 60% dell’approvvigionamento idrico della regione, il rimanente 40% sarà invece ancora garantito dalle fonti locali che non presentano pericoli particolari all’interno delle relative zone di protezione», si premette nella relazione tecnica allegata al voluminoso incarto in pubblicazione fino al 14 dicembre.
La futura stazione di potabilizzazione troverà posto su un terreno a monte della strada che collega Riva San Vitale e Brusino, poco dopo la località Battuta. L’edificio si svilupperà su quattro piani, due interrati e due fuori terra, «più un ribassamento puntuale per alloggio delle pompe di presa dell’acqua greggia», si legge ancora nell’incarto. Documentazione in cui si precisa anche che visto che il nuovo edificio troverà posto «in un contesto di verde e quasi per nulla edificato, si intende creare un volume compatto ed omogeneo, dalla forte plasticità. Il rivestimento di facciata in lamiera stirata irregolare a ossidazione colorata vuole richiamare il moto ondulatorio del lago e trovare una relazione cromatica con il paesaggio circostante». L’investimento stimato per concretizzare l’opera promossa dal Consorzio ARM è di 25,4 milioni di franchi. Nell’edificio troveranno posto sia uffici, sia superfici tecniche, sia la stazione di captazione dell’acqua dal Ceresio (che si troverà nell’abbassamento di cui abbiamo scritto poc’anzi, a una quota compatibile con il livello del lago).
L’acqua che sarà pescata dal lago – e qui riassumiamo e semplifichiamo drasticamente in quanto i processi sono tecnici e complicati –, sarà pompata nella stazione, filtrata e «ultrafiltrata» e poi rilanciata «in rete verso Riva San Vitale e il serbatoio di Coldrerio. Sono inoltre previste le stazioni di rilancio per fornire acqua potabile al Comune di Val Mara». Per il rilancio verso il Mendrisiotto, si aggiunge, sarà utilizzata una condotta, parzialmente posata sul fondo del lago, al centro di un progetto parallelo dedicato.
La domanda di costruzione in pubblicazione non riguarda un progetto nuovo di zecca. Si tratta infatti della modifica di un progetto di diversi anni fa (era il 1997), per cui è già anche stata rilasciata una regolare licenza edilizia. Ciò che il Consorzio ARM chiede ora formalmente, è il rinnovo della licenza edilizia.
Riassumendo, «la nuova stazione di potabilizzazione e pompaggio dell’acqua di lago compenserà da una parte le carenze idriche regionali in caso di siccità e dall’altra assicurerà la fonte sussidiaria e alternativa richiesta nel caso di eventuali problematiche».
Un anno di test: «Qualità ineccepibile»
Trasformare l’acqua del lago in acqua potabile. Un processo che sembra più facile a dirsi che a farsi. Per capire come ottenere la migliore acqua possibile, e se è possibile ottenere davvero acqua di qualità, tra il marzo 2021 e il marzo di quest’anno il Consorzio ARM ha coinvolto AGE per realizzare analisi approfondite. Test e approfondimenti microbiologici, chimici e fisico-chimici i cui risultati vengono riassunti nell’incarto in pubblicazione. «Entrambe le filiere di trattamento testate permettono di ottenere un’acqua potabile di qualità ineccepibile», si legge nella documentazione.
Entrando nel dettaglio delle conclusioni: «L’acqua captata presso la località Ai Ronchi a Riva San Vitale non presenta delle criticità particolari; la durezza dell’acqua è stata caratterizzata come dolce, debolmente mineralizzata e poco aggressiva; l’acqua presenta una certa variabilità nella sua ossigenazione». Tra le conclusioni si legge anche che la presenza di microinquinanti è bassa, così come quella di microcistine, mentre quella di Clorotalonil è nulla.
