Turrita

Lite per droga, e poi le coltellate: l'accusa chiede 4 anni e mezzo

Si è aperto il processo a carico del 25.enne che nel 2025 ferì tre persone vicino alla stazione
© Rescue Media
Red. Bellinzona
02.04.2026 19:15

Continua domani, con parola alla difesa, il processo nei confronti di un 25.enne cittadino straniero residente a Bellinzona che esattamente un anno fa, sulla scalinata che da via Visconti porta sul viale Stazione, a pochi passi dal nodo ferroviario turrito, aveva ferito con un coltello due persone (e un’altra, dello stesso gruppo, poche ore prima) nell’ambito di un regolamento di conti per droga.

Di fronte alla Corte delle Assise criminali, presieduta da Curzio Guscetti (giudici a latere Emilie Mordasini e Giovanna Canepa Meuli), l’uomo è accusato di tentato omicidio (subordinatamente tentate lesioni gravi o, subordinatamente, lesioni semplici aggravate, ripetute), oltre che di furto d’uso di un veicolo - utilizzato quella sera - e di numerose altre violazioni, da danneggiamento e violazione di domicilio a infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. Quella notte, ha ricostruito la procuratrice pubblica Chiara Borelli, sulla scalinata il 25.enne avrebbe chiesto al gruppo di consegnargli la cocaina o restituire l’importo di 100 franchi, da lui anticipato. Circa tre ore prima, sempre nell’ambito della compravendita di stupefacenti andata in scena al parcheggio Cervia, avrebbe già ferito uno dei tre al braccio e alla mano. Ma in via Visconti le cose sarebbero degenerate. Estratti, entrambe le parti, i coltelli, sarebbe stato il 25.enne a processo - sempre secondo l’accusa - a colpire, ferendo un secondo uomo al braccio e un terzo (il più grave) al torace, affondando nella «regione ascellare e scapolare sinistra» senza tuttavia intaccare il polmone.

Domani parola alla difesa

Ritenuti arma e comportamento «idonei» a infliggere ferite letali, la pp - sostenuta dagli accusatori privati patrocinati da Stefano Genetelli e Giuseppe Gianella - ha chiesto 4 anni e mezzo di carcere per il 25.enne, oltre all’espulsione dalla Svizzera per 7 anni. Domani, appunto, parola alla difesa, rappresentata dall’avvocato Donato Filippi, prima della sentenza.

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