L'analisi

Locarno è la Città prediletta dalle famiglie con bassi redditi

L’Indice di attrattiva residenziale elaborato dall’UBS la colloca per la seconda volta in cima alla classifica ticinese - Il PLR chiede uno sforzo al Municipio per attrarre anche economie domestiche con disponibilità finanziarie medie ed elevate
La maggior banca elvetica ha attribuito al Comune polo il punteggio massimo per qualità di vita, tempo libero, accessibilità e infrastrutture. © CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
17.09.2026 06:00

E chi lo dice che Locarno non è una Città per famiglie con redditi modesti? La nuova edizione dell’Indice di attrattiva residenziale pubblicato alla fine del mese scorso da UBS smentisce questo luogo comune. I dati elaborati dalla principale banca elvetica collocano infatti Locarno al primo posto, davanti a Tenero-Contra e a Lugano, nella classifica tra i Comuni ticinesi più «gettonati» dalle famiglie con due figli e reddito basso. E non per la prima volta: già nel 2024 la Città occupava il primo gradino del podio. Ma non è tutto: sempre lo studio dell’UBS attribuisce al Comune polo del Locarnese la valutazione massima per quanto attiene alle categorie «infrastruttura e accessibilità» e «tempo libero e qualità di vita».

Realtà sociale composita

Un risultato che non può che rendere fiere le istituzioni cittadine. Lo sottolinea la locale sezione del Partito liberale radicale, che nel commentare i dati forniti da UBS rileva: «Proprio nella categoria in cui i costi (affitti, imposte e premi di cassa malati) contano di più, nessun altro comune ticinese offre una combinazione migliore della nostra fra spesa complessiva, scuole e servizi per l’infanzia, sanità e commerci di prossimità, accessibilità e offerta ricreativa». A giudizio della sezione cittadina del PLR continuare a descrivere la Città come inavvicinabile significa dunque fare torto alla realtà.
I dati più interessanti, sostengono il presidente sezionale Stefano Lappe e il suo vice Orlando Bianchetti, riguardano però le altre categorie di redditi: nella classifica stilata da UBS, Locarno occupa il secondo posto per quelli medi e il terzo per quelli alti, dietro Lugano e Ascona. «La Città - evidenziano a tal proposito Lappe e Bianchetti - è socialmente composita, e questa è la sua forza; il vero deficit non è nell’offerta per i redditi modesti, bensì nella capacità di attrarre e trattenere famiglie con maggiore capacità contributiva». Capacità che a Locarno i vertici del PLR vorrebbero decisamente maggiore. Per corroborare la loro tesi, i vertici del PLR citano lo studio demografico commissionato dalla Città: il parco alloggi è dominato da appartamenti piccoli, solo un’abitazione su dieci ha cinque locali o più, e negli anni scorsi Locarno ha perso famiglie e residenti sotto i 65 anni a favore dei Comuni vicini. Da qui la convinzione che «prima di vincolare altre superfici all’alloggio moderato, la Città deve dunque chiedersi quali bisogni abitativi sono oggi davvero scoperti: servono appartamenti di 4.5 e 5.5 locali di qualità, quartieri curati, spazi pubblici attrattivi». Per il PLR cittadino non si tratta di contrapporre fasce sociali, ma di costituire una base fiscale solida per finanziare asili nido, scuole, sport e cultura a favore di tutta la popolazione.

Servono priorità chiare

La questione, ribadiscono Lappe e Bianchetti, è dunque quella di stabilire priorità chiare e perseguire una politica residenziale maggiormente differenziata, coerente con le effettive esigenze demografiche, territoriali e finanziarie della Città. E proprio la politica residenziale è al centro dell’interrogazione al Municipio che ha nel presidente e nel vicepresidente del PLR cittadino i primi firmatari. Oltre a chiedere quali servizi e prestazioni comunali abbiano concorso maggiormente nel collocare la Città tra le prime in Ticino grazie al suo carattere accessibile e inclusivo, Lappe e Bianchetti domandano all’Esecutivo quale strategia intenda perseguire per attrarre in misura maggiore le famiglie di ceto medio e medio-alto. «Quali leve considera più efficaci - offerta abitativa, fiscalità, servizi alle famiglie, offerta formativa, mobilità, qualità degli spazi pubblici - e su quale orizzonte temporale?».

C’è quartiere e quartiere

I consiglieri comunali del PLR intendono inoltre sapere quanti appartamenti di 4.5 e 5.5 locali esistono oggi sul territorio comunale e, qualora l’offerta risultasse insufficiente, quali strumenti pianificatori e quali incentivi intenda attivare il Municipio per ampliarla, pensando in particolare al comparto strategico dell’ex Gas/ex Macello. Un’altra domanda posta all’Esecutivo è quella per sapere quali comparti della Città siano considerati più adatti per attrarre economie domestiche a maggior capacità contributiva. Tornando ai risultati dello studio di UBS, Lappe e Bianchetti chiedono infine se Palazzo Marcacci sia disposto a valorizzarne i risultati nella comunicazione istituzionale e nella promozione della Città, nonché a monitorare periodicamente l’evoluzione dell’attrattiva residenziale riferendone al Consiglio comunale.