L'UDC dice sì alla «casa comune» con la Lega

Il centrodestra ticinese fa un passo verso l'unificazione. Riunito a Sant'Antonino, il Comitato cantonale dell'UDC ha approvato il progetto di «casa comune» con la Lega dei Ticinesi, proposto dalla Direttiva del partito. Nella stessa seduta i delegati hanno ratificato Marco Chiesa come presidente ad interim della sezione cantonale, al posto di Piero Marchesi, e comunicato le raccomandazioni di voto per i due oggetti federali del 27 settembre.
Un soggetto «conservatore, popolare, identitario»
Il progetto avallato dal Comitato punta a dar vita a un contenitore politico «aperto non soltanto agli attuali sostenitori della Lega e dell'UDC, ma a tutti i cittadini ticinesi che si riconoscono nei valori e nelle proposte di quest'area». Il nuovo soggetto dovrà rappresentare il Ticino in seno all'UDC svizzera, rispettandone statuti e programma nazionale ma «valorizzando le specificità cantonali».
Il profilo tracciato nel comunicato è quello di una formazione «conservatrice, popolare, identitaria, democratica, liberale in economia», con un programma incentrato su una politica sociale «sui reali bisogni dei ticinesi», la tutela del lavoro e delle opportunità per i residenti, la difesa del ceto medio e delle PMI, la sicurezza del territorio e la riduzione della spesa pubblica, delle ingerenze statali e della burocrazia. Completano l'elenco una fiscalità attrattiva con «ferma opposizione a ogni aggravio fiscale», la difesa di indipendenza, sovranità e neutralità della Svizzera e il controllo dell'immigrazione.
Il bilancio di Marchesi
La serata ha segnato anche il congedo di Piero Marchesi dalla presidenza, dopo dieci anni. Il Comitato lo ha ringraziato e gli ha augurato buona fortuna per l'incarico in Consiglio di Stato. Nel suo ultimo intervento da presidente, Marchesi è tornato al punto di partenza: «Era il 2016. Venivamo da elezioni cantonali attorno al 5%. Alle ultime federali abbiamo superato il 15%. Abbiamo creato 35 sezioni comunali, siamo cresciuti sul territorio, nelle istituzioni e nella capacità di incidere».
E ancora: «Dal 7 ottobre l'UDC avrà un consigliere di Stato, due consiglieri nazionali e un consigliere agli Stati: quattro rappresentanti ai massimi livelli istituzionali. Nessun altro partito ha questi numeri». Ripercorrendo le campagne vinte davanti ai cittadini, da Prima i nostri al Decreto Morisoli, dalla riforma fiscale alla neutralizzazione delle stime immobiliari, Marchesi ha sostenuto che sui temi concreti le posizioni dell'UDC «rappresentano la maggioranza dei ticinesi». La sfida, ora, «è convincere i cittadini a dare ancora più forza all'UDC alle prossime elezioni».
Le parole d'ordine per il 27 settembre
Sui due oggetti federali in votazione il 27 settembre il Comitato si è espresso all'unanimità. Sì all'iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera»: secondo l'UDC una neutralità «credibile e rigorosa» protegge il Paese dai conflitti internazionali e ne rafforza il ruolo di mediatore, mentre Consiglio federale e alcuni partiti vorrebbero «annacquarla» legandosi sempre più a NATO e UE. Da qui la richiesta di iscrivere in Costituzione la neutralità «permanente, armata e integrale».
No, invece, all'iniziativa sull'alimentazione. Per il partito il testo, presentato come garanzia di sicurezza alimentare, «detta agli agricoltori cosa produrre e ai consumatori cosa mangiare» e mirerebbe a imporre un'alimentazione vegana per raggiungere l'obiettivo del 70% di autoapprovvigionamento.
La petizione dei Giovani UDC sul lupo
Nel corso della serata i Giovani UDC hanno presentato una petizione rivolta a Consiglio federale e Parlamento per fissare soglie massime alla popolazione di lupi in Svizzera: un limite nazionale di sette branchi, con un massimo di uno o due per regione, procedure rapide e applicabili tutto l'anno per intervenire sugli esemplari in eccesso o problematici e piena chiarezza sui costi di gestione. L'obiettivo dichiarato è «ristabilire un equilibrio sostenibile» tra protezione della specie e salvaguardia di alpeggi, allevatori e regioni di montagna.
