Lostallo, a due anni dal disastro, la solidarietà non si è fermata

Un’isola in mezzo a fango e detriti. Così, il 22 giugno 2024, si presentava, a Lostallo, il grotto Centena. Protetta dalla conformazione del terreno, il ritrovo pubblico era miracolosamente sopravvissuto alla devastante alluvione che la sera prima, pochi metri più in là, aveva invece sventrato il grotto Sala, portando con sé - in fiumi che minuti prima erano prati - tavoli, sedie, botti, le auto degli avventori. Più a sud, invece, lo stato nel quale versavano le case di Sorte - travolte dalla colata di detriti del riale Molera - lasciava intuire a soccorritori e giornalisti giunti sul posto come il bilancio del terribile nubifragio fosse destinato ad andare oltre i danni materiali. Sono passati due anni esatti dal disastro che, portando via tre vite, lasciava la Mesolcina in ginocchio. Ma la cerimonia andata in scena oggi proprio sul prato della Centena, testimonia come la valle, fra resilienza e solidarietà, stia portando avanti la ricostruzione.

Un gesto importante
Organizzato dal Lions club Bellinzona e Moesa, l’evento ha visto l’associazione benefica donare, in presenza del sindaco di Lostallo Moreno Monticelli e degli omologhi di Soazza e Mesocco, Moreno Canonica e Mattia Ciocco, un assegno di 140 mila franchi a favore delle opere di ricostruzione e e ripristino per alcuni sentieri situati nei tre Comuni colpiti dalle frane e dalle inondazioni. «La Valle Mesolcina fa parte della zona da cui provengono molti nostri soci», ci è stato spiegato. «Abbiamo voluto dare un segno tangibile di sostegno mirato alle comunità di appartenenza». Partita nelle ore immediatamente seguenti la tragedia, la raccolta fondi - dopo un confronto con le autorità delle zone colpite - è stata convogliata in una direzione ben precisa: «È servita (e servirà)», hanno sottolineato i promotori, «a finanziare varie opere non coperte dalle assicurazioni o dagli aiuti statali, in particolare sugli alpeggi. Grazie al contributo di 20 mila franchi della sezione Bellinzona e Moesa, 60 mila da parte dei club svizzeri e altri 60 mila dalla Fondazione legno (ente legato al gruppo bellinzonese che si occupa, appunto, di opere in legno), il Lions club è riuscito a finanziare il ripristino del sentiero Val d’Arbola/Alp de Poz, della passerella sul riale Groven nel Comune di Lostallo e dei ponti in legno a Soazza, oltre alla riapertura del sentiero «Cultura e natura» che tocca Mesocco, e la sistemazione del sentiero che da Lostallo porta all’Alp de Groven. «Abbiamo sentito il dovere di far emergere gli ideali del club e il suo motto ‘We Serve’ (‘Noi serviamo’, n.d.r.)» - ha spiegato il cerimoniere Tiziano Ferracini - «dando un contributo concreto ma modesto, se confrontato con l’ampiezza finanziaria dei danni».
Non solo denaro
Aiuti di questo tipo, ha da parte sua spiegato Monticelli al CdT, vanno oltre il lato finanziario: «Sono un segnale di vicinanza e solidarietà». Oggi, i lavori di messa in sicurezza, ci spiega, «sono praticamente conclusi e i terreni agricoli danneggiati sono stati ripristinati». La prossima fase riguarderà soprattutto interventi che proteggano Sorte, Cabbiolo e Arabella da futuri eventi estremi. Il tutto con il sostegno di Coira. «Dal primo momento a oggi, dal Consiglio di Stato ai singoli uffici, il Cantone non ci ha mai fatto mancare la sua collaborazione». Proprio nei prossimi giorni, è prevista la pubblicazione di un’analisi dettagliata che aiuterà a capire gli ambiti nei quali è necessario intervenire per evitare nuove tragedie.
