«L'iniziativa servizio civico è pericolosa per la sicurezza»

Da consigliere federale in carica, Martin Pfister è «già stato a sud delle Alpi: lo scorso 8 agosto era presente, come ospite, al Festival del film di Locarno ed era stato accolto dal Municipio a Palazzo Marcacci. Oggi, invece, è stato il turno di Palazzo Civico per parlare di... «servizio civico».
Nella sala del Consiglio comunale di Lugano, il «ministro» della Difesa ha infatti dovuto difendere la posizione del Governo: il prossimo 30 novembre, l’iniziativa «Per una Svizzera che si impegna» va respinta. «L’iniziativa servizio civico è pericolosa per la sicurezza della Confederazione. Non rafforza l’impegno civico, ma mette in difficoltà esercito e protezione civile», ha spiegato il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ricordando la difficile situazione geopolitica.
L’Europa è in guerra
Le tensioni, i conflitti, la corsa agli armamenti di Russia, ma anche Cina e Stati Uniti ha fatto aumentare il livello di allarme. A ciò si aggiunge la recente decisione del presidente statunitense Donald Trump di rinominare il Dipartimento della Difesa in «Dipartimento della Guerra».
In realtà, ha fatto notare, dal 2022 anche l’Europa è in guerra. Oltre alla battaglia sul terreno, però, c’è la cosiddetta guerra ibrida a colpi di disinformazione, attacchi ciber, voli di droni vicini a infrastrutture sensibili, spionaggio e provocazioni. Il riferimento, inequivocabile, è alla Russia. «Già oggi siamo vittime di attacchi ogni giorno. In questa difficile situazione bisogna essere pronti alla difesa», ha tenuto a sottolineare Pfister, secondo cui l’iniziativa Servizio civico non persegue questo scopo. Al contrario. «Il Consiglio federale riconosce il buon intento di questa proposta, ma il percorso tracciato non è efficace. Non rafforza l’impegno civico, ma mette in difficoltà esercito e protezione civile».
Danno all’economia
Le risorse, se disponibili, vanno investite laddove c’è più bisogno. Un eventuale sì alle urne porterebbe in dote anche difficoltà supplementari a livello di effettivi, ricorda Pfister. Attualmente circa 30 mila persone sono soggette all’obbligo di servizio ogni anno. Con il servizio civico - che si applicherebbe a tutti i giovani, donne comprese - il numero salirebbe a 70 mila all’anno. Ciò avrebbe anche gravi ripercussioni per l’economia, poiché obbligherebbe molti giovani ad assentarsi per mesi dal posto di lavoro in un periodo in cui c’è già carenza di personale qualificato.
La serata, organizzata da Alleanza Sicurezza Svizzera, nonché dal Gruppo materiale difesa e sicurezza della Svizzera italiana (GMDSI) e dalla Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino (Cc-Ti), è stata introdotta dal sindaco di Lugano Michele Foletti e dal consigliere di Stato Norman Gobbi, che hanno ricordato l’importanza della difesa e le risorse - finanziarie e di effettivi - di cui necessita l’Esercito. Per Gobbi, se l’iniziativa servizio civico dovesse passare, tutto si rimescolerebbe e la libera scelta - che già oggi con il servizio civile è ampia - «aumenterebbe in maniera esponenziale. Ampliare ulteriormente significa perdere risorse che si dovrebbero concentrare dove è più necessario», ha fatto notare il consigliere di Stato. Hanno poi preso la parola anche il direttore della Cc-Ti Luca Albertoni - che ha ricordato le difficoltà delle imprese nel far fronte alle assenze per chi è chiamato in servizio - e il municipale di Lugano Filippo Lombardi (presidente di GMDSI), che ha ricordato l’importanza dell’industria degli armamenti della Svizzera italiana: sono infatti una sessantina le aziende attive nella fornitura di componenti e di materiale bellico.
