Cultura

Locarno ambisce a diventare Città creativa dell'Unesco

L’obiettivo è sviluppare ulteriormente il settore audiovisivo considerato strategico dal Municipio - Il termine per l’inoltro del dossier al quale stanno lavorando i Servizi culturali è previsto il 31 gennaio dell’anno prossimo
La scena culturale assume valenza internazionale grazie al Film Festival. © CdT/Gabriele Putzu
Spartaco De Bernardi
28.02.2026 06:00

Entrare a far parte della rete che unisce 350 Città riconosciute dall’UNESCO quali creative. A questo mira Locarno, per valorizzare ulteriormente una delle sue peculiarità: il settore dell’audiovisivo. La candidatura alla quale stanno lavorando alacremente i Servizi culturali dev’essere inoltrata entro il 31 gennaio 2027. Creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno individuato nella creatività un fattore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la rete di Città creative dell’UNESCO conta già due presenze rossocrociate: Montreux, nel campo della musica, e Friburgo, in quello della gastronomia. Locarno, qualora la sua candidatura dovesse essere accettata, sarebbe quindi la terza Città svizzera a far parte della ristretta cerchia di realtà che fanno della creatività uno dei loro punti di forza. «Il percorso richiede il coinvolgimento di partner e istituzioni presenti sul territorio e comporta la definizione di un piano d’azione e di una strategia quadriennale per lo sviluppo del comparto audiovisivo cittadino, con un carico operativo e organizzativo significativo», precisa Palazzo Marcacci nella risposta all’interrogazione con la quale Stefano Lappe e Orlando Bianchetti (PLR) chiedevano se il Municipio condividesse la necessità di dotarsi di una strategia culturale con visione al 2035 che definisse identità, priorità, obiettivi, strumenti e criteri di intervento.

Visione a medio-lungo termine

Ebbene, l’Esecutivo cittadino riconosce l’importanza di una riflessione strutturata sul ruolo della cultura nello sviluppo della Città e condivide l’esigenza che le politiche culturali siano orientate da una visione coerente e di medio-lungo periodo. Locarno dispone infatti di una scena culturale particolarmente densa e qualificata, non solo grazie alla presenza del Locarno Film Festival, ma anche per la concentrazione di teatri, musei, siti di rilevanza storica (Castello Visconteo e Rivellino) e istituzioni di formazione e ricerca (DFA e CISA). La combinazione tra un comparto culturale di rilevanza internazionale e le risorse limitate di cui dispone il Comune rende opportuna una riflessione strutturata sull’orientamento futuro della politica culturale. «Il Municipio ritiene tuttavia che un’eventuale strategia culturale debba essere inserita in modo coerente all’interno di una processo complessivo di sviluppo della Città e non configurarsi come uno strumento isolato. Tra le priorità progettuali inserite nel Piano finanziario 2025-2028 figura il ruolo strategico del comparto culturale ed i principali assi di sviluppo. «In questo quadro, l’ambito audiovisivo, l’innovazione, la creatività e la qualità di vita sono stati individuati come prioritari», rileva ancora l’Esecutivo nella risposta all’interrogazione di Lappe e Bianchetti, precisando che attualmente si trovi in una fase di approfondimento delle diverse linee progettuali in ambito culturale e infrastrutturale, con particolare attenzione alla definizione delle tempistiche, delle risorse necessarie e delle interdipendenze tra i vari progetti: dal restauro del Castello Visconteo, allo sviluppo del comparto ex Gas-Macello, senza dimenticare Casa Rusca, e il Teatro di Locarno. «Questa fase preliminare è indispensabile per evitare interventi isolati e per garantire una visione d’insieme coerente».

Il ruolo del Palacinema

Nel contesto del settore audiovisivo, a giudizio del Municipio il Palacinema rappresenta una struttura di valenza strategica non solo per la Città, ma per l’intero cantone. Palacinema che tuttavia «non ha ancora espresso pienamente il proprio potenziale quale istituzione culturale rivolta anche al pubblico. L’introduzione di una programmazione arthouse (film d’autore, ndr.) e le prime iniziative realizzate nell’ambito del Patto di Locarno, per le quali è stato stanziato un credito supplementare, costituiscono un primo passo positivo». Da qui l’auspicio espresso dall’Esecutivo affinché il Palacinema consolidi ulteriormente il suo profilo culturale, in particolare attraverso collaborazioni puntuali o regolari con altri enti presenti sul territorio. Alla luce degli impegni su più fronti, non da ultimo quello della riorganizzazione dei Musei civici, Palazzo Marcacci ritiene realistico ipotizzare l’elaborazione di una strategia culturale nel corso del periodo 2027-2028.

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